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Trento
28 marzo | 07:22

"Il rifugio? Una porta aperta sulla montagna, non un'attrazione turistica", i nuovi gestori delle strutture Carè Alto, Mandron e Sette Selle: "Entusiasti per questo nuovo inizio"

Al rifugio Carè Alto arriverà Gianni Mittempergher, al rifugio Mandron ci sarà Denis Redolfi, mentre la gestione del rifugio Sette Selle è stata assegnata al 23enne Ruggero Samaden e all'amico Gabriele Andreatta: "Entusiasti per questo nuovo inizio"

"Il rifugio? Una porta aperta sulla montagna, non un'attrazione turistica"

TRENTO. Tre rifugi trentini si preparano ad accogliere i loro nuovi gestori. Si tratta del Carè Alto, del rifugio Mandron e del Sette Selle, che presto riapriranno i battenti. A scegliere i rifugisti, un'apposita commissione istituita da Sat, che ha vagliato gli allegati e i documenti prodotti, scegliendo i candidati idonei dopo uno specifico colloquio in cui si chiedeva tra i requisiti la conoscenza del territorio, delle vie di accesso al rifugio e ai rifugi limitrofi e la capacità di prestare, eventuali, necessarie azioni di primo soccorso. 

 

Il 21 marzo, la decisione finale: al rifugio Carè Alto arriverà Gianni Mittempergher, al rifugio Mandron ci sarà Denis Redolfi, mentre la gestione del rifugio Sette Selle è stata assegnata a Ruggero Samaden

 

Redolfi, classe 1979, che gestirà il Mandron, è nato in Trentino ed è cresciuto a Mezzana, in Val di Sole: è maestro di sci alpino e allenatore di sci club. "Da piccolo - rivela - pensavo solo a sciare, ma poi all’età di 16 anni ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dell’alpinismo, con passeggiate, arrampicate e brevi gite con gli sci d’alpinismo. Con la mia famiglia gestisco un hotel a Mezzana e ora la mia futura casa diventerà il rifugio Mandrone. Sarà un luogo di aggregazione, di riparo e caloroso, l'obiettivo è creare un team di ragazzi giovani, appassionati di montagna".

 

E prosegue: "Sarà la nostra casa d'alta montagna, offriremo piatti locali e genuini e il nostro punto di forza sarà la super colazione, per permettere ai nostri escursionisti e alpinisti di affrontare le proprie mete in piena forma. Ma non saremo un albergo, il rifugio deve rimanere ciò che è: un rifugio. Siamo pronti ad accogliere i futuri ospiti, escursionisti e alpinisti. Un piatto caldo non si nega mai a nessuno, in montagna non ci sono orari". L'apertura della struttura, che svetta a quota 2.449 nel Comune di Spiazzo Rendena, riaprirà a metà giugno.

 

Al Sette Selle, invece, è già possibile trovare il 23enne Ruggero Samaden, originario di Pergine. Gestisce il rifugio insieme a Gabriele Andreatta, classe 2002, di Regnana (Bedollo): "La nostra proposta – rivelano i due - parte dal pensiero che un rifugio alpino possa trasformarsi nel centro di una rete sociale, andando oltre la sua importante funzione tradizionale, per diventare un punto di riferimento culturale che rappresenti e diffonda i valori del territorio e della montagna". 

 

Samaden, perito agrario, lavora come tecnico in ambito agricolo/zootecnico per la Provincia autonoma di Trento e nei weekend e giorni festivi al rifugio Sette Selle. Membro del Soccorso alpino, passa la maggior parte del suo tempo libero in montagna, in estate correndo e arrampicando e in inverno con gli sci d'alpinismo. 

 

Gabriele Andreatta sta invece ultimando gli esami per diventare accompagnatore di media montagna. Anche lui nei weekend e nei giorni festivi lavoro nella struttura che sorge a quota 1.978 metri nella catena del Lagorai. "Il nostro obiettivo a livello di affluenza turistica è quello di cercare un equilibrio con l'ambiente circostante e le caratteristiche uniche della struttura - fanno sapere -. Mantenendo un alto standard di qualità del servizio. Non cercheremo quindi di aumentare l’affluenza nel mese di agosto, punteremo piuttosto attraverso tutte le iniziative proposte precedentemente a dare più continuità durante l’anno inserendo varie attività nei periodi più 'vuoti'". L'apertura è prevista per il 1° maggio.

 

Classe 1974, di Rovereto, Gianni Mittempergher lascerà l'esercizio rurale de Il Masetto di Terragnolo per tuffarsi in una nuova avventura: ripartirà dal rifugio Carè Alto. Grande appassionato di montagna, ha compiuto nel 2003 due trekking in Nepal (campo base Everest e circuito dell’Annapurna), la salita del monte Bianco con gli sci d’alpinismo, del Jbel Toubkal (4.167 metri) durante un viaggio in Marocco, un trekking sui Lefka Ori a Creta, la traversata delle Maddalene e del Lagorai oltre all’ascensione di numerose cime in Trentino Alto Adige sia a piedi che con gli sci, e di vie ferrate.

 

"Gestire il Carè Alto - confessa - è fare un passo avanti e un passo indietro. Indietro perché torno a quando ero più giovane con diverse esperienze in rifugio e avanti perché mi faccio carico di una nuova assunzione di responsabilità. Il nostro obiettivo è quello di portare avanti la struttura con la sensibilità di raccontare e far conoscere il rifugio come porta aperta sulla montagna, non un’attrazione turistica in sé". 

 

Mittempergher in passato è stato tra i gestori del rifugio Sat Damiano Chiesa sul monte Altissimo, ha lavorato al rifugio alpino Viote sul monte Bondone, al Silvio Agostini in val d’Ambiez, nelle Dolomiti di Brenta, ed al rifugio Passo Santner, nel gruppo del Catinaccio: "La scelta di lavorare nei rifugi di montagna mi ha permesso di imparare ad affrontare i problemi che si verificano in contesti in cui è necessaria una buona manualità e capacità decisionale – conclude il nuovo gestore del Carè Alto -. Ho un profondo rapporto con la montagna, derivante da una lunga e assidua frequentazione e dall’impegno ambientalista a cui mi sono sempre dedicato con passione", che cercherà di trasmettere agli avventori non appena la struttura riaprirà a metà giugno.

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