Dopo oltre quarant'anni il rifugio Mandron-Città di Trento cambia gestione. Denis Redolfi: "Raccolgo un'eredità importante, il rifugio non deve diventare un albergo"
A raccogliere il testimone dalla famiglia Gallazzini sarà Denis Redolfi, maestro di sci alpino e tecnico di elisoccorso originario di Mezzana in Val di Sole. L'intenzione è quella di creare un luogo di riparo e aggregazione caloroso e giovanile, valorizzando sempre di più la meravigliosa location

SPIAZZO. Dopo oltre quarant'anni cambia la gestione dello storico rifugio Mandron - Città di Trento: il passaggio di consegne avverrà ufficialmente da domani, mercoledì 1 maggio, e a rilevare l'attività a lungo gestita dalla famiglia Gallazzini sarà Denis Redolfi, maestro di sci alpino classe 1979 e tecnico di elisoccorso originario di Mezzana in Val di Sole.
La struttura fu realizzata nel 1878 e sorge nella parte alta della Val Genova, da tutti riconosciuta come la più bella del Parco Naturale Adamello Brenta, ed il rifugio venne inaugurato dalla Sat nel 1959: gestito dai primi anni Ottanta da Carlo Gallazzini e dalla moglie Flavia, e negli ultimi anni da loro figlio Davide, si appresta a vivere, dalla metà di giugno quando è prevista l'apertura, un nuovo inizio.
“Da amante della montagna ho sempre avuto il desiderio di gestire un rifugio e questa struttura posso dire che mi corrisponda appieno, perciò quando si è presentata l'opportunità ho compiuto il passo – spiega il nuovo gestore Denis Redolfi – e ho la consapevolezza di raccogliere un'eredità importante, anche nei confronti dei precedenti gestori che in queste settimane mi hanno aiutato a comprendere le caratteristiche, ma anche le difficoltà, del posto. Per questo sento sulle mie spalle una grande responsabilità e, in tal senso, ho una visione molto chiara: vorrei un rifugio che fosse veramente tale, e che non diventi mai un albergo. Siamo infatti pronti a offrire un piatto caldo, per tutti, a qualsiasi ora”.
L'intenzione, specifica Ridolfi, e quella di rendere il rifugio un luogo di riparo e aggregazione, e che sia al contempo caloroso e giovanile: “Voglio creare un team di ragazzi giovani e appassionati di montagna, che possano riscoprirla vivendo e lavorando in un luogo affascinante come questo”.
Un altro aspetto fondamentale su cui il nuovo gestore punta molto è la volontà di valorizzare il più possibile la meravigliosa location, “unica sia dal punto di vista storico che paesaggistico”.
“Sarà fondamentale anche sfruttare le nuove forme di comunicazione per far conoscere alle persone, in anteprima, quello che il rifugio offre – specifica Redolfi – così come rendere il luogo il più accessibile possibile per le gite scialpinistiche, proponendo magari dei tour con partenza direttamente dal rifugio”.
Ad augurare un buon inizio e un buon lavoro al nuovo gestore anche la Sat-Società Alpinisti Tridentini, con la sezione Carè Alto che ha voluto però lanciare un pensiero anche alla “storica” precedente gestione.
“In questi giorni si chiude, purtroppo, una grande storia fatta di accoglienza, sacrifici, grandi soddisfazioni e amore per la montagna: la famiglia Gallazzini termina la gestione del rifugio “Città di Trento” al Mandrone e ci mancheranno parecchio – si legge in un post pubblicato sui social –. Ci mancheranno la professionalità, la gentilezza, i consigli, le risate, i rimproveri, le torte fatte in casa e quel calore che hanno sempre portato a chiunque abbia varcato la soglia di quel rifugio posto alle porte dell’Adamello. Un esempio per molti e a loro va il nostro ringraziamento vero per averci sempre supportato durante le nostre attività ed escursioni, per averci coccolato e fatto sentire a casa, per non averci mai fatto mancare nulla, soprattutto quando invadevamo il rifugio con i ragazzini del campus o nelle tante occasioni di festa e anche di ricordo. Grazie di cuore per aver inventato una storia bellissima in mezzo a una cornice fantastica”.












