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| 10 mar 2021 | 08:37

Denaro sottratto alle casse della cooperativa, la Finanza sequestra 1 milione di euro. Nei guai 5 imprenditori alberghieri

Le indagini sono partite da un’importante società cooperativa con sede nell’Alto Garda - attiva nel settore delle “pulizie”. Tramite le attività investigative sono state ricostruite le operazioni finanziarie illecite che avevano coinvolto 5 soci, rappresentanti di 11 società - tutte operanti nel settore alberghiero, sulle rive del Lago di Garda, nelle province di Trento e Brescia

Foto archivio
di Redazione

TRENTO. E' di un milione di euro l'importo che è stato sequestrato nelle scorse ore dalla Guardia di Finanza e che vede nei guai 5 imprenditori del settore alberghiero dell'Alto Garda.

 

Nello specifico, nel corso di una verifica fiscale conclusa prima dell’inizio dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, effettuata nei confronti di un’importante società cooperativa con sede nell’Alto Garda - attiva nel settore delle “pulizie” - i Finanzieri avevano riscontrato la presenza di condotte fraudolente, penalmente rilevanti, che avevano permesso di distribuire “fittizi premi di raggiungimento obiettivi” ad alcuni soci della cooperativa, al fine di dissimulare un’ingente indebita distribuzione di utili e “riserve legali” (quota del patrimonio della società che deve essere accantonata per legge), normativamente vietata.

 

Tramite le trasversali attività investigative sono state ricostruite le operazioni finanziarie illecite, che avevano consentito ai 5 soci, rappresentanti di 11 società - tutte operanti nel settore alberghiero, sulle rive del Lago di Garda, nelle province di Trento e Brescia - di beneficiare illegalmente del denaro sottratto dalle casse della cooperativa.

 

Le mirate indagini, condotte dalle Fiamme Gialle di Riva del Garda, hanno consentito di scoprire un complesso e rodato sistema fraudolento per cui i sodali sono riusciti, nel corso degli anni, a distribuire illecitamente gli utili che avrebbero dovuto essere, per legge, destinati a “riserva legale”.

 

Inoltre, considerando che il denaro proveniente dai reati societari/fiscali - per cui sono stati, a vario titolo, denunciati i soggetti coinvolti – è stato fatto confluire sui conti delle imprese gestite dagli indagati e, successivamente, reinvestito nelle proprie attività economiche, i militari hanno denunciato i sodali anche per i reati di “impiego di denaro di provenienza illecita” e “autoriciclaggio”.

 

Infine, data la gravità dei reati contestati e la posizione apicale, all’interno delle strutture societarie, dei soggetti indagati, le società sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Rovereto per la “responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato”.

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