Dimissioni direttore generale dell'Apss, i sindacati: ''Dalla Giunta provinciale poca trasparenza e attenzione più al consenso che alla soluzione dei problemi ''
Per Cgil, Cisl e Uil. "Senza garanzia di autonomia e senza il ripristino di corretti rapporti tra Assessorato e Azienda, sarà difficile non solo trovare eventualmente un nuovo direttore generale con competenza, professionalità ed esperienza in grado di gestire le sfide e le trasformazioni in atto"

TRENTO. Mancanza di trasparenza e di rispetto dei diversi ruoli. Parole dure da parte dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino indirizzate dalla Giunta Provinciale in merito alla grave situazione di instabilità che sta vivendo l'Azienda sanitaria.
Per Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti le dimissioni del direttore generale dell'Azienda sanitaria, Pier Paolo Benetollo, fanno emergere le difficoltà del Governo provinciale nel gestire in trasparenza e nel rispetto dei diversi ruoli e funzioni, il rapporto tra Piazza Dante e via Degasperi e la complessa macchina della sanità trentina. Non si tratta quindi di un problema contingente ma rischia di essere strutturale. Un problema per il quale la drammatica vicenda della dottoressa Pedri ha fatto solo da detonatore.
“Lo diciamo fin da subito – dicono i sindacati - nessuno in Provincia può usare le questioni emerse nel reparto di ginecologia e ostetricia dell'ospedale Santa Chiara come giustificazione delle dimissioni di Benetollo e di quello che sta accadendo ormai da mesi in Azienda Sanitaria. Se così fosse si farebbe torto in primo luogo al dramma vissuto della famiglia Pedri e si rischierebbe di non dare il giusto tempo e spazio all'accertamento dei fatti, per puntare invece tutto su un assolutorio processo sommario e sull'individuazione di un capro espiatorio. Questo non sarebbe accettabile, né utile a nessuno”.
Il tema, spiega Cgil, Cisl e Uil, “è quello di una Giunta attenta più agli effetti mediatici e al consenso che alla gestione efficace delle grandi scelte strategiche come alla soluzione delle crisi e dei problemi più puntuali, anche in sanità”.
La scelta di Benetollo ai vertici della Apss era stata salutata dai sindacati come l'opportunità di continuare la tradizione di competenza e professionalità alla guida della sanità trentina che aveva contraddistinto anche le passate amministrazioni. Non è un caso se oggi Luciano Flor sia direttore generale della sanità della Regione Veneto e Paolo Bordon direttore generale della Ausl di Bologna.
“Oggi però – spiegano - vanno ripristinate la condizioni minime di autonomia e di rispetto delle prerogative dell'Azienda la cui assenza ha sicuramente pesato nelle dimissioni dell'attuale direttore generale che forse, con uno sforzo in più da parte della Giunta, potrebbero ancora rientrare. Altrimenti, senza garanzia di autonomia e senza il ripristino di corretti rapporti tra Assessorato e Azienda, sarà difficile non solo trovare eventualmente un nuovo direttore generale con competenza, professionalità ed esperienza in grado di gestire le sfide e le trasformazioni in atto, ma anche solo attrarre i professionisti sanitariindispensabili a garantire ai trentini la qualità della sanità di cui hanno goduto fino ad oggi. A meno che non si pensi davvero di risolvere tutto - lo diciamo ironicamente - con uno skipass in regalo”.


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