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Trento
16 giugno | 06:00

Primari scelti dall’università e reparti senza guida? Malcontento in Apss: "Saltano le carriere e tutto questo non fa bene all'organizzazione interna"

Fulvio Campolongo, referente trentino dell'Associazione Nazionale Primari Ospedalieri sottolinea diverse criticità: "Quando un primario va in pensione o si trasferisce, al suo posto arriva un sostituto facente funzione che dovrebbe rimanere in questo ruolo per alcuni mesi, ed invece alla fine ci rimane anche per anni”. Situazione, spiega Campolongo, “di mancato governo” che non fa bene all'organizzazione dell'azienda sanitaria. L'intervento di Claudio Cia: "Queste gestioni temporanee, pur sostenute da professionisti competenti e generosi, non possono garantire la continuità e la piena capacità di sviluppo delle strutture"

Primari scelti dall’università e reparti senza guida?

TRENTO. Il rapporto tra ospedali e università nel nostro sistema sanitario rappresenta una delle questioni più delicate e irrisolte a livello nazionale.

Ma accanto a questo c'è un'altra criticità che da tempo si sta portando avanti e che, ancora una volta, sta mettendo a dura prova i rapporti interni dell'Apss: la mancanza di primari in diversi reparti.

 

Il problema nei giorni scorsi è stato portato in consiglio provinciale dal consigliere Claudio Cia con un'interrogazione, ma a sottolineare la difficoltà è l'Associazione Nazionale Primari Ospedalieri con il referente trentino, il dottor Fulvio Campolongo.

 

Il tema è quanto mai sentito e, in questi mesi, ha fatto discutere l’affidamento diretto di direzioni cliniche apicali fatto dall'Apss a professori universitari, creando malcontento tra chi in azienda ci lavora da tempo.

 

Sull'affidamento dei ruoli apicali all'interno dell'Apss a professori universitari abbiamo già spiegato (QUI L'APPROFONDIMENTO) che, per capirlo, bisogna fare qualche passo indietro a quando, nel 2020, è stato stilato un accordo quadro che ha messo assieme l'Università di Verona, l'Università di Trento, l'Apss e la Pat, che è servito per la nascita della scuola di medicina, la presa in servizio dei professori e la clinicizzazione e la programmazione della scuola.

 

Da qui, un altro passaggio è stato quello di un protocollo tra UniTn e Pat che ha dato la possibilità all'Azienda Sanitaria, tramite delle convenzioni specifiche, di ricoprire dei ruoli clinicizzati specifici, decisi da un tavolo di lavoro, dal quale è uscita anche la programmazione triennale 2025/2027.

 

Nel dibattito che si è creato, ad intervenire era stato anche il presidente dell’Ordine dei Medici di Trento, Giovanni De Pretis. “Nel momento in cui si attiva una Facoltà di Medicina, è inevitabile che vengano chiamati, tramite concorsi universitari, dei docenti con esperienza nella didattica e nella ricerca. È una necessità strutturale, è perfettamente legale e viene fatto in tutta Italia”, ha voluto chiarire il presidente.

 

“Questo – osserva il presidente dell'Ordine dei Medici – può chiaramente sollevare dello scontento: molti medici con anni di esperienza ospedaliera non possiedono i titoli accademici per partecipare a questi concorsi e si trovano esclusi da posizioni apicali che in passato sarebbero state loro accessibili tramite selezioni ospedaliere”.

 

Fulvio Campolongo, dell'Associazione Nazionale Primari Ospedalieri, ha sottolineato a il Dolomiti che questo sistema va a impattare “sui medici che hanno una prospettiva di carriera e che vengono bypassati da persone provenienti dall'università, e non va bene”, ma non solo. “Un altro aspetto importante da considerare è che il primario, direttore di una struttura complessa – spiega Campolongo – è chiamato a svolgere ruoli di tipo gestionale e manageriale, cosa che ha poco a che fare con l'accademico”.

 

"TROPPI REPARTI SENZA PRIMARIO"

Accanto a questo, c'è un'altra questione: quella dei troppi reparti senza primario. “Una gestione provvisoria che si protrae, senza che vengano avviate le procedure per il conferimento degli incarichi di direzione”, viene spiegato in una nota dal consigliere provinciale Claudio Cia.

“Reparti di rilievo come la Neonatologia con Terapia Intensiva Neonatale, la Reumatologia, l’Ostetricia e Ginecologia di Rovereto e la Neuroradiologia dell’Ospedale di Trento – spiega Cia – risultano tuttora privi di un primario titolare. In molti casi, si tratta di vacanze accertate da mesi – se non anni – ma per cui non è ancora stato pubblicato alcun bando”. Cia ha precisato di non criticare in nessun modo l'operato dell'assessore Mario Tonina, bensì la “disorganizzazione” dell'Apss.

 

 

A parlare di un problema “che si trascina da tempo” è anche Fulvio Campolongo, presidente dell'Anpo in Trentino. “Questo coesiste con il fatto che un primario va in pensione o si trasferisce, e al suo posto arriva un sostituto facente funzione che dovrebbe rimanere in questo ruolo per alcuni mesi, ed invece alla fine ci rimane anche per anni”. Situazione, spiega Campolongo, “di mancato governo” che non fa bene all'organizzazione dell'azienda sanitaria.

 

“Abbiamo avuto degli accorpamenti di Unità operative che non trovano giustificazioni – spiega – in chi viene chiamato a ricoprire il ruolo. Tutta l'area pediatrica è sotto l'area di un neonatologo che ha avuto un percorso diverso da quello dell'ex primaria dell'area, che era una pediatra. Questa consuetudine è assolutamente negativa”.

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