Sanità trentina allo sbando, dal poco personale nelle sale operatorie ai servizi sospesi. ''Il sistema è in difficoltà Pat e Apss sono immobili'', l'allarme di Demagri
Viene chiesto da più parti sia un intervento dell'Azienda sanitaria che un assessorato più presente. In tema di pediatri, spiega la consigliera provinciale di Casa Autonomia: "Non è stato adeguatamente descritto il rischio che essa pone per i punti nascita. Infatti, dato anche il ridotto numero di anestesisti a disposizione, ci troviamo davanti alla concreta possibilità di dover chiudere alcuni punti nascita”

TRENTO. Dalla mancanza di pediatri (QUI L'ARTICOLO), alle carenze di personale nella sale operatorie fino ad arrivare all'impossibilità per i cittadini che ne hanno bisogno di avere risposte sulle loro richieste di visite mediche. La situazione della sanità trentina è da ormai diverso tempo in difficoltà e continua a peggiorare. Dall'Azienda Sanitaria diretta da Antonio Ferro e dall'assessorato provinciale guidato da Stefania Segnana non sembrano per il momento arrivare risposte adeguate per risollevare la situazione.
La questione è stata nuovamente portata in consiglio provinciale dalla consigliera di Casa Autonomia, Paola Demagri, che nelle scorse ore ha ricevuto la risposta dall'assessora Stefania Segnana ad una interrogazione che era stata fatta 10 mesi fa, nonostante teoricamente il termine per dare una riposta sia fissato a 30 giorni. “Un gesto che fa sorgere dubbi riguardo l’attenzione che la Giunta riserva all’ambito sanitario” ha spiegato Demagri.
“In questi giorni abbiamo sentito parlare della carenza di pediatri all’interno dei nostri ospedali – spiega la consigliera provinciale e presidente di Casa Autonomia -. Tuttavia, questa non è l’unica difficoltà che devono affrontare le nostre strutture sanitarie e i tempi dilatatissimi nella risposta dell’assessora mi fanno pensare ad un tentativo di coprire le carenze che non sono comparse sulle pagine dei quotidiani”.
Criticità, spiega la consigliera provinciali, sono state segnalate a Cavalese, tra cui l’endoscopia chiusa da ottobre scorso, così come la risonanza, che ormai ha chiuso i battenti da due anni, la grave carenza di infermieri e strumentisti e l’indisponibilità di Ecocoloroppler per i vasi sovraortici. “E con questa situazione si continua a parlare di servizi di prossimità” spiega l'esponente di Casa Autonomia.
“Se poi la carenza di pediatri è stata comunicata ai giornali – continua - comunque non è stato adeguatamente descritto il rischio che essa pone per i punti nascita. Infatti, dato anche il ridotto numero di anestesisti a disposizione, ci troviamo davanti alla concreta possibilità di dover chiudere alcuni punti nascita”.
La situazione è grave anche per quanto riguarda le sale operatorie. Dati i ridotti numeri di strumentisti a disposizione, in particolare negli ospedali di Cles e Cavalese, la disponibilità delle sale cala drasticamente. “A Tione – spiega Paola Demagri - pare invece che manchino i pazienti, per effetto della mancata attrattività. Come conseguenza i tempi di attesa si dilatano da una parte, causando ritardi nella cura del paziente e la perdita della clientela, che preferisce rivolgersi a strutture private o extra regionali, dove le condizioni relative ai tempi d’attesa sono più ragionevoli”.
Tutte queste criticità incidono sull’attività dei professionisti, costretti a convivere con un ambiente di lavoro inadeguato, ma anche e soprattutto sul diritto alla salute dei cittadini. “Come possiamo garantire il benessere della popolazione con un sistema sanitario evidentemente in difficoltà e ignorato dall’attuale governo provinciale? Servirebbe un assessorato che presti più attenzione a queste tematiche fondamentali e pensi meno allo sviluppo della sanità privata. Ciò che abbiamo è soltanto un’assessora che impiega 10 mesi a rispondere ad un’interrogazione, figuriamoci a risolvere problemi così delicati e complessi come quelli descritti in precedenza”, “ 10 mesi che purtroppo coincidono con la media di attesa per una visita specialistica”, conclude la consigliera Demagri.


















