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| 05 ago 2023 | 06:01

Sanità in Trentino, i pediatri: "I punti nascita di Cles e Cavalese vanno chiusi". L'Apss in difficoltà, continuano i concorsi "con esito negativo"

Nei giorni scorsi l'Azienda sanitaria ha preso atto dell'esito negativo di due concorsi per “Dirigente medico – disciplina Pediatria” (a tempo indeterminato) per i punti nascita di Cles e di Cavalese. I pediatri tornano a chiedere la chiusure dei due punti: "Bisogna garantire a tutti i bambini lo stesso tipo di assistenza"

Sanità in Trentino, i pediatri: "I punti nascita di Cles e Cavalese vanno chiusi"

TRENTO. “I punti nascita periferici vanno chiusi. Sono pericolosi per il bambino perché si rischia che non ci sia un’assistenza adeguata nel caso in cui succeda qualcosa. Lo abbiamo detto fin dall'inizio come pediatri”. Non usa mezzi termini la pediatra Lorena Filippi, rappresentante dell'Ordine dei Medici del Trentino: i punti nascita periferici, quelli di Cles e Cavalese, a causa del basso numero di parti oltre a non essere attrattivi per i professionisti rischiano anche di non essere adeguati nell'offerta di cure.

 

Per quanto riguarda il primo punto, quello sui professionisti, lo si è visto chiaramente nei giorni scorsi. L'azienda sanitaria con una determina datata 28 luglio ha dovuto prendere atto che i due concorsi per “Dirigente medico – disciplina Pediatria” (a tempo indeterminato) per i punti nascita di Cles e di Cavalese, hanno avuto con esito negativo. Tre erano i candidati, due dei quali non hanno superato la prova scritta. L'unico candidato iscritto alla procedura di mobilità, invece, è stato informato della mancanza del requisito di inquadramento richiesto dal bando. In parole povere, i due concorsi non hanno permesso nessuna assunzione in una situazione di personale sanitario allo stremo.

 

D'altronde per capire la situazione delle nascite nei due ospedali periferici basta guardare i dati degli ultimi due anni che ne certificano il flop. Nel 2021 i bambini nati nelle due strutture sono stati solo 305 in totale (quando per tenere aperto un punto nascita già in deroga servirebbero almeno 500 parti): pochissimi anche se va specificato che fino al 30 aprile le strutture sono rimaste chiuse per il Covid. E nel 2022 a Cles ci sono stati 242 parti, mentre a Cavalese nasce un bimbo ogni tre giorni. I parti sono stati 132. (per un totale di 374 parti in un anno).

 

Se guardiamo alcune strutture a poca distanza dal Trentino, nei  primi sei mesi del 2023 all'ospedale di Feltre le nascite sono 25 in più (355) rispetto allo stesso periodo del 2022. Sempre a Feltre, inoltre, il reparto ostetricia e ginecologia ha incrementato del 22,6% il numero di interventi ginecologici eseguiti da gennaio a maggio 2023 rispetto allo scorso anno in pari periodo. In aumento anche i ricoveri: 2,7% in più rispetto al 2022 in cui se ne erano registrati 1433. E circa un terzo dei ricoveri e dei parti proviene da fuori provincia.

 

“Nei punti nascita periferici dove i parti sono pochi – ha spiegato la pediatra Filippi – nessuno vuole andarci perché l'esperienza che si può fare è davvero poca. Se succede qualcosa, una complicanza, un collega che assiste a 4 parti al mese non ha la competenza per garantire le cure necessarie al bambino. Nessuno si assume questo genere di responsabilità”.

 

I Pediatri del Trentino, ha sottolineato ancora la dottoressa Filippi, sono “favorevoli alla chiusura dei punti nascita periferici presenti in Trentino” per “garantire a tutti i bambini lo stesso tipo di assistenza nel caso dovesse succedere qualcosa”. Importante deve rimanere il punto nascita centrale come Trento “dove – conclude la pediatra – c'è il neonatologo, figura che in un punto periferico non è presente”.

 

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