Nomine Consiglio di direzione dell'Apss, Zeni: "Evitiamo l'ennesimo scivolone normativo"
Il gruppo del Partito Democratico chiede alla Giunta innanzitutto perché il Comitato di direzione dell'Apss (formato dal direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo e all'integrazione socio-sanitaria) non sia stato ancora “nominato ufficialmente” e perché siano stati scelti come direttore sanitario e direttore all'integrazione socio-sanitaria (Giuliano Brunori e Gino Gobber) due professionisti: “Non inseriti nei rispettivi elenchi regionale”
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TRENTO. E' di fatto una 'segnalazione' quella portata oggi (21 luglio) in aula dal gruppo consigliare del Partito democratico, per evitare, spiega il consigliere dem Luca Zeni: “Che venga compiuto l'ennesimo scivolone normativo, dopo i tanti provvedimenti che non hanno superato il vaglio dei giudici, con conseguenze che sarebbero gravi per il già travagliato mondo della sanità trentina”.
“La gestione delle dimissioni del direttore generale è stata quantomeno caotica – si legge nell'interrogazione presentata dal Pd – annunciate dal presidente Fugatti in conferenza stampa, pare all’insaputa del direttore generale, con argomentazioni molto fragili (la mancata comunicazione della conferma di un primario, competenza esclusiva dell’Apss e su cui la politica non avrebbe potuto interferire, ed in ogni caso fatta con un provvedimento pubblico che doveva essere noto alla Giunta), contraddizioni tra presidente e assessore alla salute, con la seconda che rinnovava la fiducia al direttore generale ed il primo che la toglieva, fino alle dimissioni formali che pervenivano, dopo alcuni giorni, l’11 luglio”.
A quel punto, come facente funzioni del dg Benetollo, è stato incaricato il direttore sanitario Antonio Ferro, che il 15 luglio ha presentato la sua nuova squadra. Tra le nomine effettuate dal nuovo dg, ovviamente, anche quelle che vanno a comporre il comitato di direzione il “massimo organo gestionale dell'Apss – spiega Zeni – formato da direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo e direttore dell'integrazione socio-sanitaria”. Un team che vede la presenza anche del primario di nefrologia Giuliano Brunori come direttore sanitario e Gino Gobber a capo dell'integrazione socio-sanitaria. “Due professionisti di riconosciuta competenza – continua il consigliere Pd - e la cui nomina ha rasserenato l’ambiente sanitario, ma ad oggi, ad una settimana di distanza dalla presentazione ufficiale, non risulta ancora alcun atto di nomina dei componenti del comitato di direzione, che quindi si presume non sia ancora in funzione, in assenza di atto di nomina”.
Dal punto di vista normativo inoltre, si legge ancora nell'interrogazione del gruppo dem: “Emerge un dubbio giuridico”. Sia per la norma provinciale che per quella statale infatti, sottolineano i consiglieri del Pd, i professionisti per questi particolari ruoli dirigenziali devono essere trovati dal dg all'interno di specifiche liste (secondo la normativa nazionale “attingendo obbligatoriamente agli elenchi regionali, anche di altre regioni, appositamente costituiti”, disposizioni recepite in Provincia di Trento, che stabilisce l'obbligo di attingere, per le nomine “agli elenchi provinciali idonei, costituiti dalla Provincia previo avviso pubblico di selezione, seconda modalità e criteri definiti dalla Giunta provinciale”).
"Purtroppo - sottolinea il gruppo dem - i professionisti presentati dall’assessore alla sanità e dal dg facente funzioni il 15 luglio non sono inseriti nei rispettivi elenchi di direttore sanitario e di direttore per l’integrazione sanitaria. Il 16 luglio la giunta provinciale adottava la delibera 1220 'indicazioni operative sull’esercizio delle funzioni di Direttore generale dell’Azienda sanitaria per i servizi sanitari in vacanza dell’incarico', e le questioni qui rilevate venivano liquidate in poche righe: 'Ritenuto al riguardo che, in ragione della temporaneità dell’incarico, i direttori del Consiglio di direzione possano essere individuati anche in deroga agli elenchi approvati con determinazione del Direttore generale del Dipartimento salute e politiche sociali n. 230 di data 2 dicembre 2020'. Si precisa poi che il dg facente funzioni può 'procedere ad una delega delle funzioni di Direttore sanitario', si presume per aggirare la disposizione di legge che vieta la nomina di direttori sanitari che abbiano compiuto i 65 anni (Brunori li ha infatti appena superati ndr). Tuttavia lascia giuridicamente molto perplessi la previsione della delibera della Giunta, poiché la legge statale e quella provinciale non escludono l’applicazione dei criteri previsti per la nomina del Comitato di direzione nel caso di nomine temporanee”.
Non sono quindi messe in dubbio le capacità delle due nomine (“anzi, sono due professionisti validissimi” specifica Zeni) tuttavia, scrive il Pd: “Non si può non rilevare il rischio che nomine che non rispettino i requisiti di legge possano portare a ricorsi con conseguenze molto gravi per il sistema sanitario”. In poche parole, in ulteriori "scivoloni normativi". “Mi chiedo inoltre chi possa aver dato la delega all'integrazione socio-sanitaria a Gobber – dice Zeni – perché il suo predecessore Andrenacci nel frattempo è andato in pensione”.
Altra questione aperta quella riguardante le tempistiche per l'emanazione del bando per l'individuazione del direttore generale al fine, conclude il gruppo del Pd: “Di poter terminare la fase di precarietà e fornire un assetto definitivo alla governance dell'Azienda sanitaria, così da poter affrontare le tante sfide aperte con serietà e prospettiva il prima possibile”.


















