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Caso Pedri e dimissioni Benetollo, Zanella ''Segnana ora se ne vada''. Il Pd chiede un Consiglio provinciale straordinario

Pd e opposizioni chiedono una convocazione urgente del Consiglio Provinciale dopo le dimissioni del direttore generale dell'Apss Benetollo. Paolo Zanella (Futura): "“Possiamo pensare di lasciare la sanità trentina in mano a chi, oltre a non avere visione e non essere in grado di governarla, non sa farsi carico di vicende gravi come quella che è tristemente arrivata alla ribalta delle cronache nazionali? Giunti a questo punto io credo proprio di no"

Di G.Fin - 02 luglio 2021 - 17:56

TRENTO. Una “politica del rattoppo”, dove tutto viene posposto, rimandato ed accantonato, quasi in attesa di soluzioni miracolistiche. Nel frattempo, mancano primari e ora in tutto questo si innestano anche le dimissioni del direttore sanitario Benetollo (QUI L'ARTICOLO). Una situazione grave che si sta sviluppando in un momento davvero delicato per la sanità trentina.

 

Da qui la decisione da parte del Partito Democratico, assieme alle opposizioni, di chiedere una convocazione urgente e straordinaria del Consiglio Provinciale per fare chiarezza su un settore quanto mai importante per tutta la comunità e che in questo momento, invece, rischia di trovarsi senza una guida chiara. “Le inattese e, per alcuni versi, incomprensibili dimissioni del dottor Benetollo – viene spiegato in una nota del Gruppo provinciale del Pd - aggravano anzitutto la già complessa realtà organizzativa del nostro sistema sanitario, in un momento di estrema delicatezza per la pandemia ancora in atto e per le molte partite aperte circa le carenze di medici e di programmazione del settore”.

 

I consiglieri provinciali democratici sottolineano con preoccupazione la complessità dei problemi attuali della sanità locale: dall’emergenza per il Covid, alla mancata riforma del “welfare anziani”; dalla perdita, per più motivi, di molti professionisti che garantivano la qualità del sistema trentino, alla provvisorietà dei vertici dell’Apss. Su questo quadro allarmante si innestano adesso le dimissioni del direttore sanitario, “reo”, a quanto pare, spiega il Pd “di non aver chiesto il permesso alla Giunta provinciale prima di procedere alla riconferma di alcuni primariati, ivi compreso quello del reparto di ostetricia e ginecologia”, sulla cui ingarbugliata situazione si stanno appuntando anche le attenzioni dell’ispezione voluta dal Ministero della Salute.

 

E’ evidente che se questo fosse il motivo delle dimissioni del dottor Benetollo continua la nota, “si tratterebbe di una questione oltremodo grave, perché se il compito della politica è quello di programmare nel migliore dei modi, spetta esclusivamente all’ Apss la selezione, la nomina e la conferma dei primari. Una ingerenza politica su tali scelte si configurerebbe quindi come un atto improprio sia politicamente, sia giuridicamente”.

 

Sulla gravità della situazione è intervenuto anche il consigliere provinciale di Futura, Paolo Zanella dal quale arriva la richiesta di dimissioni dell'assessora Stefania Segnana.

 

“La gravità di quanto sta emergendo dai racconti di chi lavora o ha lavorato nel reparto di ginecologia e ostetricia del S. Chiara – spiega Zanella - non può essere derubricato a un fatto tutto interno all'azienda sanitaria. Se è grave la delibera di riconferma del direttore Tateo, che ha portato alle annunciate dimissioni del Direttore generale, ancora più grave è il fatto che l’assessora Segnana non ne fosse a conoscenza”. La mancanza di parole chiare sulla vicenda, nonostante le testimonianze, l’assenza di risposte in merito alle criticità già presenti in reparto già due anni fa; la mancata istituzione di una commissione di indagine indipendente; le parole tese a giustificare il turnover anomalo di personale come un semplice avvicendamento di professionisti/e venuti/e qualche mese per imparare. Questo approccio, spiega il consigliere di Futura, “Denota una mancanza completa di assunzione di responsabilità”.

 

Per Futura occorre poi anche considerare il modo in cui è stata gestita la pandemia, tra tamponi fantasma e un tasso di mortalità tra i più alti d'Italia; una riorganizzazione che pensa di rendere attrattiva l'azienda con gli skypass, invece di trovare soluzioni urgenti e concrete alla medicina territoriale; decine di posizioni apicali a scavalco o da coprire, per quella che si profila come un’assenza di governance, nuovo trend organizzativo inaugurato dell’assessorato.

 

“Possiamo pensare di lasciare la sanità trentina in mano a chi, oltre a non avere visione e non essere in grado di governarla, non sa farsi carico di vicende gravi come quella che è tristemente arrivata alla ribalta delle cronache nazionali? Giunti a questo punto io credo proprio di no. Forse – conclude Zanella - sarebbe meglio che l'assessora Segnana rassegnasse le dimissioni”.

 

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