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''La Sanità trentina è sull'orlo del baratro'', l'allarme lanciato da Pd, Patt, Futura e Azione. "La Giunta si fermi e apra un tavolo di confronto. La situazione è grave''

La carenza di personale è ormai ad un livello drammatico, i reparti sono al collasso ma per la Sanità "manca anche una guida, una governance e una visione".  E' un giudizio molto duro quello nei confronti della Giunta provinciale che arriva da due ex assessori alla sanità come i consiglieri Ugo Rossi (Azione) e Luca Zeni (Pd) che vanno ad unirsi agli altrettanti giudizi critici di chi del settore ne ha fatto parte come i consiglieri Paola Demagri (Patt) e Paolo Zanella (Futura)

Di Giuseppe Fin - 16 June 2022 - 20:37

TRENTO. Il problema oggi non è solo la carenza di personale negli ospedali trentini e la scarsa attrattività di un intero sistema ma anche “la mancanza di una guida e l'utilizzo di slogan politici” per affrontare problemi che stanno sempre più attanagliando la sanità trentina. E' un giudizio molto duro quello nei confronti della Giunta provinciale che arriva da due ex assessori alla sanità come i consiglieri Ugo Rossi (Azione) e Luca Zeni (Pd) che vanno ad unirsi agli altrettanti giudizi critici di chi del settore ne ha fatto parte come i consiglieri Paola Demagri (Patt) e Paolo Zanella (Futura).

Oggi la sanità trentina è sull'orlo del baratro con un'assenza di visione e di governance” hanno spiegato i consiglieri nel corso di una conferenza congiunta nella quale sono state toccate molte delle tante criticità che stanno mandando in tilt il sistema sanitario. 

 

È sotto gli occhi di tutti, hanno spiegato in un documento i consiglieri, lo stato drammatico in cui versa la sanità trentina. La mancanza di personale sta minando la tenuta del sistema e le scelte della Giunta provinciale e dell’Azienda sanitaria rischiano di alimentare il problema, invece di risolverlo o quantomeno gestirlo. Gravi carenze di medici nei pronto soccorso, zone scoperte da medici di base e pediatri, radiologie degli ospedali periferici senza medici e tecnici, punti nascite periferici che sopravvivono solo con gettonisti, salute mentale – reparti e territorio – senza più psichiatri, neuropsichiatrie e neurologie in affanno. A questo si aggiungono ritardi nell’erogazione delle prestazioni, a partire da quelle con codici Rao urgenti, riduzione degli interventi oncologici, impossibilità di garantire a tutti i turisti la dialisi, Rsa perennemente alla ricerca di personale infermieristico e assistenziale. 

 

Tutto questo porta ad uno stato di forte preoccupazione – ha affermato Paola Demagri, capogruppo del Patt -  non solo nostro ma anche della cittadinanza e dei professionisti che stanno lavorando all'interno del sistema sanitario provinciale. Un sistema che è al collasso perché è carente o addirittura assente una programmazione, una mission che forse si tenta di dare con una riforma che riteniamo vuota di contenuti e non innovativa rispetto ad un sistema che ha bisogno di innovazione”.

Una situazione che ha forti contraccolpi anche in chi nel mondo della sanità ci lavora perché “l'assenza di un preciso mandato – spiega sempre la consigliera Demagri – fa cadere i professionisti nello sconforto e smarrimento. Una assenza che si manifesta anche nella mancanza di identità degli ospedali periferici”. 

Un collasso del sistema che, secondo i consiglieri si può evitare fermandosi e sedendosi attorno ad un tavolo con tutte le parti coinvolte (assessorato, Apss, Upipa e Spes, Consiglio dei sanitari, tutti gli ordini professionali della salute, Consulte della salute e delle politiche sociali, Università con la Scuola di Medicina e il Polo per le professioni sanitarie e sindacati) per trovare soluzioni condivise alle questioni urgenti e per definire strategie di medio e lungo periodo per dare risposte ai bisogni di salute dei trentini. 

“Serve dare un risposta a tutto quello che sta accedendo perché ci sono preoccupazioni non solo nei pronto soccorso ma anche in quasi tutti i reparti” spiega anche il consigliere di Futura, Paolo Zanella. “Ci sono liste di attesa che vanno di molto altre i tempi previsti e così non si può andare avanti. E' evidente – continua l'esponente di Futura -  che questa Giunta provinciale ha dimostrato in tutto il suo operato di non ascoltare. Serve sedersi attorno ad un tavolo e affrontare nel breve periodo le emergenze che ci sono per poi poter guardare ad una programmazione a medio lungo periodo”. 

Tra le situazioni più critiche, spiega Zanella, quella che si registra nei pronto soccorso. E a dimostrarlo è anche la decisione dei sindacati di sottoscrivere un documento nel quale si mette nero su bianco la disponibilità dei medici di effettuare straordinari retribuiti pur di evitare esternalizzazioni. “In questo momento dove manca personale – ha continuato Paolo Zanella – è importante anche  potenziare le figure amministrative e manageriali che sono di supporto nei reparti. Penso per esempio al 'bed manager' figura di raccordo tra il pronto soccorso e i reparti”.

 

Un altro passo deve essere quello di “efficientare il sistema”. “L'ospedale policentrico è un grande bluff perché non ha portato a nulla di fatto”.   Nel medio termine serve garantire la formazione dei professionisti sanitari, in modo da uscire al più presto da questa impasse.

 

Sui medici, spiegano i consiglieri, non sarà tanto la nuova Scuola di Medicina, quanto piuttosto l’aumento dei posti in ingresso e nelle specialità a livello nazionale e con le borse di studio provinciali, a dare risposte al problema, anche se ci vorranno diversi anni per compensare i pensionamenti in atto. Sulla carenza di personale infermieristico e delle altre professioni sanitarie, invece, le risposte potrebbero arrivare in tempi più brevi, se si aumentassero i numeri nella formazione – trovando però spazi adeguati e formatori, se non si vuole ridurre la qualità – rendendo la professione attrattiva sia dal punto di vista dello sviluppo professionale che economico.

“La Giunta provinciale in questi anni ha fatto solamente propaganda caricando la Sanità con slogan facendo promesse ignorando lo stato reale delle cose” è il duro commento dell'ex assessore e consigliere del Pd, Luca Zeni. “In questi tre anni – ha continuato - si sta continuando ad usare slogan perseverando con percorsi che non stanno portando a nulla se non alla destrutturazione del sistema mandando via i vertici solo per questioni di 'fedeltà politica'”. Fondamentale è la presa d'atto da parte della Giunta che la situazione è grave. “Il Covid – ha continuato Zeni – c'è stato per tutti. La realtà comparativa è che ci sono regioni che sono riuscite a garantire servizi migliori”.

 

A parlare della necessità di rinforzare la parte amministrativa e di un piano straordinario per i pronto soccorso è anche l'ex assessore e presidente della provincia, oggi consigliere di Azione, Ugo Rossi.

 
“Io sono stato assessore alla salute 5 anni – ha spiegato nel corso della conferenza – e un'organizzazione complessa come quella della Sanità è difficile pensare che non abbia criticità. Io però penso che un assessore alla Salute debba trascorre buona parte del tempo a studiare, io lo facevo anche di notte. Sembra invece che certe persone pensino di governare la Sanità con fotografie e tagli di nastri. Questo è grave perché da questa Giunta c'è la totale assenza di capacità di entrare nel merito dei problemi e questo ha portato anche alla rottura di quel rapporto di fiducia che deve esistere tra assessorato e azienda sanitaria”. Un rapporto di fiducia e un dialogo costante che sembra essere venuto meno. “Noi oggi assistiamo – ha concluso Rossi -  ad una totale assenza dell'assessorato”. 

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