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Sanità, Zeni a Segnana: ''Covid c'è stato per tutti, ma il Trentino fa peggio rispetto alle altre Regioni''. La Fp Cgil sui tempi del 112: ''Bisogna affidarsi alla fortuna?''

Luca Zeni replica all'assessora Stefania Segnana: " Non ha speso parole ma c'è un aumento della fuga dei medici e se i professionisti si trasferiscono nelle Regioni vicine o nel privato convenzionato: un segnale molto preoccupante". La Cgil sulle chiamate d’emergenza: "Sistema calibrato su 2 operatori, ma in Trentino è 1 solo. Col Mdps telefonate in attesa anche per 3 minuti"

Di L.A. - 11 August 2022 - 19:22

TRENTO. "E' il dato più allarmante ma l'assessora non ha speso parole: c'è un aumento della fuga dei medici e se i professionisti si trasferiscono nelle Regioni vicine o nel privato convenzionato è un segnale molto preoccupante". Queste le parole dell'ex assessore Luca Zeni. "Un indicatore di un forte calo di attrattività e di credibilità del sistema sanitario".

 

Nelle scorse ore il Pd ha presentato alcuni dati. Figurano un numero allarmante di dimissioni, privatizzazioni, tempi d’attesa lunghissimi e problemi nella gestione delle chiamate d’emergenza. E' un quadro sconfortante quello che emerge da report del Partito Democratico sullo stato della sanità trentina che non a caso nel giro di pochi anni è scivolata dal primo al quinto posto nella classifica Crea sui sistemi sanitari regionali (Qui articolo).

 

"La responsabilità della politica è nominare e coordinare i vertici tecnici, oltre che fornire una programmazione". Continua Zeni. "Serve coinvolgere subito i professionisti della sanità e i cittadini, per condividere con loro una progettualità che restituisca motivazione e fiducia, oggi venute meno".

 

La Provincia è intervenuta per replicare a Sara Ferrari e Luca Zeni: 'Tempi di attesa più lunghi a causa di Covid e strutture pubbliche in difficoltà per questo si è chiesto supporto ai privati'' e sulle liste d'attesa "la gran parte dei cittadini con richieste a elevata priorità viene comunque garantita l’attesa entro i giorni indicati dall’utente. I dati riportati sono riferiti ai tempi medi, che risentono molto degli scostamenti dovuti alle code della distribuzione statistica, fenomeno che si è molto accentuato durante il periodo della pandemia. Posto che le regole non consentono il rimborso totale di una prestazione in libera professione dei medici nella manovra di assestamento la Giunta provinciale ha inserito la norma che prevede il rimborso parziale delle visite in libera professione intramoenia, che ora necessita di un passaggio con la parte sindacale" (Qui articolo).

 

"I numeri parlano da soli, invece di cercare scuse - aggiunge Zeni - si lavori per risolvere la situazione perché è peggiore che in altre Regioni, l'emergenza Covid è stato un problema comune, come ha certificato il report di Crea sanità (Covid che oggi non impatta sugli ospedali come nei mesi precedenti), che evidenzia un trend in forte peggioramento".

 

L'ex assessore ribatte anche su rapporti tra Zeni e Crea. "Rispetto alle insinuazioni sul fatto che negli ultimi anni ho avuto l’onore di far parte del comitato scientifico proprio di Crea sanità, vero che per la Lega la scienza è qualcosa di piuttosto oscuro, come abbiamo visto dagli atteggiamenti ammiccanti verso i no vax, ma è molto grave che l’assessora alla sanità, di fronte all’evidente peggioramento della sanità trentina, certificato da uno dei principali report di settore, lasci intendere che questo dipenda dal fatto che il sottoscritto avrebbe in qualche modo potuto boicottarlo. Peraltro ignorando che al panel di esperti di tutta Italia che hanno partecipato alla scelta degli indicatori, hanno partecipato pure l’assessorato e l’azienda sanitaria trentini, che lei dovrebbe rappresentare. Dopo averle dovuto spiegare in aula del Consiglio come funzionano i Rao, dovrò spiegarle anche come funzionano gli studi comparativi tra regioni, che si basano su dati e esiti, così potrà capire la differenza tra scienza e slogan".

 

A intervenire sui tempi lunghi nelle chiamate al 112 è la Funzione pubblica della Cgil con Gianna Colle e Marco Cont. Il sindacato lancia l'allarme per la Centrale emergenza sanitaria del Trentino. "Il Medical priority dispatch system (Mpds) è ispirato a procedure nate negli Stati Uniti e prevede la presenza di un operatore che prende la chiamata (call taker) e di un secondo operatore che attiva i soccorsi (call dispstcher). In Trentino le due cose le deve fare un operatore solo, a meno che non ci sia un collega libero, al tavolo di fianco, pronto a dare una mano.

 

"Da notare che l'intervista telefonica e l'invio dei mezzi di soccorso può essere svolta da operatori diversi, quindi il prolungamento della telefonata non corrisponde a un ritardo di invio", ha commentato Segnana. "Bene - spiega la Fp Cgil - ma in Trentino bisogna affidarsi alla fortuna e sperare che ci sia un collega libero? Teniamo conto che la procedura fa allungare i tempi delle telefonate e quindi capita che tutti siano impegnati contemporaneamente al telefono. Il Mdps nasce per tutelare, anche legalmente, gli operatori laici (non sanitari) che dunque non hanno la professionalità per giudicare la situazione e prendersi, eventualmente, anche delle responsabilità. Al momento alla Centrale sanitaria sono in servizio solo infermieri – e c’è da sperare che sia sempre così e con dipendenti pubblici, non privati – che però sono tenuti a comportarsi da laici. Se non lo fanno, il sistema li segnalerà come inadempienti, con tutte le conseguenze del caso. È anche per questo che chiediamo un incontro all’assessore e all’Azienda sanitaria: per tutelare gli infermieri e anche per evitare che la loro professionalità venga mortificata".

 

Altro problema per il sindacato è "il sistema 'americano', essendo calibrato sui laici, è molto più prudenziale nel valutare la gravità degli interventi e tende ad attribuire più codici rossi. Questo significa invio più frequente di ambulanze, che dunque scarseggiano. Pensiamo soprattutto alle giornate più intense: quelle dei fine settimana di alta stagione estiva e invernale che, tra sci e sport outdoor, portano all’esplosione del numero di interventi. I dati dell’allarme. A un anno dall’introduzione del nuovo sistema, emerge l’allungamento nei tempi di evasione delle chiamate: ad alcune si dà risposta dopo ben 180 secondi. Ribadiamo poi l’allarme per la crescente fuga di medici e professionisti dalla sanità trentina. Chiede anche, per gli operatori della Centrale sanitaria, l’attivazione dello psicologo del lavoro per supportare chi è sottoposto quotidianamente a fortissimi stress professionali ma anche emotivi: inevitabili per chi presta soccorso a feriti e infortunati", conclude la Fp Cgil.

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