Sanità, mancano i medici: ''Per Segnana è così ovunque ma altrove cercano di farli aumentare. In Trentino si riesce a farli diminuire ulteriormente''
Zanella mostra i dati Istat per spiegare come in Provincia di Trento le politiche della Giunta Fugatti siano riuscite a far scappare i medici invece che ad attrarli: ''Il Trentino è l'unica regione in calo. L'Alto Adige aveva un numero di medici inferiore al nostro e in cinque anni ci ha superati di 1,27 medici/10.000 abitanti: tantissimo''

TRENTO. Che la sanità negli ultimi anni abbia fatto passi indietro ciclopici è evidente a tutti. Non si conosce persona che non abbia avuto problemi con le liste d'attesa, con appuntamenti fissati a distanza di mesi se non di anni, che non sia stata costretta, in un modo o nell'altro, a finire per affidarsi al privato o ad andare a curarsi direttamente fuori provincia. La risposta ai guai della sanità provinciale dell'assessora competente Stefania Segnana è stata grosso modo sempre la stessa: ''Ci sono sempre meno medici ed è così in tutta Italia''. Per esempio a febbraio davanti all'Associazione per i Diritti degli Anziani Segnana spiegava ''per quanto riguarda il tema della carenza di medici, che si registra su tutto il territorio nazionale, stiamo lavorando sull'attrattività del nostro territorio''.
''Vero che ci sono pochi medici, ma siamo sicuri sia così ovunque? Non proprio - spiega il consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella -. Sappiamo che per giustificare il peggioramento dei tempi d'attesa per le prestazioni specialistiche, alcune scelte sciagurate come quella di chiudere metà posti letto in geriatria a Rovereto e tutti quelli del reparto di psichiatria ad Arco, l'assenza di progettazione e programmazione del personale per le Case della Comunità la scusa è sempre quella: le difficoltà ci sono ovunque, manca personale in tutta Italia. Anche sotto pandemia la sentivamo questa litania del "è così ovunque". Poi il Trentino, assieme alla Lombardia, è stato tra le quattro regioni d'Europa che hanno avuto il maggior tasso di mortalità per CoViD-19''.
''Ecco - prosegue Zanella entrando nel vivo del problema - il personale medico non manca in egual modo in tutta Italia e se le liste d'attesa si allungano, forse è perché da noi ce n'è meno che altrove. I dati Istat sul numero di medici (specialisti + generici) ogni 10.000 abitanti dal 2017 al 2021 ben ci descrivono il fallimento delle politiche di attrattività (se così si possono chiamare skipass, aiuto nella ricerca alloggio e poco altro) di questa Giunta e di Apss. Il Trentino è l'unica regione in calo. L'Alto Adige aveva un numero di medici inferiore al nostro e in cinque anni ci ha superati di 1,27 medici/10.000 abitanti: tantissimo''.
Quindi la conclusione. ''Servono politiche serie di attrattività a partire da stipendi migliori e servono investimenti per finanziare più borse di studio mirate alle specialità carenti e con maggiori condizionalità a rimanere sul nostro territorio. Questo andava fatto, prima di attivare la facoltà di medicina, assieme alla realizzazione del nuovo ospedale, in assenza del quale l'attrattività resta scarsa. In questi cinque anni - conclude Zanella - evidentemente nulla di tutto questo è stato fatto e questi sono i risultati oggettivi. Quindi la responsabilità dell'allungarsi delle liste d'attesa è chiara ed è della Giunta, che a fronte dell'oggettiva carenza di medici nel Paese, ha fatto molto meno di altre Regioni per attrarli. Cittadini e cittadine se ne ricordino alle prossime elezioni''.


















