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Sanità in difficoltà, Zeni: "Quando finirà l'immobilismo della Provincia? Arretramento del sistema sanitario ma si muove solo la propaganda leghista"

L'ex assessore Luca Zeni (Partito Democratico): "Promesse, rassicurazioni e propaganda: mancano programmazione e investimenti di medio-lungo periodo, non solo per valorizzare il personale sanitario, ma anche e forse soprattutto per riportare il sistema sanitario provinciale su quegli standard di qualità persi nell’ultimo quinquennio"

Di Luca Andreazza - 05 giugno 2023 - 12:19

TRENTO. "Promesse e ripetute rassicurazioni della Provincia a esclusivo uso propagandistico, ma sembra che ben poco si muova". Queste le parole dell'ex assessore Luca Zeni (Partito Democratico). "Le organizzazioni sindacali si trovano costrette a insistere sul nodo politico rappresentato dalla costante sottovalutazione dei problemi nel settore da parte di una Giunta provinciale, attenta prevalentemente all’immagine".

 

La sanità trentina è in sofferenza. Dalla mancanza di pediatri alle carenze di personale nelle sale operatorio, la difficoltà per i cittadini nell'avere risposte alle richieste di visite mediche. E dalla politica non sembrano arrivare risposte per risollevare una situazione complessa. A peggiorare poi i problemi, le trattative per rinnovare i contratti di settore che non si sbloccano.

 

"Anche recentemente - spiega Zeni - tutte le organizzazioni sindacali sono scese in piazza per protestare contro una Giunta provinciale, sempre più sorda davanti alle richieste di una trattativa seria per il rinnovo del contratto di settore per il triennio 2022/2024. La vertenza aperta ricomprende anche la conclusione dell’utilizzo dello strumento emergenziale delle esternalizzazioni, la revisione dell’ordinamento professionale e lo sblocco delle progressioni di carriera, nonché un piano generale di assunzioni per fronteggiare la cronica carenza di personale sanitario, anche valorizzando l’attrattività delle professioni sociosanitarie (Qui articolo)".

 

Da qui un'interrogazione del consigliere provinciale per conoscere le intenzioni di piazza Dante. "Non si tratta di osservazioni legate alla mera dialettica politica perché l’arretramento vistoso del sistema sanitario trentino, che solo pochi anni fa era considerato tra i più avanzati a livello nazionale per la quantità e la tempestività delle risposte tecniche e sanitarie, è sotto gli occhi di chiunque voglia vedere la realtà, anziché la sua proiezione propagandistica. Mancano programmazione e investimenti di medio-lungo periodo, non solo per valorizzare il personale sanitario, ma anche e forse soprattutto per riportare il sistema sanitario provinciale su quegli standard di qualità persi nell’ultimo quinquennio, a causa di politiche deboli, fragili e prive di reale prospettiva".

 

Sono diversi i nodi messi in luce dall'ex assessore. "Nessun investimento nel capitale umano; blocco del dibattito attorno alla creazione o meno di un nuovo ospedale a Cavalese oppure alla ristrutturazione dell’esistente; dichiarazioni di costante rilancio della sanità in periferia, alle quali fa da contraltare una immobilità che impoverisce il sistema e i territori coinvolti; errori di valutazione e incapacità di trattenere nel servizio pubblico molti operatori medici ed infermieristici; assenza di una visione politica d’insieme dei fenomeni e di una seria ed indispensabile programmazione, sono gli elementi di maggior spicco nell’analisi del sistema sanitario provinciale e ciò genera esodi di pazienti, con conseguente aggravio dei costi pubblici e relative spinte in direzione della sanità privata, assecondando così un disegno di valenza nazionale ed al quale si sta assistendo ormai da alcuni anni, anche con crescente preoccupazione. A questo già difficile quadro si somma adesso la netta sconfitta dell’Amministrazione in una vertenza con ben quarantasei direttori d’ufficio, costretti a ricorrere alla magistratura per ottener ciò che è previsto dal diritto del lavoro".

 

Dalla ripresa della trattativa per il rinnovo del contratto agli indirizzi per avviare le negoziazioni di secondo livello, dall'orientamento sulle esternalizzazioni a quello per sbloccare la progressione delle carriere, dal riconoscimento del ruolo per i direttori degli uffici dell’ Apss al piano assunzionale, questi i temi toccati dall'esponente del Partito Democratico. "Le risorse stanziate fino a oggi, per fronteggiare contratti di settore scaduti da quasi due anni, sono arrivate in estremo ritardo e solo dopo pesanti mobilitazioni del personale e il sistema sanitario provinciale sembra ormai ridotto ad un confuso insieme di improvvisazione e di incapacità, nonostante tutte le affermazioni di gratitudine e di riconoscenza espresse dalla politica nei riguardi del personale sanitario, durante la lunga e difficile stagione pandemica appena trascorsa. Quando finirà l'immobilismo sulle politiche sanitarie?", conclude Zeni.

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