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Trento
06 luglio | 06:00

Da Trento a Cavalese, il Trentino non riesce a costruire gli ospedali, Rossi: "Annunci tanti, opere poche però Fugatti ha 'inaugurato' diverse volte la Loppio-Busa"

Negli scorsi giorni il Tar di Trento ha annullato l'aggiudicazione per il Nuovo ospedale del capoluogo mentre per Cavalese la scelta è stata diversa e da 8 anni poco o nulla si muove. L'ex presidente Ugo Rossi: "Inizia a diventare difficile addossare le responsabilità a quelli di prima". Sulle elezioni provinciali: "Ci vogliono idee nuove e diverse, si potrebbe iniziare da una legge elettorale proporzionale per coinvolgere il mondo autonomista e civico"

Da Trento a Cavalese, il Trentino non riesce a costruire gli ospedali

TRENTO. Non si sblocca la partita sul Nuovo ospedale di Trento, si parla ancora per trovare una localizzazione a quello di Cavalese quando sarebbe bastato, circa 7 anni fa, andare a cantiere con il lascito della Giunta Rossi. La ventilata ipotesi di riaprire tutti (o quasi) i punti nascita? Sostanzialmente sparita dai radar mentre quelli ancora attivi della val di Fiemme, val di Fassa e della val di Cembra aperto con deroga sulla deroga ciclicamente ritorna sotto i riflettori per i numeri bassissimi. Anche per Cles i dati impongono qualche valutazione. La chiusura non è all’ordine del giorno, tuttavia i trend richiederebbero qualche riflessione. In una legislatura e mezza a trazione Destra per la sanità in Trentino sembra cambiato poco o nulla.

 

Si parte dal pronunciamento del Tribunale di giustizia amministrativa di Trento che ha annullato l'aggiudicazione. Una sentenza che blocca (ancora una volta) il percorso del polo ospedaliero e universitario di Trento. 

 

"Non gioisco quando ci sono i ricorsi", queste le parole dell'ex presidente Ugo Rossi. "Ci siamo passati anche noi e la beffa nel nostro caso è che poi si è scoperto che la commissione era ok perché la legge era uscita dopo la formazione dell'ente giudicante. La speranza è che i giudici poi decidano qualcosa in merito perché i tempi passano e poi si aprono le possibilità per nuovi procedimenti e non si riescono a concludere gli iter". 

 

A intervenire un po' tutto il centrosinistra per attaccare il governo Fugatti per l'ennesimo semaforo rosso. Anche se questa partita piena di stop parte da lontano con il centrosinistra al governo. Certo, questo è un capitolo nuovissimo dopo che ci si è scontrati con le difficoltà e si è arrivati alla scelta di alzare bandiera bianca sul fu Not. "Una situazione certamente complessa ma il centrodestra è stato bacchettato sulle procedure dal Consiglio di Stato. Adesso è tutto in capo a piazza Dante e, dopo il primo ricorso, adesso c'è questa sentenza. Dispiace perché la costruzione di una nuova e moderna struttura è una necessità per i cittadini".

 

Sono passati più o meno 7 anni dal semaforo verde della Giunta Rossi alla costruzione dell'ospedale di Cavalese. Una profondissima riqualificazione dell'attuale polo. I via libera erano stati tutti acquisiti, superati pure i pareri degli organi di giustizia. Insomma, sarebbe stato sufficiente posare la prima pietra e aprire il cantiere. A pochi mesi dalle Olimpiadi, forse il Trentino sarebbe in dirittura d'arrivo con la struttura. Ma il discorso si è un po' perso tra la proposta di project financing in località Masi, poi sfumata perché non è piaciuta ai territori, e l’avvio del recente percorso partecipativo. Qualcosa emerge ma intanto gli anni passano.

 

"Naturalmente viene attribuita la colpa ai giudici nel caso di Trento ma Fugatti all'opposizione non esitava a chiedere le mie dimissioni per qualunque cosa", evidenzia Rossi. "Inizia a diventare sempre più difficile addossare le responsabilità a quelli che hanno governato prima. Per Cavalese invece è un’altra storia, tutto era predisposto ma poi si è preferito prendere un’altra strada”.
 

Le infrastrutture della sanità arrancano, ma per Rossi non è l'unica situazione un po' critica. "Tantissimi annunci, pochissime le opere pubbliche rilevanti che sono state avviate, però Fugatti ha 'inaugurato' più volte la galleria Loppio-Busa che non è ancora finita e si tratta di un cantiere aperto durante la mia legislatura. Lasciamo perdere poi la questione dell'A22: il Trentino e l'Alto Adige sono in difficoltà per la volontà di rispondere agli obiettivi e ai desiderata di Luca Zaia per una holding del Nord Est. Speriamo che questa vicenda si possa concludere per il meglio e per il bene del territorio".

 

L'ex governatore denuncia un certo immobilismo in piazza Dante. "Il bilancio è pieno di risorse: soldi che derivano da tasse più alte e un gettito maggiore, non per un migliore andamento dell'economia. Nonostante questo, però la Provincia non riesce a spendere e così resta sempre un enorme avanzo poi da utilizzare per promettere altre opere e interventi. Ma sembra che vada bene così, l'iniziativa della Giunta fuori porta prosegue e ogni volta le foto sono sempre più allargate".

 

E l'ex presidente sembra piuttosto disilluso sulle prospettive con orizzonte elezioni provinciali. "Inizia a essere già tardi per organizzarsi e si vede veramente poco. Non sembra esserci un'alternativa pronta, pochissimi contenuti e proposte ancora molto deboli, se non assenti. Non si avverte la presenza di una visione e non basta un nome forte o qualche personalismo. Il centrosinistra deve uscire dall'autoreferenzialitàci vogliono idee nuove e diverse, si potrebbe iniziare dal proporre una legge elettorale proporzionale per coinvolgere il mondo autonomista e civico. Rinunciare alle bandiere per orientarsi sul pragmatismo, altrimenti ci si condanna a 15 anni di foto opportunity del centrodestra", conclude Rossi.

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