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"La sanità trentina sprofonda nel totale disinteresse della Giunta Fugatti". L'allarme dei sindacati: "Dimissioni dei sanitari raddoppiate. Proteste più dure"

I sindacati accusano la Giunta provinciale di non aver dato ancora "nessuna risposta concreta", nonostante la loro mobilitazione: "La situazione è gravissima e per affrontarla occorrono subito provvedimenti straordinari. Spostamenti di personale privo della formazione e competenza specialistica necessaria per far fronte alle carenze diventate oramai strutturali"

Di F.C. - 29 novembre 2022 - 11:10

TRENTO. "Fugatti e Segnana avevano preso l’impegno di dare una celere risposta alle istanze da noi presentate, ma non abbiamo avuto nessun riscontro. E intanto la sanità trentina sprofonda, nel totale disinteresse di questa Giunta, una cosa da non credere il mancato riconoscimento nei confronti dei professionisti sanitari e dipendenti, che tanto hanno dato in questi anni di emergenza Covid, con il proprio sacrificio e professionalità". Non usano mezzi termini i sindacati dei professionisti sanitari che ribadiscono con forza le loro richieste al tavolo provinciale, dopo la loro mobilitazione in Provincia l'11 novembre, quando avevano incontrato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e l’assessora alla salute Stefania Segnana.

 

Da tempo ormai le sigle sindacali chiedono risposte, per un sistema sanitario affaticato che di giorno in giorno peggiora, mettendo a rischio la salute dei cittadini e che fa sempre più ricorso al privato per sopperire alla carenza di personale (Qui l'articolo). "Non è neppure arrivata la convocazione del tavolo Apran - sottolineano Cesare Hoffer, coordinatore Provinciale Nursing up Trento; Giuseppe Varagone,  segretario Uil Fpl sanità Trento; Giuseppe Pallanch, segretario Cisl Fp Trento; Paolo Panebianco, Fenalt sanit e Luigi Diaspro, segretario Cgil Fp Trento - per completare la parte giuridica e definire l’accordo che eroga in busta paga gli arretrati Ccpl 2019/21 e le nuove indennità infermieristiche, sanitarie, di pronto soccorso e per il personale di supporto (già finanziate)".

 

Tra le richieste uno dei punti fondamentali è il compenso dei professionisti della sanità: " I livelli retributivi sono fortemente inadeguati - proseguono i sindacati - rispetto a impegno, competenza e professionalità richiesti per le singole categorie di personale e sono tra i più bassi d’Europa e all’orizzonte non esiste ancora una politica volta all’attrattività ed al trattenimento del personale, di questo passo la qualità dei nostri servizi sarà condannata a retrocedere ulteriormente nelle classifiche nazionali, noi che eravamo al 'top'".

 

Da tempo però non sembriamo più essere in cima alle classifiche. "La situazione è gravissima e per affrontarla occorrono subito provvedimenti straordinari, in quanto le dimissioni raddoppiate con un aumento delle giornate di malattia, degli straordinari e rientri da ferie e riposi, fughe all’estero o verso realtà private o altri territori con migliori condizioni retributive e di conciliazione dei tempi".

 

Ma anche il rapporto infermieri/pazienti è diventato più alto rispetto che "in altri territori ad autonomia speciale - dichiarano i sindacati -, inoltre nelle Apsp si gioca alzando i parametri nei turni di notte. Non solo, nei prossimi 8/10 anni oltre mille professionisti sanitari ed un numero imprecisato di amministrativi e tecnici andranno in pensione, aumentando le carenze e le difficoltà di assicurare il turn over; non sono mai stati forniti i fabbisogni per categoria di personale, il personale è sempre più anziano e con limitazioni funzionali al lavoro, nonostante ciò si guarda al solo dato uscite/entrate senza considerare le maggiori difficoltà, le competenze e le professionalità richieste per una presa in carico della popolazione notevolmente cambiata quantitativamente e qualitativamente, con l’aumento di anziani e fragili e l’insorgere di patologie nuove e a volte sconosciute". 

 

Infine, sotto il profilo di organizzazione e gestione "si naviga spesso a vista con spostamenti di personale privo della formazione e competenza specialistica necessaria per far fronte alle carenze diventate oramai strutturali, altro che fisiologiche; tutto ciò è fonte di stress e una qualità della vita anche extra lavorativa pessima".

 

Le richieste fatte nuovamente alla Provincia sono chiare: "Revisione dell'ordinamento professionale e del sistema di classificazione - riportano le sigle -, per il quale vanno stanziate fin da subito distinte risorse come da impegno politico dello scorso dicembre, al fine della valorizzazione professionale del personale sanitario, tecnico e amministrativo, ricordiamo che a livello nazionale è stato definitivamente sottoscritto il Ccnl 2019/2021 con il nuovo ordinamento professionale; immediato utilizzo dei fondi giacenti in azienda sanitaria, che potrebbero dare una risposta economica a tutto il personale, a fronte di un caro vita fuori controllo".

 

Inoltre un piano straordinario di assunzioni perché "in tal senso è forte la preoccupazione, sollevata da più parti, per l’incremento della spesa per l’acquisto di beni e servizi da privati come sta accadendo per il personale dei Pronto Soccorso e i Punti Nascita". E infine la "sottoscrizione di Protocolli di reinternalizzazione di importanti servizi sanitari, così come è di recente accaduto in altre Regioni".

 

I rappresentati concludono anche che "nella imminente manovra di bilancio per il 2023 non c’è un centesimo per il finanziamento del triennio 2022/2024 malgrado le richieste del Sindacato (il Ccpl rinnovato è già scaduto il 31/12/2021). In assenza di celeri risposte, valuteremo l’adozione di iniziative di protesta ben più dure, a tutela dei nostri colleghi ma anche a salvaguardia della qualità dei servizi e dell’assistenza nei confronti del cittadino".

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