Dopo le polemiche Cesare Scotoni si dimette dal Cda di Patrimonio del Trentino: ora la Pat dovrà fare il nome di un sostituto
Cesare Scotoni ha rassegnato le dimissioni dal Cda di Patrimonio del Trentino, ora la Provincia dovrà pensare a un sostituto. Il nuovo nome potrebbe essere reso noto durante la prossima assemblea di bilancio

TRENTO. Alla fine non è rimasto in carica nemmeno un anno, dopo le polemiche Cesare Sconti ha recentemente rassegnato le dimissioni dal Cda di Patrimonio del Trentino. Le dimissioni sono arrivate in questi giorni sulla scrivania del presidente Andrea Villotti, (anche lui al centro di molte discussioni).
Scotoni, considerato un uomo di fiducia dell’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli, era stato nominato nel giugno 2020 e già allora la sua entrata in scena aveva fatto discutere proprio per via della sua vicinanza agli ambienti della Giunta Fugatti (QUI articolo).
Successivamente l’ormai ex membro del Cda era stato costretto a pubblicare, nella sezione amministrazione trasparente dell’ente, un documento dove metteva nero su bianco “Il sottoscritto Cesare Scotoni in qualità di membro del Consiglio di Amministrazione della Società Patrimonio del Trentino Spa (...) dichiara che nel precedente triennio non ha avuto l'obbligo di effettuare la dichiarazione dei redditi italiana per soggetti all’imposta sui redditi delle persone fisiche”.
Insomma, per essere in carica da meno di un anno la “nuova gestione” di Patrimonio del Trentino ha avuto diverse gatte da pelare (QUI articolo). Ora la Provincia dovrà individuare il sostituto che prenderà il posto lasciato libero da Scotoni. Il nome potrebbe essere reso noto durante la prossima assemblea di bilancio che dovrebbe tenersi entro maggio.















