Enorme cordoglio per la scomparsa di Paolo Cavagnoli di Appm: ''Lascia un grande vuoto, ma anche un’eredità da non disperdere e far crescere con la sua stessa passione''
Fondatore e presidente dell'Appm, Cavagnoli ha trascorso la sua vita per aiutare e sostenere i minorenni, adolescenti e giovani per offrire risposte educative diversificate, organizzate, strutturate e personalizzate a sostegno della crescita delle persone. E' enorme il cordoglio per la sua scomparsa sul territorio provinciale: "E' stato un precursore"

TRENTO. "E' un giorno triste e le parole per descrivere questo momento sono difficile da trovare". Così l'Associazione provinciale per i minori ricorda Paolo Cavagnoli (Qui articolo). "Per tutti noi il presidente. Non una persona qualsiasi, non una figura della quale ci si possa dimenticare".
E' enorme il cordoglio per la scomparsa di un punto di riferimento per il mondo del sociale e del volontariato in Trentino. "A lui dobbiamo la nascita dell'Appm: grazie alle sue intuizioni, alla sua dedizione e alla sua passione profonda. Una storia che dura da 45 anni e che ha contribuito a disegnare e a caratterizzare la storia del privato sociale nella nostra Provincia. Paolo Cavagnoli lascia un grande vuoto, ma al tempo stesso un’eredità da non disperdere e far crescere con la sua stessa passione. Una sfida tutt’altro che semplice, come spesso ci ricordava, ma necessaria, che raccogliamo con orgoglio e responsabilità, ricordando il suo 'sempre avanti' che dovrà ispirarci nel nostro operato. Grazie presidente, grazie di tutto".
Fondatore e presidente dell'Appm, Cavagnoli ha trascorso la sua vita per aiutare e sostenere i minorenni, adolescenti e giovani per offrire risposte educative diversificate, organizzate, strutturate e personalizzate a sostegno della crescita delle persone.
"Un uomo che ha dato molto alla sua terra, dedicando la propria vita al sostegno dei più deboli, ma anche all’impegno civile e amministrativo, portato avanti sempre con grande passione e instancabile tenacia: Cavagnoli è stato un grande protagonista della scena pubblica trentina, impegnandosi in politica, nel giornalismo e nella pubblica amministrazione", il commento di Maurizio Fugatti, presidente della Provincia, con gli assessori della Giunta, mentre la presidenza del Consiglio di presidenza aggiunge: "E' stato interprete eccellente di quel solidarismo e impegno nel volontariato sociale che caratterizzano in modo straordinario la nostra terra".
Nel 2016 l'allora presidente dell'assemblea legislativa, Bruno Dorigatti, consegnò a Cavagnoli l'Aquila di San Venceslao, nel quarantesimo di attività di Appm. Nel 2019 è stato invece il presidente Walter Kaswalder ad accoglierlo a palazzo Trentini, per la presentazione del suo libro "Le buone idee volano più in alto dei sogni", scritto assieme a Grazia Melchiori.
"Non c'è sfida più grande e fondamentale di quella educativa: Paolo Cavagnoli, di cui sentiamo già la mancanza, si era sentito investito di questa responsabilità fin da giovane. Prendersi cura dei ragazzi trentini in difficoltà, del loro benessere e della loro felicità è stata per lui la missione di una vita: all'inizio da assistente sociale, poi da fondatore dell'Appm, da dirigente provinciale e anche con l'impegno in politica e nel giornalismo". Così il sindaco Franco Ianeselli con la Giunta e l'intera Amministrazione comunale di Trento.
"E' stata una persona che sapeva vedere più lontano degli altri - continua il sindaco del capoluogo -. Soprattutto, riusciva a trovare le soluzioni dove gli altri vedevano solo difficoltà. Il pragmatismo che lo caratterizzava era sostenuto da una grande sensibilità e da una cultura dell'educazione innovativa e all'avanguardia grazie alla quale nei minori più fragili riusciva a vedere non un problema, ma una risorsa da valorizzare. Tuttavia non renderemmo giustizia alla sua figura di educatore se non parlassimo dello spessore politico di Cavagnoli, che per gli amministratori trentini è stato una guida e un pungolo, come dimostra anche una delle sue ultime battaglie per la nuova sede di Appm. Alla politica ha trasferito le sue idee e i suoi progetti, chiedendo che la comunità trentina se ne facesse carico. Anche per le Politiche sociali e per le Politiche giovanili del Comune, è stato un punto di riferimento fondamentale".
"Non ricordiamo solo l'uomo e il suo impegno quotidiano nei confronti soprattutto dei ragazzi in difficoltà - dicono Sara Ferrari, capogruppo del Pd in Provincia, e Lucia Maestri, segretaria provinciale dei dem - ma anche una stagione intensa ed irripetibile di solidarietà vissute costruttivamente e di sensibilità politiche capaci di farsi interpreti sempre delle fragilità e delle debolezze del vivere. Cavagnoli è stato un precursore: un alto funzionario attento a non perdere mai il contatto con la realtà; un appassionato cultore delle socialità ed una amorevole guida dell’Associazione provinciale per i minori, che è forse il suo lascito più prezioso e importante. La sua lezione sociale non verrà mai meno e sarà contributo importante per combattere gli egoismi che segnano purtroppo anche questo tempo e che provano a impoverirci tutti".
Anche il Patt si stringe intorno ai familiari e ricorda una figura fondamentale per il tessuto trentino. "Ci lascia un dirigente e un amministratore saggio, preparato, con il quale era sempre piacevole confrontarsi. Un politico moderato, aperto e lungimirante, rispettoso di tutti, coerente con i suoi valori per tutta la vita, anche dopo la fine della Dc. Ma se ne va soprattutto una persona entusiasta che ha dedicato anima e corpo per Appm, di cui è stato fondatore e presidente, e per la quale non ha mai smesso di battersi per affermarne l'importanza sociale. Il mondo trentino del volontariato e della solidarietà - concludono gli autonomisti - perde una delle sue colonne: la speranza è che l'opera di Paolo Cavagnoli sia di ispirazione per tanti perché la nostra terra, che ha nel suo Dna la difesa dei più deboli così che nessuno resti indietro, ha bisogno oggi più che mai di figure lungimiranti e disinteressate che operino per il bene della società".
"Un grande uomo, un grande trentino. L'ho conosciuto in qualità di presidente di Appm quando ero assessore alla salute e politiche sociali. Non ci volle molto per cogliere ed apprezzare la sua grande umanità, la sua ostinata determinazione nel perseguire gli obiettivi e il suo modo diretto e senza fronzoli di rapportarsi. Nacque un rapporto che è andato un po' oltre i normali contatti 'istituzionali' e gli sono grato perché non mi fece mai mancare i suoi pareri 'diretti' e i suoi stimoli. La sua storia e il suo dedicarsi ai più deboli parlano da soli e ci consegnano l'impegno di mantenere saldi i valori che ha praticato nella sua vita. Ricordandolo con commozione mi sento di ringraziarlo perché mi ha onorato della sua amicizia e perché con la sua vita ha onorato la sua terra, il Trentino", dice l'ex presidente Ugo Rossi (Azione), mentre Pietro De Godenz (Upt) aggiunge: "Un personaggio unico e poliedrico attivo e presente nel nostro Trentino per tutta la vita. Lascia, davvero, un vuoto che non potrà essere colmato".













