Addio a Paolo Cavagnoli, storico fondatore e presidente dell'Appm: ''Lascia un vuoto enorme e un grandissimo esempio di impegno, passione e sensibilità''
Si è spento a 83 anni Paolo Cavagnoli, un punto di riferimento del mondo del sociale e del volontariato. Nel 1976 aveva fondato l'Appm, associazione che si occupa di minorenni, adolescenti e giovani per offrire risposte educative diversificate, organizzate, strutturate e personalizzate a sostegno della crescita delle persone

TRENTO. Si è spento a 83 anni Paolo Cavagnoli, storico fondatore e presidente per 40 anni dell'Appm-Associazione provinciale per i minori e punto di riferimento del mondo del sociale e del volontariato in Trentino.
"Lascia un vuoto enorme e ha tracciato la strada delle attività di sostegno e aiuto per le persone più fragili, in particolare quelle rivolte ai minori. Il suo modo di pensare e di vivere - dice Umberto Fumai, co-fondatore dell'Appm e attualmente nel consiglio di direzione - è sempre stato orientato in questa direzione. E' sempre stato vicinissimo e si è sempre messo a disposizione con la sua grandissima esperienza e la sua profonda sensibilità"
Diplomato assistente sociale e laureato a Padova, Cavagnoli è stato il primo italiano a conseguire il diploma post-graduate en Travail Sociale Communautaire all’Istituto europeo interuniversitario dell’azione sociale a Marcinelle (Belgio) nel 1982.
Ma nel 1976 aveva già fondato l'Appm, associazione che si occupa di minorenni, adolescenti e giovani per offrire risposte educative diversificate, organizzate, strutturate e personalizzate a sostegno della crescita delle persone. Oggi la Onlus conta 170 dipendenti e gestisce circa 200 minori nella trentina di strutture sparse sul territorio provinciale.
"In questi anni - aggiunge Fumai - sono passati migliaia di giovani nei gruppi famiglia e nei centri di accoglienza. A questo si aggiunge la crescita professionale di tantissimi educatori. E' sempre stato un attento innovatore, instancabile e sempre vicino alle esigenze dei minori. L'esperienza dell'Appm è stata pionieristica, oggi è un fiore all'occhiello del Trentino e un esempio per le realtà da fuori provincia che spesso sono venute a prendere spunto dall'esperienza trentina".
Già direttore anche del servizio sociale della Provincia di Trento, amministratore della "Piccola opera" di Levico, di Itea e di Rttr, giornalista per l'Adige e consigliere nel triennio 1986-1898 dell'Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige, Cavagnoli è stato anche docente di amministrazione dei servizi sociali nelle scuole per assistenti sociali di Trento e Brescia, ma ha gestito anche corsi di laurea in servizio sociale all’Università di Trieste.
"Cavagnoli non ha mai fatto mancare l'interesse nei confronti dell'Appm. Ero andato a trovarlo qualche giorno fa in ospedale - commenta Paolo Romito, direttore dell'Appm - ha continuato a raccomandarmi l'associazione, l'attenzione al personale e soprattutto ai ragazzi. Ha sempre avuto una grande passione e un grande senso etico sul piano professionale. Una passione profonda e unica nei confronti del lavoro che ha portato avanti per tutta la vita".
Un impegno costante e senza sosta riconosciuto anche dal prestigioso conferimento dell'Aquila di San Venceslao per i meriti sociali. "L'Appm è nata nel 1976 cioè agli albori della nascita del privato sociale: ha tracciato una via nella quale il Trentino è tra i territorio più importanti e riconosciuti a livello delle politiche sociali", conclude Romito.


















