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Flp: ''Siamo agenti di polizia locale non vigili urbani. Dalle Bodycam alla formazione ai problemi ad applicare con le norme anti-Covid, la politica si attivi''

L'appello arriva dalla Federazione lavoratori pubblici e funzioni pubbliche e dai rappresentanti locali Damiano Luchi e Bartolameo Tricarico che spiegano: ''Nella nostra realtà provinciale spesso si è proposto negli obiettivi programmatici di valorizzare la polizia locale e le sue funzioni anche unificandola a livello provinciale come da tanti anni si parla. E’ arrivato il momento di passare ai fatti''

Pubblicato il - 30 marzo 2021 - 16:37

TRENTO. Sempre più mansioni, più responsabilità e da un anno a questa parte, da quando il Covid ha stravolto le vite di tutti, la difficoltà di dover applicare regole complicate, in alcuni casi di difficile interpretazione anche per loro, che cambiano continuamente e che mettono in difficoltà anche i tutori dell'ordine. E allora ecco che arriva forte la richiesta degli agenti della polizia municipale di essere trattati al pari delle forze di polizia di Stato.

 

L'appello arriva dalla Federazione lavoratori pubblici e funzioni pubbliche e dai rappresentanti locali Damiano Luchi e Bartolameo Tricarico che spiegano: ''Nel corso degli anni ed in particolare nel 2020-21 con l'emergenza sanitaria Covid-19 la professione dell'agente di polizia locale è molto cambiata rispetto al passato ma viene regolamentata sempre in via principale dalla legge 7 marzo 1986, n. 65 Legge - quadro sull'ordinamento della polizia municipale. Non esistendo un corpo unitario la regolamentazione di questa categoria viene attuata con i regolamenti comunali ed i contratti collettivi alcune volte in modo eterogeneo. Gli Agenti di Polizia Locale aspirano da tempo al giusto riconoscimento degli stessi diritti che hanno le forze di Polizia dello Stato''.

 

La Federazione lavoratori pubblici e funzioni pubbliche spiega quindi che dopo il ricorso di un agente di polizia locale ''è stata depositata in merito una decisione della Corte di Cassazione che rende giustizia agli agenti della polizia locale riconoscendone semplicemente alcune prerogative già vigenti per altri corpi di polizia''. Tra questi ci sarebbe ''un risarcimento notevolmente maggiorato - aggiunge l'Flp - come se si trattasse di un agente di polizia di Stato e non un dipendente comunale''. E tra le motivazioni c'è che ''l'attività espletata dalla polizia municipale possa rientrare nella nozione di servizi di ordine pubblico'', svolgendo di fatto funzioni di sicurezza tra cui rientrano le misure preventive e repressive dirette al mantenimento dell’ordine pubblico stesso. Non andrebbe perciò escluso dai doveri degli agenti anche quello inteso alla tutela ed alla incolumità delle persone e dei beni, con conseguente loro diritto - al verificarsi di determinate circostanze - di essere riconosciuti «vittime del dovere» ai fini dell’assegnazione dei benefici previsti dalla legge.

 

''Pertanto - commentano i due rappresentanti della Flp - grazie ad un coraggioso intervento legale si è creato un precedente vittorioso verso la posizione del Ministero degli Interni che vede l’attività resa dall’agente di polizia locale come consistente nella mera esecuzione di compiti di sorveglianza di un attraversamento pedonale, non rientrando quindi in alcuna delle ipotesi tipizzate dall’art. 1, commi 563 e 564 l. n. 266/2005, che disciplinano le fattispecie sulla base delle quali un soggetto possa essere inteso vittima del dovere''.

 

Ora, però, si chiedono nuove risposte alla politica in questo senso. ''Si spera però che non debba sempre essere la magistratura a cambiare le cose ma si attivi la politica. Cogliere l'attimo e le necessità impellenti che ci sono in un periodo storico come questo, legato al covid-19, dove applicare le relative sanzioni, da molti stessi agenti percepite come ingiuste, a volte è diventato difficile, ma resta attività da svolgere. Per molti infatti anche gli importi delle sanzioni paiono non proporzionali e far applicare certe leggi è una dura sfida alla coscienza dei singoli, vedasi la sollevata questione di legittimità delle autocertificazioni. L'emergenza non è più tale ed è diventata situazione da gestire nella normalità, ma oltre a questo negli ultimi anni si è evoluta la tipicità del lavoro, a cambiare infatti sono state le mansioni che hanno visto incrementare le azioni di contrasto alla micro criminalità e di ordine pubblico rispetto a quelle classiche del “vigile urbano” dedicato alla viabilità e controllo parcheggi oggi prevalentemente a cura degli Ausiliari della sosta, dipendenti di Trentino mobilità)''.

 

''L'attività di polizia locale - proseguono - si è intensificata soprattutto a favore della tutela della sicurezza del cittadino con presidio delle zone ad alto tasso di micro-criminalità, con notevole aumento dei rischi per l' incolumità degli agenti incaricati. Si propone di dotare i corpi di polizia locale delle tanto discusse “Bodycam”, almeno su base volontaria in via sperimentale per gli agenti di polizia locale svolgenti attività rischiose, opportune per migliorare la loro sicurezza. Può essere il primo passo concreto per dare un segnale di vicinanza e tutela del personale a maggior rischio di aggressioni. Solo attraverso maggiori tutele la polizia locale può svolgere anche quel ruolo di ordine pubblico richiesto dalla nuova realtà''.

 

E quindi il riferimento specifico al Trentino: ''Nella nostra realtà provinciale spesso si è proposto negli obiettivi programmatici di valorizzare la polizia locale e le sue funzioni anche unificandola a livello provinciale come da tanti anni si parla. E’ arrivato il momento di passare ai fatti. Molte volte si è parlato pure di una scuola di Formazione e Specializzazione per Agenti di Polizia Locale con il compito di istruire gli agenti non solo per quanto concerne gli aspetti tecnici quali l’uso delle armi da fuoco, difesa personale, la conduzione di perquisizioni e/o arresti ma anche per quanto concerne gli aspetti giuridici generali vista la repentina evoluzione del diritto nel nostro Paese. La preparazione, specializzazione ed aggiornamento continuo degli agenti di polizia locale potranno essere incentivo per motivare il personale e limitare il turn-over. Se a livello nazionale le distanze con le altre forze di polizia non riescono ad essere colmate a livello locale cosa si può fare? Si promuovano percorsi formativi locali incentivando la partecipazione anche con adeguate forme premiali consentendo la libera partecipazione evitando di scegliere a “simpatia” di qualcuno''.

 

''Siamo convinti - concludono i due rappresentanti della Flp - che le selezioni interne debbano svilupparsi mediante la partecipazione a percorsi formativi con test finale valutando tra i titoli anche le attività curriculari ed accademiche possedute dai candidati, incentivando così l’impegno ed il merito oltre che l'anzianità di servizio, esperienza professionale altrettanto utile e importante. Da sempre sosteniamo quanto importante è la valorizzazione del personale attraverso un sistema permanente e aperto a tutti di formazione continua''.

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