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Tantissimi in piazza per il pubblico impiego (FOTO), i sindacati: ''Tempo scaduto, il Trentino rischia di restare indietro rispetto al resto d'Italia''

Tantissimi i lavoratori del pubblico impiego davanti al palazzo della Provincia in piazza Dante per chiedere attenzione alla Giunta Fugatti: "Basta demagogia divisiva, serve un nuovo umanesimo e un nuovo welfare per uscire dalla pandemia Covid". Una delegazione è stata ricevuta dall'assessore Achille Spinelli

Di Luca Andreazza - 26 ottobre 2021 - 12:44

TRENTO. "Non siamo qui solo per il rinnovo, ma rilanciare la dignità del lavoro. Basta demagogia divisiva, serve un nuovo umanesimo e un nuovo welfare per uscire dalla pandemia Covid. Questo è il popolo del lavoro e dei servizi pubblici". Dice Giuseppe Pallanch (Cisl Fp), mentre Luigi Diaspro (Cgil Fp) aggiunge: "Il tempo è scaduto, siamo all'anno zero e adesso servono risposte, non si può più aspettare. Altrimenti il territorio rischia di restare indietro, anche rispetto al resto d'Italia". Poi una delegazione è stata ricevuta dall'assessore Achille Spinelli.

Sono scesi in tantissimi in piazza Dante per manifestare contro l'immobilismo e l'assenza di risposte da parte della Giunta Fugatti in materia di pubblico impiego. Una chiamata a raccolta di otto organizzazioni sindacali: Fp Cgil e Flc Cgil, Cisl Fp e Cisl scuola, Uil Fpl, Fenalt, Nursing up e Satos per chiedere alla politica la giusta attenzione in materia comparti pubblici, alla sanità, alla scuola e alla formazione professionale, per lo stanziamento di tutte le risorse necessarie nell’imminente manovra di bilancio. 

I rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego, sanità, case di riposo, scuola e ricerca sono scesi in piazza in modo compatto e unitario tra slogan, bandiere e interventi dei vari segretari e delegati di comparto nella giornata di martedì 26 ottobre per chiedere un cambio di passo alla politica provinciale leghista.

"Siamo qui per rivendicare la dignità professionale non si può fare a meno di contratto nuovo, aggiornato e coerente. Le responsabilità sono aumentate, il personale ha dimostrato grande professionalità nonostante le difficoltà: i politici trascorrano un po' di tempo nelle scuole per capire il ruolo fondamentale e complicato dei collaboratori e dei dirigenti, del cuoco e degli operatori nella scuola dell'infanzia e così via", evidenzia Stefania Galli, segretaria della Cisl scuola, mentre Ennio Montefusco per Satos prosegue: "Una professionalità dimostrata in tutti i reparti e non solo in questo periodo caratterizzato da Covid: non ci si è mai tirati indietro, la Giunta provinciale deve capire che servono risorse. Il rinnovo del contratto non può essere solo l'adeguamento Istat: l'ultimo accordo risale al 2005 e c'è stato un aumento del 4% nel 2016 perché oggi un insegnante a Verona prende di più rispetto a quello del Trentino. Una partita che riguarda anche i precari che necessitano di risposte".

E se il governo italiano lavora con i sindacati, spiegano le parti sociali, per rinnovare e adeguare i contratti, in Trentino non è stato ancora messo sul tavolo un euro. E sempre a livello nazionale si pianifica una revisione degli ordinamenti professionali, ma la Provincia sarebbe ferma anche in questo contesto. 

"E' importante - aggiunge Maurizio Valentinotti, segretario della Fenalt - che ci siano tutte le sigle sindacali per rivendicare e ribadire i diritti, che dovrebbero essere banali ma che oggi dobbiamo difendere. Per questo siamo tutti in piazza per avere gli stessi trattamenti che avvengono nel resto d'Italia, altrimenti si resta indietro: siamo tra i meno pagati in Europa e questo danneggia anche il territorio: 40 mila lavoratori e altrettante famiglie che si sono visti ridurre il potere d'acquisto negli ultimi 12 anni perché tutto è fermo".

Le organizzazioni sindacali sono scese in piazza per chiedere il rispetto del ruolo e della dignità del comparto pubblico; per lo stanziamento delle risorse necessarie per rinnovare i contratti, per la valorizzazione professionale, per le assunzioni e per le stabilizzazioni; per i servizi pubblici all'altezza delle sfide evidenziate dalla pandemia Covid e per un processo di innovazione dei servizi pubblici che parta dal confronto con le rappresentanze dei lavoratori.

"E' ora di parlare di contratto e assunzioni - dice Giuseppe Varagone, segretario della Uil Fpl sanità - ma anche ridefinire il premio Covid. Da mesi gli operatori della sanità lavorano in emergenza e sotto organico, però i servizi di eccellenza sono garantiti per l'abnegazione del settore. Ora ci si aspetta un riconoscimento. Si chiede una giusta valorizzazione perché l'emergenza ha segnato i lavoratori e le lavoratrici nella vita professionale ma anche in quella privata e personale".

In piazza per chiedere attenzione e di aprire un confronto per programmare le prossime azioni. "Lo Stato - spiegano le parti sociali - ha coperto il minor gettito del 2020 e del 2021, ci sono stati segnali importanti di ripresa delle attività economiche. Non ci sono più alibi per non investire sul comparto pubblico. I lavoratori delle Autonomie locali (Pat, Comuni, Apsp), sanità, scuola e formazione professionale e ricerca sentono forte la pressione per assicurare servizi che durante l’emergenza sanitaria hanno manifestato ancora di più il carattere universale e insostituibile. A fronte di grandi difficoltà, tutti i professionisti si sono spesi con enorme senso di responsabilità".

Viene evidenziato che la pubblica amministrazione è ai vertici delle graduatorie nazionali e internazionali. "Ma - continua Pallanch - si deve continuare a investire nel capitale umano per mantenere elevati standard di qualità. C'è carenza di personale e ora c'è la previsione di nuovi carichi per dare vita ai progetti legati al Pnrr: una  fase cruciale per la ripresa, si deve rafforzare e potenziare l'apparato in un processo di innovazione culturale, tecnologico e digitale. Questa Giunta non ci mette cuore e non ci mette solidarietà, sono preoccupati solo dei propri interessi, cioè aumentarsi le indennità e non lasciare nulla al popolo: siamo qui per prenderci il rinnovo del contratto. Quello che hanno ottenuto i padri, i figli devono riconquistarlo per non perderlo: via i lavoratori e le lavoratrici".

Sono cinque i concetti chiave: contratto, valorizzazione delle professionalità, assunzioni, stabilizzazioni e lavoro agile. "La Provincia deve evitare un periodo di conflittualità di cui non c’è davvero bisogno e assicurare al territorio coesione sociale e le necessarie risorse per affrontare adeguatamente le sfide future: rivedere il reclutamento e i fabbisogni, l'accesso alle professioni e valorizzare un settore che può essere un volano per la ripartenza sanitaria, economica e sociale del Trentino", concludono Fp Cgil e Flc Cgil, Cisl Fp e Cisl scuola, Uil Fpl, Fenalt, Nursing up e Satos.

 

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