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I clienti bevono all'esterno e il bar viene multato e chiuso per 5 giorni. Il titolare: "Non esiste una linea guida"

Il titolare del pub Flambard, a Trento sud, è stato raggiunto da una multa e da un ordine di chiusura per 5 giorni. Dopo aver telefonato ai vigili urbani per sapere come comportarsi con i clienti che consumano le bevande fuori dai bar, ha riaperto ma per un giorno appena. "Non c'è una linea guida. Le forze dell'ordine agiscono con discrezionalità"

Di Davide Leveghi - 25 febbraio 2021 - 11:30

TRENTO. “Quello che mi dispiace di più è che non ci sia una linea guida sull'asporto, che ogni forza dell'ordine che interviene lo faccia con discrezionalità. Com'è possibile che la polizia locale dica una cosa e la polizia di Stato arriva al bar, non fa nemmeno un'ammonizione e stabilisce la chiusura del locale per 5 giorni?”.

 

E' rammaricato, il titolare del pub Flambard Loris Travaglia. Il bar di Trento sud, noto per l'ottima birra alla spina, aveva appena riaperto al servizio d'asporto quando si è visto raggiungere da un'ingiunzione di chiusura. La ragione? Al di fuori del locale c'erano 6 persone che stavano consumando una bevanda comprata all'interno con tutti i “crismi” del caso. Venduti con i tappi di plastica richiesti dalla normativa vigente, i bicchieri venivano svuotati tra qualche chiacchiera al di fuori del pub e questo è bastato agli agenti per stabilire la chiusura.

 

Eppure Travaglia si era informato per riaprire secondo le regole, posticipando proprio di una settimana il momento dell'apertura all'asporto. “Avevo riaperto martedì – spiega – dopo aver chiamato i vigili urbani per capire se la responsabilità della gente fuori a bere fosse mia. La risposta è stata che il problema non era mio, bensì dell'utenza. Ma qualcuno è passato e ha fatto una segnalazione. E così sono arrivate tre volanti della polizia che hanno multato me e i clienti”.

 

Tra le rassicurazioni della polizia locale e quanto fatto dalla polizia di Stato v'è dunque una differenza non da poco. “Qui però c'è un grosso problema di comunicazione, perché prima di aprire mi sono informato e ho chiesto esplicitamente riguardo a questa situazione – continua – fino ad ora non avevo mai preso una multa durante la pandemia e la mia riapertura è stata pensata e voluta per stare nelle regole. La mazzata è quindi doppia, non solo dal punto di vista economico ma anche per il dispiacere di una mancanza di una linea guida coerente. Chi interviene in queste situazioni lo fa a sua discrezionalità”.

 


 

Il nodo rimane quindi lo stesso: il comportamento dei clienti è responsabilità dei titolari dei locali? “E' una cazzata che i clienti prendono qualcosa e se ne vanno – risponde Travaglia – cosa cambia se bevi fuori o a 30 metri di distanza? Il virus si comporta in maniera diversa? Se passi di fronte ai bar, molti hanno delle persone che si fermano fuori a bere una cosa. Per un pub, poi, dubito che qualcuno venga e si porti via la birra. Eppure non esiste una linea guida condivisa nemmeno tra le forze dell'ordine”.

 

“Io settimana scorsa non mi sono fidato a riaprire e ho voluto attendere per farlo dopo essermi informato. Ho riaperto il martedì, finalmente, e il mercoledì alle 17.30 già mi trovo a essere multato per delle persone che si fermano a consumare una bevanda davanti al bar. In più, il bar riceve anche 5 giorni di chiusura”.

 

Dal punto di vista economico, le conseguenze non possono che essere dure. “Abbiamo ricevuto degli aiuti economici nella fase più difficile della pandemia, lo scorso anno – conclude – ma tra dicembre e gennaio non è arrivato niente, così come con le limitazioni agli orari successive. Non si sa quanto, come e quando riceveremo eventuali aiuti. Io intanto per questa situazione mi sono preso 400 euro di multa tondi e 5 giorni di chiusura. E non credo di poter riaprire settimana prossima, considerando che stiamo per entrare in zona rossa”.

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