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Il coronavirus in Trentino fa più male che altrove tra decessi, ricoveri e terapie intensive, ma è zona gialla. Bassi: ''Vi spiego perché''

L'ex rettore ha analizzato i dati contenuti negli indicatori dei report settimanali dell'Iss e ha scoperto che nella settimana conclusa lo scorso 10 gennaio, su 1471 "nuovi" contagi segnalati in Trentino, solo 624 si riferivano alla settimana considerata e ben 847 erano casi arretrati segnalati con grande ritardo. In questo modo verificando molto tardi gli antigenici con i molecolari, se risultano negativi spariscono dalle statistiche se risultano positivi non entrano nel conteggio della settimana corrente perché classificati "arretrati"

Di L.P. - 18 gennaio 2021 - 05:01

TRENTO. La via trentina per la gestione della pandemia continua a stupire nonostante i morti, purtroppo, aumentino costantemente trasformando la Provincia di Trento in uno dei luoghi con più decessi in assoluto e alla fine della pandemia sarà quello il drammatico dato che bisognerà misurare: quante vite sono state sacrificate sull'altare delle ''aperture'' e dei colori per zona.

 

Oggi il Trentino è terzo in Italia con l'Emilia Romagna con 9,6 decessi ogni 100.000 abitanti, dietro a Friuli Venezia Giulia (16) e Veneto (12). Si pensi che in valore assoluto il Trentino conta più di 300 morti dell'Alto Adige che conta 809 decessi contro i 1.123 del Trentino

 

 

E il quadro pare, purtroppo, destinato a peggiorare visto il record assoluto di ricoveri in terapia intensiva con il Trentino che conta 8,5 pazienti ogni 100.000 abitanti e il secondo territorio, il Veneto, che si ferma a 6,9. 

 

 

Quarto posto, invece, per quanto riguarda i ricoveri ogni 100.000 abitanti (a quota 53 pazienti) con Piemonte a quota 57 ed Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia 56 a quota. 

 

 

Insomma, la Provincia di Trento è tra le peggiori in assoluto per quanto riguarda i dati riferiti alla salute delle persone, quelli che raccontano dell'impatto della pandemia sulla popolazione con i trentini che finiscono in maggior numero in ospedale rispetto agli altri cittadini italiani, in terapia intensiva o, peggio, perdono la vita. La politica, però, anche pochi giorni fa ha festeggiato la ''zona gialla'' alla faccia di giornalisti, professori, scienziati - ha detto Fugatti in conferenza stampa - che da mesi darebbero una cattiva immagine del Trentino. Lui, indubbiamente, fa di tutto per migliorarla inciampando in conferenze stampa confusionarie dove tra dialetto e serie difficoltà a spiegare anche i concetti più importanti rende onore al territorio che rappresenta.

 

Ma come ha fatto il Trentino a restare in zona gialla assieme a Campania, Molise, Basilicata, Toscana e Sardegna? ''Vi spiego il motivo - scrive sul suo blog (Qui link) l'ex rettore dell'Università di Trento Davide Bassi - per cui il Trentino appare come una delle zone d'Italia a più bassa circolazione del virus, talmente bassa da rimanere sempre zona gialla malgrado il livello critico di occupazione dei reparti ospedalieri e dei decessi''.

 

Per la sua analisi il docente di fisica ha utilizzato i dati che dell'Iss che appaiono nelle tabelle contenute nei rapporti settimanali e li ha messi a confronto con l'Alto Adige territorio perfettamente confrontabile anche per popolazione residente. E secondo la tabella Iss, nella settimana dal 4 al 10 gennaio, i nuovi contagi del Trentino sarebbero stati quasi 1/3 di quelli altoatesini (624 contro i 1.707 di Bolzano).

 

''I dati che ho analizzato - scrive Bassi - sono il numero complessivo di contagi segnalati all'Iss, la differenza tra una settimana e l'altra ed il numero di casi settimanali che, secondo la definizione dell'Iss, sono solo quelli con diagnosi effettuata nella settimana presa in considerazione. Quest'ultimo è il numero che viene considerato per calcolare l'indicatore 3.4. Ecco i dati:

 

TRENTINO
Ultimo giorno consideratoContagi complessiviIncremento settimanaleContagi con diagnosi nella settimana per calcolo indicatore 3.4
20/12/212015213071154
27/12/2121147995646
03/01/21224711324697
10/01/21239421471624

 

ALTO ADIGE
Ultimo giorno consideratoContagi complessiviIncremento settimanaleContagi con diagnosi nella settimana per calcolo indicatore 3.4
20/12/2127583949960
27/12/2128315732709
03/01/212964613311231
10/01/213170220561707

 

 

Notate le differenze esistenti tra la terza e quarta colonna di Trentino e Alto Adige (numeri colorati in rosso). Sia il Trentino che l'Alto Adige segnalano all'ISS più o meno lo stesso numero di dati che vengono inviati alla Protezione Civile Nazionale. Nel caso dell'Alto Adige, l'incremento settimanale dei contagi è più o meno allineato ai dati diagnosticati nel corso della settimana (sono i casi che vanno a formare l'indicatore 3.4). Per l'Alto Adige lo scostamento maggiore si osserva nel corso dell'ultima settimana, ma corrisponde comunque a circa il 15% dei nuovi contagi. Nella stessa settimana la differenza, nel caso del Trentino, ammonta a quasi il 60% dei contagi.

 

Una semplice controprova di quanto osservato sopra la possiamo fare andando a leggere, sempre nella Tabella 5 in fondo al rapporto settimanale, il dato relativo al numero di nuovi contagi comunicati per le due settimane che terminavano lo scorso 10 gennaio (rapporto numero 35). Per l'Alto Adige questo numero corrisponde a 3.038 casi, mentre la somma dei casi segnalati nel corso delle due ultime settimane è pari a 2.938 casi. C'è una piccola differenza, ma è percentualmente trascurabile.

 

 

 

Se rifacciamo la stessa verifica per il Trentino troviamo 1.855 casi per le ultime due settimane. La somma dei casi segnalati nelle due singole settimane è pari a  1.321 casi. Mancano all'appello 534 casi

 

Nella settimana terminata lo scorso 10 gennaio il Trentino ha comunicato all'ISS un aumento complessivo di 1.471 contagi (passati da un totale di 22.471 casi a 23.942). Di questi 1.471 casi: 

  1. solo 624 sono stati classificati come casi recenti diagnosticati nel periodo 4 - 10 gennaio;
  2. 534 casi sono stati comunicati come contagi diagnosticati nella settimana precedente (che si sono sommati ai 697 casi segnalati la scorsa settimana portando il totale delle due ultime settimane a 697 + 534 + 624 = 1855 casi).
  3. I rimanenti 313 casi sono stati segnalati come casi diagnosticati 2 o più settimane prima. 

Niente male come lentezza di comunicazione dei dati! 

 

Il metodo usato dal Trentino è molto semplice: i dati che arrivano in ritardo non vanno a incidere sull'indicatore 3.4 (Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID- 19 per giorno)Nella settimana conclusa lo scorso 10 gennaio, su 1471 "nuovi" contagi, solo 624 si riferivano alla settimana considerata e ben 847 erano casi arretrati segnalati con grande ritardoIn pratica, i casi comunicati all'ISS come diagnosticati nel corso della settimana che terminava domenica 10 gennaio corrispondevano a poco più dei 539 casi che - secondo i comunicati stampa della Provincia - sono stati individuati per la prima volta con il tampone molecolare, escludendo dal conto coloro che, pur positivi al tampone molecolare, erano già stati rilevati come positivi da un tampone antigenico nei giorni precedenti. Il sistema funziona così:

  1. cerco la gran parte dei positivi con i tamponi rapidi antigenici;
  2. li lascio aspettare più di una settimana prima di chiamarli a fare il tampone molecolare;
  3. se risultano negativi, spariscono dalle statistiche ufficiali dei contagi;
  4. se risultano positivi non li metto nel conto della settimana corrente perché come data di diagnosi considero quella del tampone rapido e li classifico come "arretrati".

Sorprende che l'Istituto Superiore di Sanità non abbia mai fatto un semplice controllo di consistenza ed abbia continuato a prendere per buoni i dati dei contagi che il Trentino ha comunicato da inizio novembre fino ad oggi.

La nuova circolare ministeriale uscita all'inizio di gennaio cambia le carte in tavola perché prevede che i positivi antigenici vadano comunicati immediatamente, senza bisogno di aspettare l'eventuale conferma con il tampone molecolare. A partire dal 15 gennaio i positivi ai tamponi rapidi sono stati inseriti anche nelle statistiche dalla Protezione Civile Nazionale

Una domanda sorge spontanea: "i positivi ai tamponi rapidi antigenici saranno comunicati immediatamente (e tutti) anche al Sistema di Sorveglianza dell'ISS facendo schizzare in alto l'indicatore 3.4?".

La risposta la conosceremo entro la fine di gennaio.

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