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Inseguì i lupi con l’auto: “Un pericolo per la sicurezza pubblica”, i carabinieri forestali: “In caso di incontro basta rallentare lasciandogli il tempo di fuggire”

Aveva inseguito in auto “per diversi minuti a più di 50 chilometri orari” un branco di lupi ma ora scattano pesanti sanzioni. L’appello dei carabinieri forestali al mondo dell’informazione: “Capita di assistere a un allarmismo ingiustificabile nei confronti dei lupi che potrebbe alimentare tensioni e paure ingiustificate che possono essere sconfitte solo con una corretta informazione”

Di Tiziano Grottolo - 20 January 2021 - 10:27

AURONZO DI CADORE. Luca Ghedina, l’uomo che a bordo della sua auto ha inseguito un branco di lupi è stato raggiunto da una serie notevole di sanzioni. L’indagine, condotta dai carabinieri forestali di Cortina e di Auronzo di Cadore, coordinati dal Nipaaf, il Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale, ha portato alla contestazione di diverse violazioni amministrative, fra cui uso del cellulare alla guida, guida contromano, mancata osservanza dell’obbligo di fermarsi in presenza di animali e guida a cavallo della striscia longitudinale continua.

 

Nel mirino dei carabinieri forestali il comportamento dell’uomo, che ha inseguito per diversi minuti a più di 50 chilometri orari un branco di quattro lupi, circostanza che ha costituito un pericolo per la sicurezza pubblica relativamente alla circolazione stradale”, si legge nel comunicato. La presenza del lupo nella zona, spiegano le forze dell’ordine, era già oggetto di attenzione da parte dei militari delle stazioni di Auronzo e Cortina, in qualità di soggetti incaricati di effettuare il monitoraggio nazionale del Lupo in Veneto e nell’ambito del progetto “Life wolfalps” e proprio in quella zona avevano già effettuato in precedenza diversi rilievi. Quindi si può dire che la presenza dei carnivori fosse nota da tempo.

 

Per ricostruire nei dettagli l’accaduto è stato necessario effettuare diversi sopralluoghi, anche per assicurarsi dello stato di salute degli animali e per escludere eventuali ferimenti e/o decessi dovuti all’eccessivo dispendio di energie a causa dell’innaturale prolungato ed intenso sforzo. Quest’ultima un’eventualità che non poteva essere scartata (QUI articolo). Il lupo, ricorda il tenente del Nipaaf di Belluno Michele Ravaglioli, è una specie da sempre parte integrante della fauna autoctona alpina anche se a causa delle pressioni antropiche tra la fine del 1800 e i primi del 1900 si è estinto nelle Alpi. Da allora anche grazie all’entrata in vigore di numerose leggi di protezione le cose sono cambiate e sia il ritorno del bosco in seguito allo spopolamento delle aree rurali e montane sia l’incremento delle popolazioni di ungulati, hanno fatto in modo che si ricostituissero le condizioni ottimali per il ritorno del tutto naturale del lupo. Una specie che ora è tutelata e protetta da leggi nazionali e convenzioni internazionali.

 

 

Il lupo, prosegue Ravaglioli, rappresenta un elemento imprescindibile per i nostri ambienti in quanto occupa il vertice della catena alimentare ponendosi come bioindicatore di salute dei nostri ecosistemi forestali. Il ruolo svolto da questo grande predatore è di fondamentale importanza perché con la sua azione predatoria regola la densità delle popolazioni degli ungulati il cui sovraccarico potrebbe portare a problemi di rinnovazione forestale nei nostri boschi e a un indebolimento delle stesse popolazioni predate che, a causa dell’eccessiva competizione intra e interspecifica per risorse comunque limitate, risulterebbero certamente più vulnerabili a qualsiasi fattore sfavorevole. Essendo un predatore e quindi un calcolatore di energie spese nei vari sforzi, non è infrequente che possano verificarsi episodi di predazione ad allevamenti, questo consente un notevole risparmio energetico pur venendo così meno il suo ruolo regolatore. A tal proposito si sta lavorando sia per conoscere la consistenza della popolazione di lupi nei nostri boschi sia per affermare che il lupo è presente ed è sempre più necessario coabitare con esso.

 

È proprio in questa direzione che vanno gli sforzi messi in campo dai progetti di monitoraggio che vedono impegnati in prima linea anche i carabinieri forestali. Con il recente ritorno naturale dei lupi, sottolinea Ravaglioli, è fondamentale fornire ai cittadini gli elementi per affrontare in sicurezza e serenità questa nuova presenza. C’è però un problema rilevato dai carabinieri forestali che loro malgrado hanno constato atteggiamenti controproducenti da parte di chi diffonde informazioni. Non è raro che alcuni organi di stampa trattino le notizie che riguardano i lupi con superficialità e come ribadito nel comunicato venga a crearsi un “allarmismo ingiustificabile nei confronti dei lupi che potrebbe alimentare tensioni e paure ingiustificate che si sconfiggono solo con una corretta informazione”.

 

È comunque bene tener presente quale sia il comportamento corretto da tenere quando si incrociano degli animali in strada: “In caso di avvistamenti di animali sulla strada – affermano le forze dell’ordine – basta semplicemente rallentare lasciando loro il tempo di trovarsi, con calma, una via di fuga. Se l’avvistamento avviene nelle ore notturne è, inoltre, opportuno non illuminare gli animali con i fari abbaglianti. Infine è assolutamente necessario mantenersi a una buona distanza di sicurezza evitando di avvicinare troppo gli animali sia per motivi di sicurezza pubblica sia per evitare di ingenerare negli individui in cui ci si è imbattuti, stress troppo intensi”.

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