Insegue i lupi con la macchina (VIDEO) ''Adesso li scanno, voglio vedere": decreto di condanna per l'autore
A seguito della denuncia querela presentata dall’Ente Nazionale Protezione Animali, il Tribunale di Belluno ha emesso un decreto penale di condanna nei confronti di Luca Ghedina in merito all'episodio dell’inseguimento dei lupi ripreso in un video e pubblicato dallo stesso responsabile.

BELLUNO. Il Tribunale di Belluno, a seguito della denuncia querela presentata dall’Enpa , ha emesso un decreto penale di condanna nei confronti di Luca Ghedina in merito all'episodio dell’inseguimento dei lupi ripreso in un video che è stato poi pubblicato. (QUI L'ARTICOLO)
A comunicarlo con una nota è lo stesso Ente Nazionale per la Protezione Animali che tramite la propria avvocata Claudia Ricci, aveva presentato denuncia querela, formulando l'ipotesi di reato di maltrattamento di animali (QUI LA NOTA DI ENPA). Luca Ghedina, allevatore e boscaiolo di mestiere, fratello del campione di sci Kristian Ghedina, è l'autore del video nel quale riprende 4 lupi mentre li insegue con l'auto ad una velocità dai 40 ai 50 chilometri orari. Le immagini erano state pubblicate nei primi giorni dell'anno scatenando moltissime polemiche.
L'uomo nel video si sente pronunciare le parole: “Adesso li scanno, voglio vedere" per poi suonare il clacson più e più volte. "Non cedono di mezza virgola" continua. Verso fine video, poi, quando a continuare a correre è solo un esemplare, mentre gli altri si sono tolti dalla strada risalendo i muretti di neve, si vede chiaramente come l’uomo affianchi l’animale, potenzialmente rischiando di investirlo. L'episodio era avvenuto a Passo Tre Croci, nel cuore delle Dolomiti venete.
“Si tratta di una vittoria molto importante – afferma Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa - perché sottolinea quanto un comportamento del genere sia inaccettabile e ringrazio l’avvocata Claudia Ricci per aver portato avanti questa battaglia. Quello che abbiamo visto in quel video è esattamente tutto quello che non bisogna fare se si incontrano questi animali - continua Carla Rocchi -che ricordiamo sono particolarmente protetti e beni indisponibili dello Stato. Costretti a correre a 50 chilometri orari per oltre due chilometri, sono stati costretti dall’inseguitore ad un grande sforzo, consumando energie in un periodo già di per sé avverso. Dal video si capisce che l'uomo ha subito dei danni a causa dei lupi ma questo non può essere una giustificazione per un comportamento tanto sbagliato, pericoloso e inutilmente crudele”.
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