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Itas, per la presidenza c'è Consoli. Conci: ''Dopo 35 anni ci hanno sbattuti fuori dal giorno alla notte. Per salvare la Mutua basta conflitti d'interesse e finta democrazia''

Mentre a fine aprile si rinnovano le cariche e al momento in pista sembra esserci solo una cordata con l'attuale presidente di Itas Vita a guidarla (e una squadra che vede in campo anche l'ex sindaco Pacher) lo storico numero uno dell'agenzia più importante, la Trento1, (e agente anche del compianto Edo Bendetti) racconta di come il gruppo abbia trattato lui e la moglie e spiega quanto, secondo lui, ci si sia allontanati dai valori originari di Itas. Sul candidato alla presidenza poi spiega: ''Dice che dal 2015 non ha partecipazioni in altre agenzie? Non è così, ecco le carte''

Di Luca Pianesi - 28 March 2021 - 08:11

TRENTO. ''Hanno assediato la filiale con personale giunto direttamente da Genova. Hanno staccato i computer e attaccato i loro portatili. Ci hanno letteralmente sbattuti fuori da quella che era stata la nostra 'casa' per 35 anni scatoloni alla mano. In pochi minuti ci siamo ritrovati in strada tanto che i computer lì sarebbero rimasti se non fosse intervenuto un caro amico e non fossimo riusciti a darli a chi gestisce alcune strutture per senza tetto e donne in difficoltà. E pensare che siamo stati noi a denunciare quel che stava succedendo. Ci hanno riservato davvero un trattamento vergognoso''. A parlare è Giovanni Conci uno dei big di Itas Assicurazioni per oltre 30 anni.

 

Agente dell'agenzia Trento 1 (la più importante del territorio) dal 1986, l'ha gestita fino al 2014 quando è andato in pensione. Assicuratore personale del compianto presidente del gruppo Edo Benedetti (''Avrebbe potuto scegliere chiunque e far gestire le sue polizze nell'agenzia di sede della direzione ma si fidava di me e della mia professionalità'', racconta) ha ricoperto numerosissimi incarichi, da presidente del gruppo italiano agenti Itas presidente della Cassa nazionale di previdenza agenti Itas passando per componente della giunta regionale del sindacato nazionale agenti a rappresentante di categoria alla camera di commercio di Trento, oltre, tra le tante cose, essere stato anche presidente del Rotary Club Trento.

 

Itas con Conci si sarebbe comportata poco da Mutua di territorio e molto da multinazionale modello pellicola hollywoodiana. Già in pensione da qualche anno era reduce da un cancro terribile che lo aveva fatto finire per molto tempo anche in rianimazione ''e mi sono salvato davvero per un pelo dopo due operazioni all'Humanitas di Milano e tanta, tantissima, sofferenza''. La moglie era, invece, ancora agente di quella filiale fresca di conferme arrivate anche tramite circolari interne e inviate agli oltre 10.000 soci che ribadivano la fiducia del Gruppo in lei. Poi dal giorno alla notte, nel novembre del 2019, tutto è finito dentro a degli scatoloni. Personale arrivato da fuori regione, li ha messi alla porta come si fa col peggior nemico. Tra le ragioni di una tale cesura anche la richiesta di maggiore trasparenza interna all'azienda, più correttezza nei rapporti, incrinatisi soprattutto con alcuni sub agenti e poi di conseguenza con la dirigenza rimasta inerte alle richieste di cambiamento e di maggiore attenzione.

 

Ora è proprio Conci a lanciare un appello a poco più di un mese dalle elezioni per il presidente e il Cda di Itas (si terranno il 30 aprile). Unico candidato, al momento, è l'attuale vicepresidente vicario e presidente di Itas Vita Giuseppe Consoli (che nella sua squadra presenterà anche l'ex sindaco e presidente della Pat Alberto Pacher oltre a Alessandro Molinari, Luciano Rova, Alexander von Egen, Thomas Voigt, Giancarlo Bortoli, Maria Emanuela de Abbondi, Franco Dalla Sega, Domenico Siclari, Tanja Pichler) ''benedetto'' negli scorsi giorni sulla stampa locale anche dall'attuale presidente Fabrizio Lorenz il quale, stando ai rumors, dovrebbe diventare poi a sua volta presidente di Itas Vita. Insomma uno (s)cambio di poltrone d'ispirazione gattopardesca: si cambia per far restare tutto come è

 

''E invece da cambiare c'è tanto - racconta Conci che dal 1986 ad oggi ha attraversato epoche e presidenze diverse sempre da protagonista - e se il 'buongiorno si vede dal mattino' la discesa in campo di Consoli non fa ben sperare. Uno dei principali problemi, infatti, sono i conflitti di interesse che ci sono all'interno del Gruppo, tra ruoli ricoperti in più agenzie, sponsorizzazioni sportive e parenti magari da piazzare in qualche cda. Nella sua intervista all'Adige del 24 marzo in cui annunciava la sua candidatura Consoli a specifica domanda rispondeva che non ha alcuna quota di partecipazione in un'agenzia Itas e che non è più agente dal 2015. Ebbene non è così, non sta dicendo il vero. La pagina Ivass (l'istituto di vigilanza per le assicurazioni ndr) riporta che Consoli è iscritto come agente e risulta 'inoperativo' dal 14 giugno 2019 quindi parliamo di una data ben diversa dal 2015''.

Ma non è tutto e le visure camerali che abbiamo, datate 23 marzo2021 dimostrano che quanto racconta Conci corrisponde al vero: ''Quando Consoli è stato eletto per la prima volta nel cda di Itas Mutua, nell'aprile 2015, risultava socio, con la moglie, amministratore e legale rappresentante delle società che gestivano l'Agenzia Itas della Valle dei Laghi e quella di Arco. Sia lui che la moglie hanno posseduto quote agenziali in queste due agenzie almeno fino a novembre 2018, ben dopo essere stato votato per l'attuale Cda e nominato vicepresidente vicario. La moglie perde la carica di amministratore di Affirmo, società che gestisce l'agenzia Valle dei Laghi il 4 agosto 2020. Ci si chiede se tali circostanze fossero note all'Istituto di Vigilanza''. 

 

Consoli nella sua risposta all'Adige aggiunge poi che ''in ogni caso non ci sarebbe alcuna incompatibilità di legge'' parlando dei potenziali conflitti d'interesse ma Conci ricorda che l'articolo 53 del regolamento Ivass 40/2018 specifica proprio che ''L’attività di intermediario non è compatibile con la carica di amministratore, direttore generale, sindaco o suo collaboratore ai sensi dell’articolo 2403-bis del codice civile, titolare delle funzioni fondamentali, presso le imprese di assicurazione preponenti'' e aggiunge che le ''imprese adottano e formalizzano adeguate politiche atte a prevenire e gestire eventuali conflitti di interesse tra l’intermediario e l’impresa''. 

 

Ma i problemi in Itas si chiamano anche Lia Fondo di Garanzia. Consoli, in particolare, rispetto a quest'ultimo lo definisce ''la nostra garanzia di libertà per restituire valore ai soci assicurati e al territorio'' eppure per Conci ''fare 36 milioni di euro di utili per una Mutua non dovrebbe essere fonte di grande orgoglio. La Mutua, in quanto tale, invece che fare utili dovrebbe diminuire i premi per gli assicurati, come fa per esempio Reale Mutua. Mi chiedo se esista ancora il 'tasso di colletta' nella nostra Mutua che dovrebbe adeguare i premi dei singoli rami al relativo andamento tecnico. Questo sarebbe lo spirito mutualistico''.

 

E ci sarebbe anche un problema di tasse legato al Fondo di Garanzia. Questo si forma sulla base di una quota che viene presa dal pagamento dei singoli soci (''siamo tra i 7 e i 60 euro a seconda dell'entità del premio per ogni titolo incassato'', spiega Conci). ''Su questo non vengono pagate imposte - racconta ancora l'ex numero uno dell'agenzia Trento1 - e non viene nemmeno riconosciuto niente agli agenti. Eppure l'accordo nazionale agenti, che opera 'ope legis' e 'erga omnes' prevede che qualsiasi incasso fatto dagli agenti e girato alle compagnie deve essere provvigionato. La percentuale di provvigione poi va concordata ma ci deve essere e questa è un'altra strana anomalia di Itas di cui andare poco fieri, nel mercato assicurativo italiano''. 

 

Altro punto la Lia, la liquidazione di agenzia. ''In buona sostanza - spiega sempre Conci - se il sinistro è sotto una certa cifra all'agenzia conviene pagare senza avviare le normali procedure per l'istruttoria perché tra carte, perito, verifica eccetera si finisce per spendere di più. La cifra inizialmente fissata come liquidazione era 300 euro, poi è stata alzata a 500 e ormai questa cifra immediatamente liquidabile arriva fino a 5.000 tra danni diretti, 2.500 euro, e responsabilità civile, altri 2.500. In sostanza in questi casi è il cliente a inviare per esempio le foto del danno e il preventivo dell'artigiano che dovrebbe ripararlo. Qui ci si espone a rischi notevoli perché la perizia è a campione e si perde il contatto con il fatto''. 

 

E poi c'è il problema del voto che deve essere palese per i delegati che scelgono le cariche di vertice, come nel caso della presidenza, e quindi la democrazia nel Gruppo rischia di essere molto limitata. ''E' un'oligarchia ormai dove comandano sempre le stesse persone - conclude Conci -. Testimonio che negli ultimi 35 anni i delegati di agenzia non hanno mai deciso nulla. E' sempre stata un'anomalia ma ai vertici di Itas prima c'erano giganti come Edo Benedetti, Remo Segnana, Aldo Matassoni, Ettore Lombardo, che non ne hanno mai approfittato. Io credo ancora in quell'Itas, mi sono battuto per quell'Itas. Ora bisogna capire dove si vuole portare il Gruppo e quale futuro dargli''.  

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