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La Fiom-Cgil: ''Rendere i vaccini obbligatori. Se lo Stato non ha il coraggio di farlo non può costringere le persone a farsi i tamponi per lavorare''

I sindacati continuano a ripetere di non avere posizioni ambigue eppure chiedendo i tamponi gratis o i test salivari per il green pass prestano il fianco anche a chi si oppone al vaccino. Chiedere l'obbligo vaccinale è come buttare il pallone in tribuna perché se fosse introdotto presupporrebbe, poi, strategie coercitive, l'uso della forza, la criminalizzazione automatica di chi non si adegua e con il livello di conflitto sociale che già esiste farebbe degenerare ulteriormente i rapporti. Ecco perché, invece, l'idea del green pass è stata ottima 

Di Luca Pianesi - 13 ottobre 2021 - 13:06

TRENTO. ''No ai tamponi e sì ai vaccini'' che, però lo Stato dovrebbe avere il ''coraggio'' di far diventare obbligatori, perché altrimenti il green pass rappresenta uno strumento ingiusto che fa leva sulla situazione economica del lavoratore. Questa la sintesi del pensiero di Michele Guarda, segretario generale della Fiom-Cgil del Trentino, che si schiera per i vaccini a maggior ragione dopo che si è vista la violenza della piazza no-vax/no-pass di Roma che ha devastato la sede della Cgil e creato il panico in un ospedale e dopo che anche la piazza di Trento ha applaudito quando è stato ricordata la notizia dell'assalto alla sede del sindacato. Una piazza, quella dei manifestanti trentini, che qualche giorno fa si è entusiasmata anche per l'intervento di un medico sospeso che ha descritto con queste parole (IL VIDEO) Apss e Confindustria: ''Stazioni linfonodali metastatiche, vanno curate. Il tumore è lì''.

 

E ieri sono arrivati anche i sassi contro la sede dell'Ordine dei Medici (quasi fosse una firma, i vigliacchi aggressori sono riusciti a sbagliare finestre e a colpire quelle di un commerciante sottostante ai medici). L'escalation è evidente anche perché si avvicina il D-Day per i no-vax italiani, quel 15 ottobre dopo il quale non si potrà più lavorare senza il green pass. Il segretario della Cgil Guarda al riguardo spiega: ''Cgil, Cisl e Uil, senza ambiguità, stanno dando il massimo sostegno alla campagna vaccinale. Oggi il modo più sicuro ed efficacie per evitare altri morti e per garantire il diritto alle cure sanitarie è vaccinarsi. Di fronte a decine di migliaia di morti in Italia e a milioni nel mondo, chi ricopre ruoli di rappresentanza ha il dovere di dire con chiarezza, senza tentennamenti, agli indecisi, a chi è disorientato perché ha paura di vaccinarsi, che il vaccino è sicuro, che oggi c’è una infinita probabilità in più di morire per il Covid che non di avere reazioni avverse al vaccino''.

 

Il sindacato, però, non è d'accordo con la strategia del governo di concedere il green pass anche a chi si fa il tampone. Per Guarda, infatti, ''è ingiusto e ipocrita lasciar intendere che vaccinarsi è facoltativo e poi, nei fatti, circoscrivere questa libertà solo ad alcuni, in particolare (ma non solo) alle fasce sociali più agiate. Per la famiglia con figli che sta pagando il mutuo, che magari coi periodi di cassa integrazione ha già prosciugato i propri risparmi, il vaccino, coi tamponi a pagamento, è come fosse obbligatorio, non raccontiamocela. Mentre per chi guadagna bene o ha risparmi il vaccino rimane facoltativo. Non è giusto. Se non si ha il coraggio di rendere il vaccino obbligatorio, allora non si renda obbligatorio un tampone a carico dei lavoratori per lavorare''.

 

Quanto dice Guarda è senza dubbio corretto ma mostra un'ambiguità di fondo. Proprio quell'ambiguità che che diceva i sindacati non avrebbero nei confronti la campagna vaccinale. Parlare di obbligo è un modo per buttare la palla in tribuna. Il Paese si trova con una spaccatura profonda, profondissima, con due blocchi contrapposti che faticano anche solo a parlarsi: da una parte chi è favorevole al vaccino e dall'altra chi dice ''no''. Se fosse stato introdotto l'obbligo vaccinale si sarebbero aperti scenari di conflitto sociale violentissimi. Obbligo vuol dire che lo Stato interviene con la forza se quest'obbligo non viene rispettato. Vuol dire mettere in campo misure coercitive, vuol dire decidere che chi non si adegua a quanto previsto è un criminale

 

In un mondo ''normale'' (termine che non vuol dire niente ma è utile a semplificare) mentre il Pianeta da un anno e mezzo è falcidiato da un'epidemia mostruosa che ha causato oltre 4,5 milioni di morti, ha visto ammalarsi gravemente decine di milioni di persone e collassare le economie di praticamente tutti i Paesi, una volta trovato il vaccino ci sarebbe dovuta essere semplicemente la corsa a farselo fare il prima possibile. Non sarebbe servito nessun obbligo, nemmeno nessuna azione di pressione, non sarebbe servito nemmeno il consiglio di alcuno. La gente avrebbe semplicemente provveduto a mettersi in sicurezza e a mettere in sicurezza, in quel modo, il prossimo suo.

 

Nel mondo ''reale'', purtroppo, lo abbiamo visto, questo non avviene. Ci sono milioni di persone (sulle miliardi che abitano il mondo) che preferiscono restare a galleggiare in una crisi che, fosse per loro, sarebbe di fatto senza via d'uscita (se non con cure fantasiose e ricette fai da te). Persone che, impaurite, al massimo preferiscono aspettare che sia il resto della popolazione a portarli fuori dal tunnel. Ovviamente, mentre questo accade, hanno il tempo di insultare e protestare contro chi sta permettendo loro di vivere, già adesso, un po' meglio di qualche mese fa. 

 

Tutto previsto e tutto prevedibile, purtroppo. Imporre l'obbligo vaccinale a quelli che già parlavano di ''dittatura sanitaria'' quando era stato chiesto loro di indossare delle mascherine per ridurre la circolazione di un virus che si diffonde principalmente per vie aeree, non lo si poteva nemmeno ipotizzare concretamente. Dare al popolo ''no-vax'' una exit strategy, allora era fondamentale e il senso è questo: ok non volete un vaccino gratis che ha un'efficacia altissima, che si stanno facendo tutti, che è garantito da un'organizzazione capillare e perfetta? Va bene, potete farvi infilare un bastoncino in entrambe le narici ogni 48 ore, pagarlo di tasca vostra, con la consapevolezza che finirete per ingolfare da soli la ''macchina'' che vi sarà necessaria per lavorare, andare al ristorante, partecipare a una festa, viaggiare etc. Si potrebbe quasi immaginare il premier Mario Draghi nei panni del super influencer Khaby Lame, che con un sorriso e gli occhi sgranati indica con le mani la soluzione peggiore e quella più ovvia

 

La mossa è assolutamente sensata. Nei prossimi giorni ci saranno dei disagi, il sistema faticherà inizialmente, le aziende avranno dei problemi e alcuni servizi zoppicheranno. Ma volenti o nolenti quella del green pass è la strada intrapresa e appare la migliore per garantire il maggior numero possibile di vaccinati (e quindi continuare a tenere aperte le attività, ridurre la portata del contagio e tornare tutti alla vita di prima) e al tempo stesso evitare che scoppi con deflagrante violenza il conflitto tra i due mondi contrapposti.

 

 Continuare a chiedere tamponi gratuiti e/o tamponi salivari come stanno facendo alcune sigle sindacali significa, invece, continuare a dare argomentazione a quelli che il vaccino non lo vogliono fare e mostra, purtroppo, anche la debolezza dei sindacati che, evidentemente, non riescono più a convincere i lavoratori a seguire la loro linea (che è quella del vaccino e lo hanno ribadito più volte) ma sono ''costretti'' a seguirli sul loro campo (in questo caso la protesta). 

 

Guarda, della Fiom-Cgil del Trentino, infatti spiega: ''Ciò che sta accadendo è che alcune aziende hanno scelto di pagare i tamponi ai propri dipendenti, altre no, altre ancora li pagheranno solo per alcuni lavoratori e non per altri, insomma regna il caos e l’ingiustizia. D’altronde, come si potrebbe pretendere dai privati una condotta coerente se persino la Provincia di Trento ha scelto di pagare i tamponi solo ad alcuni dipendenti provinciali (elicotteristi e sommozzatori) e addirittura il Governo ha suggerito alle società portuali di fare altrettanto coi loro dipendenti? Ma a cosa serve allora il Green Pass? Non per preservare la salute nei luoghi di lavoro: se fosse questo lo scopo, il costo dei tamponi sarebbe automaticamente a carico delle aziende, per legge, come qualsiasi altro dispositivo di protezione''.

 

E aggiunge: ''Oltretutto sarebbe uno strumento inefficace: finché tutti o quasi i lavoratori non saranno vaccinati, per evitare i contagi si dovrà continuare ad utilizzare le misure di distanziamento. L’obiettivo per cui il Governo ha introdotto il Green Pass in questo modo, coi tamponi a carico dei lavoratori, è quello di convincere più persone a vaccinarsi usando la leva economica. Obiettivo condivisibile. Non il mezzo. Per salvare vite, per scongiurare nuovi lockdown e relativi danni all’economia, si deve ridurre il rischio di saturare le terapie intensive. Ma allora non si capisce perché si è deciso di obbligare indirettamente a vaccinarsi i lavoratori di trenta o quarant’anni col mutuo da pagare e lasciare liberi di non vaccinarsi gli over 60 in pensione''.

 

Tutto giusto se non fosse che lo Stato il vaccino lo assicura gratis a tutti i cittadini, lavoratori e pensionati che siano. Non c'è discriminazione, non c'è disparità. Le disparità tra aziende, le condotte ingiuste, la logica del green pass se serve quale leva economica o sanitaria spariscono tutte non appena il cittadino/lavoratore/pensionato si fa fare il vaccino che è gratuito, semplice, sicuro, facilissimo da ottenere, garantito dallo Stato e dalla scienza mondiale. Insomma, com'è che fa Khaby Lame?

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