L'Adige, lettera dei giornalisti ad Ebner: ''Non possiamo pensare di vedere accostare una testata che per noi è patrimonio collettivo a una sola parte e visione politica''
I giornalisti de L'Adige hanno deciso di scrivere una lettera al proprio editore in occasione della cerimonia per i 70 anni del quotidiano. Durante la cerimonia è stato scoperto un bassorilievo che si trova vicino all'entrata del giornale

TRENTO. “Crediamo che l’indipendenza vantata ogni giorno in prima pagina debba essere ogni giorno perseguita, attuata e salvaguardata. Crediamo che sia questo l’unico modo per continuare a esistere, oggi e domani”. Sono queste alcune delle ultime righe che i giornalisti dell'Adige hanno deciso di scrivere in una lettera inviata l'editore Michl Ebner.
Una lettera dal contenuto importante che è stata consegnata in occasione della cerimonia per i 70 anni del quotidiano durante la quale Ebner ha anche ricordato la figura del fondatore del giornale Flaminio Piccoli, per il quale è stato posizionato un bassorilievo accanto all'ingresso del giornale.
''Non ci convince l’idea di legare il 20° anniversario della morte dell’onorevole Flaminio Piccoli (che per altro cadeva nel 2020) con il 70° anniversario della fondazione del giornale - scrivono -. Riteniamo infatti che, più che un accostamento simbolico, quello che si mette in atto rappresenti un accostamento politico che - se rispecchia indubbiamente la prima parte della storia dell’Adige e del Trentino tutto – dimentica completamente la seconda parte di questa storia e sicuramente quella di tutti i redattori che ancora lavorano qui''.
''Molti di noi - continuano - entrati giovani o giovanissimi quando il giornale fu salvato dal fallimento dall’avvocato Gelmi di Caporiacco e ripartì con grande fatica ma anche con grande slancio sotto la direzione di un direttore laico illuminato come Piero Agostini, hanno operato sempre e ogni giorno per far sì che l’aggettivo “indipendente” sulla testata non fosse solo una parola, ma un modo di operare, di presentarci ai lettori, di riempire i contenuti del giornale, riconosciuto per anni come fonte autorevole e completa di notizie. Un lascito che pensiamo e speriamo oggi sia di tutti perché ci ricordiamo bene di quando, anche in maniera gratuita, il nome dell’Adige veniva accostato a un simbolo e a un sistema politico che erano già profondamente in crisi, e ogni articolo veniva automaticamente bollato come “suggerito” o “di parte”.
Gran parte dei giornalisti che oggi lavorano nella redazione di via Missioni Africane hanno deciso di non partecipare all'evento. La lettera firmata da 27 giornalisti su 34 è stata pubblicata dal quotidiano online Salto.Bz, ecco l'articolo e la lettera completa.


















