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| 22 nov 2022 | 16:05

Università, la preoccupazione dei sindacati: "La politica provinciale piegata su interessi di corto respiro. E' stato dimenticato lo spirito di Kessler''

Il duro commento dei sindacati Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti dopo il discorso del rettore Deflorian: “L’obiettivo di un ateneo non può essere rispondere solo alle domande dell’oggi. Si deve guardare in prospettiva”

Università, la preoccupazione dei sindacati: La politica provinciale piegata su interessi di corto respiro

TRENTO. “Oggi la politica provinciale appare troppo piegata su interessi di corto respiro” usano queste parole i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti in merito all'attuale situazione dell'Università di Trento e al discorso pronunciato nelle scorse dal rettore Flavio Deflorian nel quale ha messo in risalto alcuni aspetti sui quali i sindacati hanno espresso le proprie preoccupazioni.

 

L’Università ha ancora un ruolo fondamentale per la crescita della nostra comunità. Il destino del Trentino è legato a filo doppio a quello dell’Ateneo per la sua capacità di far crescere competenze utili e la forza di attrarre nella nostra provincia talenti e specializzazioni che possono rendere un territorio piccolo e montano come il nostro più forte e competitivo.

 

“Un Trentino più solido passa anche da un’Università più forte – dicono Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. E’ sulla base di questa consapevolezza che tutti, istituzioni provinciali in primis, dovremmo recuperare lo spirito di Bruno Kessler che scelse di fondare in questa terra, allora povera, la prima facoltà di sociologia in Italia. Quella che allora poteva sembrare un azzardo si è dimostrata, invece, una scelta lungimirante e coraggiosa che puntava a dare gambe solide al futuro della nostra terra. Questo spirito, soprattutto nei palazzi della politica, si è affievolito ed è ora di recuperarlo, e con esso anche la capacità di programmazione e visione”.
 

Per i sindacati, vanno rafforzati i profili multidisciplinari dei percorsi didattici e di ricerca mettendo un focus sull’innovazione digitale e sulle tecnologie della sostenibilità ambientale spendibili sia in ambito produttivo, che sociale e sanitario. “L’obiettivo di un ateneo non può essere rispondere solo alle domande dell’oggi. Si deve guardare in prospettiva”.

E’ in questo senso che i sindacati auspicano un rafforzamento del ruolo dell’Università anche nell’ambito dell’organizzazione del lavoro, anche attraverso un coinvolgimento delle organizzazioni dei lavoratori nella governance . “Il mercato del lavoro è investito da profondi cambiamenti anche in termini organizzativi e stanno cambiando le attese delle lavoratrici e dei lavoratori, tra smart working e great resignation. Crediamo che l’ateneo possa diventare un punto di riferimento per elaborare nuovi modelli di relazioni industriali e di innovazione organizzativa che mettano al centro il capitale umano e consentano di declinare insieme crescita di produttività e qualità dell’occupazione. Su questo il Trentino ha una lunga strada da percorrere, anche per recuperare quella spinta innovativa che negli ultimi anni si è persa e per garantire davvero che sul territorio i giovani laureati all'Università di Trento trovino opportunità occupazionali di qualità”, concludono.

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