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Trento
13 maggio | 11:45

Rsa trentine, il segretario Uil Fpl Andrea Bassetti: "La politica deve accelerare le scelte: serve investire sui professionisti di oggi per attrarre quelli di domani"

Ad essere richiesto è che una parte degli accantonamenti provinciali venga destinata alla valorizzazione del personale delle Rsa pubbliche e private. Il sindacato: "È necessario investire anche sulle condizioni di lavoro, sulla gestione delle limitazioni alla mansione e dell’invecchiamento della popolazione lavorativa, sulla conciliazione e sul riconoscimento a livello mediatico del valore delle professioni di cura"

TRENTO. “In questi giorni ci si interroga sui bilanci in positivo e negativo delle RSA Trentine, farsi delle domande va sempre bene, ma ad un certo punto crediamo che sarebbe ora di agire accelerando le scelte nel breve e lungo periodo da parte della politica, ricordandosi che dietro i numeri ci sono professionisti che garantiscono quanto ne deriva”.

 

A dichiaralo è il segretario generale della Uil Fpl EE. LL. del Trentino Andrea Bassetti, che specifica come la ricerca “spasmodica” di recupero delle risorse economiche per fare utili “fa sorgere il dubbio che ancora non ci sia la volontà di tradurre nel pratico quanto da tempo sosteniamo: la necessità di investire sui professionisti di oggi per attrarre quelli di domani”.

 

E la “ricetta” per fare questo, dichiara Andrea Bassetti, ha ingredienti semplici e di facile reperimento: “Considerando i 3,9 miliardi di euro che la nostra Provincia ha disponibili come accantonamenti, una goccia di questi chiediamo che vengano destinati, nella prossima Legge di Assestamento PAT, per la valorizzazione del personale operante nelle RSA pubbliche e private Trentine, e inseriti nei capitoli delle trattative dei rispettivi rinnovi contrattuali Provinciali”.

 

Il segretario specifica poi come la necessità di aumentare le indennità specifiche del personale operante nelle RSA a vario titolo dovrebbe seguire la linea di principio secondo cui, nel sistema d’erogazione dei servizi sanitari ed assistenziali sul territorio, non dovrebbero esserci differenze retributive nei vari settori, bensì un allineamento che dia modo ai professionisti di decidere dove andare a lavorare senza il discrimine della retribuzione.

 

Per quanto riguarda invece l'uscita dei bandi di concorso nelle varie realtà Trentine, viene puntualizzato come questa dovrebbe essere una dinamica incentivata “nella certezza che se il dipendente gode di una retribuzione analoga al 'giardino del vicino', oltre che ad un'organizzazione rispettosa della conciliazione lavoro famiglia, difficilmente cambierà se non per variabili collegate ai carichi di lavoro, altro problema che potrebbe essere mitigato da un'attenta ed ottimizzata organizzazione tempo-lavoro, e diminuendo le variabili si aumenta l’attaccamento all’azienda, limitando il fuggi fuggi generale per sfinimento dell’inascoltato”.

 

Bassetti sottolinea poi come sul territorio siano presenti realtà lungimiranti, sia nel pubblico che nel privato, ma che questa attenzione deve essere incentivata e non demonizzata da chi ha paura di essere messo all’angolo e “che sarà costretto a chiedere anche quest’anno il risanamento del proprio bilancio alla Provincia”.

 

Alla luce dell'analisi, le richieste alla politica sono chiare: “Chiediamo che ascolti il personale e trovi gli strumenti di ricaduta, affinchè chi fa la differenza sia messo nelle condizioni di contagiare positivamente il vicino, quest’ultimo rubando gli aspetti migliori dell’organizzazione sul personale: quel personale a cui, garantendo servizi essenziali alla società ed agevolato nell’organizzazione del tempo lavorativo e personale, non basta solo una retribuzione maggiore. È necessario quindi investire anche sulle condizioni di lavoro, sulla gestione delle limitazioni alla mansione e dell’invecchiamento della popolazione lavorativa, sulla conciliazione e sul riconoscimento, a livello mediatico, del valore delle professioni di cura”.

 

“Riteniamo che in questo modo si possa, al tempo stesso, facilitare la permanenza del personale attivo e invogliare – conclude Andrea Bassetti – i giovani a scegliere questa delicata professione al fine ultimo del mantenimento di una qualità assistenziale e sanitaria superiore, da sempre riconosciuta alle strutture del nostro Trentino”.

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