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Trento
17 dicembre | 06:00

Carenza di medici e infermieri? Il Trentino si affida a chi va in pensione. L'Ordine: “Una scelta ragionevole ma l'obiettivo rimanga trovare nuove forze”

In consiglio provinciale è stato approvato un ordine del giorno che punta a valorizzare le professionalità sanitarie anche dopo il pensionamento, in risposta alle persistenti carenze di personale in  medicina generale, nelle guardie mediche e nei pronto soccorso. Sono già diversi i professionisti in pensione che proseguono l’attività. Con questo ordine del giorno si impegna alla Giunta provinciale a promuovere, tramite Apss, assunzioni a tempo determinato per garantire continuità, supportare i settori più critici e favorire il trasferimento di competenze alle nuove generazioni. Critiche le minoranze che hanno deciso di non partecipare al voto 

Carenza di medici e infermieri?

TRENTO. Assumere a tempo determinato medici, infermieri e tecnici sanitari già in pensione con l'obiettivo di contrastare la carenza di personale. L'obiettivo è contenuto nell'ordine del giorno  presentato dal consigliere della Lega Trentino Roberto Paccher e approvato nel corso della discussione sulla manovra economico-finanziaria provinciale 2026–2028 che è in corso in Consiglio provinciale

 

L'intenzione, in poche parole, è quella di “valorizzare le competenze” di chi va in pensione per rispondere alle criticità che si stanno registrando all'interno del sistema sanitario trentino.  La manovra di bilancio, spiega in una nota la Lega,  conferma un forte impegno della Pat sul fronte della sanità, sia attraverso investimenti strutturali sia mediante il rinnovo dei contratti del personale. Una scelta che mira da un lato a riconoscere adeguatamente il lavoro di chi opera quotidianamente nei servizi sanitari, dall’altro a rendere il territorio sempre più attrattivo per nuove professionalità in un contesto nazionale e internazionale segnato da una crescente competizione per il reclutamento di medici, infermieri e tecnici.

 

Il Trentino nel corso del 2026 si troverà davanti a importanti cambiamenti. Ci sarà l'avvio dell'Asuit che prenderà il posto dell’Apss e l’ingresso dei primi laureati della Facoltà di Medicina di Trento.  Cambiamenti che arriveranno mentre persistono criticità nel reperimento di personale soprattutto nella medicina generale, nelle guardie mediche e nei pronto soccorso, ambiti nei quali la continuità del servizio è essenziale per rispondere ai bisogni della popolazione.

 

“Il nostro sistema sanitario – spiega Paccher – dispone di un patrimonio di competenze maturate da professionisti che hanno dedicato decenni alla cura dei cittadini. Dopo il pensionamento queste professionalità vengono spesso intercettate dal privato, con il rischio di perdere un contributo prezioso proprio nel momento in cui il sistema pubblico ne avrebbe maggiore necessità. È doveroso valutare strumenti che permettano, volontariamente e in forme flessibili, di mantenere attive queste competenze al servizio della collettività”.

 

Con questa proposta si punta ad assumere a tempo determinato medici, infermieri e tecnici sanitari già in pensione, con particolare riferimento ai settori più esposti alle carenze di organico. “Questa iniziativa – conclude Paccher – rappresenta un atto di responsabilità verso il nostro sistema sanitario: significa riconoscere il valore dell’esperienza, garantirne la continuità e supportare un settore che sta attraversando una trasformazione decisiva. La Lega Trentino continua a lavorare per soluzioni concrete, nell’interesse dei cittadini e della qualità dell’assistenza”. L'ordine del giorno è stato approvato con le minoranze che hanno deciso di non partecipare al voto e con il consigliere del Pd, Paolo Zanella che lo ha definito "inutile e insensato" visto che vengono proposte cose "che già si fanno".

 

Sono decine e decine i professionisti sanitari che nei prossimi anni andranno in pensione.

 

A parlare di “scelta ragionevole” è il presidente dell'Ordine dei Medici Giovanni de Pretis che sottolinea, però, l'importanza di continuare a cercare nuove forze. “L'obiettivo – ha spiegato a il Dolomiti De Pretis - dovrebbe essere quello di trovare personale nuovo da assumere. Una scelta di questo genere, l'assunzione di personale in pensione, può essere ragionevole nel momento in cui io non trovo risposte ai bandi che vengono pubblicati”.

 

E' importante “fare il massimo sforzo per trovare nuovo personale e motivare" ha continuato il presidente dell'Ordine dei Medici. “Dopodiché la soluzione di cercare di mantenere chi è andato in pensione non è sbagliata. Due gli aspetti da considerare: non ci deve essere un obbligo e poi non deve trasformarsi, come già detto, in un freno all'assunzione e alla formazione dei medici giovani”.

 

Trattandosi poi di medici esperti, spiega ancora De Pretis, potrebbero essere impegnati per formare nuove leve.

 

“Quella che ci troviamo davanti è una battaglia che non si risolverà di certo nei prossimi cinque anni. Si potranno però limitare le criticità. L'idea di impiegare i professionisti in pensione non sarà una soluzione temporanea ma allo stesso tempo anche una presa d'atto che il problema esiste. In questo modo si potrà anche garantire una certa continuità a differenza di quello che succede con i cosiddetti gettonisti. In alcuni ruoli, come medicina d'urgenza, conoscere il sistema e garantire continuità è molto importante”.

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