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Trento
31 gennaio | 08:14

Medici in corsia fino a 72 anni, l'emendamento del governo contro la "grave carenza di personale". Brugnara: "Misura necessaria anche negli ospedali del Trentino"

Si tratta di una  proroga per lavoro in corsia fino a 72 anni su base volontaria pensata in particolare per contrastare l'emergenza personale. La presidente di Cimo-Fesmed Trentino: "Indispensabile per garantire la piena efficienza degli ospedali"

Medici in corsia fino a 72 anni, l'emendamento del governo contro la "grave carenza di personale"

TRENTO. Per far fronte alla “grave carenza di personale” nel servizio sanitario nazionale il Governo ha deciso di chiedere di prorogare fino al 31 dicembre 2026 la possibilità per ospedali e aziende sanitarie di trattenere o riassumere medici e sanitari già in pensione fino a 72 anni.

 

Una misura importante contenuta in un emendamento pensata per far fronte all'emergenza personale che attanaglia anche il Trentino. 

 

“Accogliamo con grande soddisfazione la presentazione, da parte del Governo, dell’emendamento” ha spiegato Sonia Brugnara, presidente della federazione Cimo-Fesmed Trentino.

 

"Si tratta di un intervento necessario – prosegue Brugnara – che rimedia a una grave svista contenuta nel decreto Milleproroghe, dove non era stata prevista la proroga delle norme che consentivano ai medici di continuare a lavorare fino ai 72 anni. Una misura fortemente richiesta dal nostro sindacato per far fronte alla grave carenza di personale che caratterizza anche gli ospedali del Trentino in determinate specializzazioni, e indispensabile per garantire la piena efficienza degli ospedali”. 

 

I medici avranno anche la possibilità di aiutare i colleghi più giovani vista l'esperienza maturata.  “I medici settantenni, infatti, non solo contribuiscono in modo determinante alla copertura dei turni, alleggerendo il carico di lavoro dei colleghi più giovani – ha continuato Brugnara - ma assicurano anche un livello elevatissimo di tutoraggio per i medici specializzandi. Nella professione medica, nessuna formazione teorica può sostituire il patrimonio di competenze e conoscenze maturato in decenni di esperienza sul campo, che deve essere trasmesso alle nuove generazioni e che sarebbe un peccato sprecare”.

 

L'auspicio, ha concluso la presidente di Cimo-Fesmed Trentino, è che “l’iter parlamentare del decreto sia il più rapido possibile consentendo a decine di colleghi, che altrimenti sarebbero pronti a rivolgersi alla sanità privata, di continuare a offrire il loro prezioso contributo alla sanità pubblica trentina”. 

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