Sanità, 10,7 milioni contro la fuga dei professionisti: fermeranno l’emorragia di personale? Aumenta la preoccupazione nelle Rsa: “Anche qui servono risorse”
La somma è contenuta nell'emendamento concordato con l'assessore Tonina e presentato dal governatore Fugatti in assestamento di bilancio. Il tentativo è anche quello di colmare le differenze economiche con Bolzano. L'Ordine degli Infermieri: "Ora questo primo importante segnale trovi piena attuazione, estendendosi a tutto il personale infermieristico della Provincia, compresi gli infermieri di Rsa, e che le direttive della Giunta Provinciale si traducano in un effettivo e sostanziale rafforzamento dell’indennità di specificità infermieristica"

TRENTO. “Il personale sanitario va valorizzato. Se ci si crede, non bastano solo le parole e sta alla politica intervenire”. Usa queste parole l'assessore provinciale alla Salute Mario Tonina, per commentare l'emendamento all'assestamento di Bilancio concordato e presentato dal governatore Fugatti, che mette in campo 10 milioni e 700 mila euro per il comparto sanità.
Una cifra non di poco conto, che dal mondo della sanità era molto attesa, vista la situazione drammatica che si sta vivendo e le sempre maggiori differenze che si stanno vedendo a livello di trattamento economico tra il personale sanitario che lavora in Trentino e quello che invece è impegnato a Bolzano. Differenze che, nel corso degli anni, hanno portato numerosi professionisti a cambiare strada e trasferirsi, lasciando le strutture provinciali e varcando il confine.
“Questo emendamento – ha spiegato l'assessore Tonina a il Dolomiti – è frutto delle interlocuzioni che abbiamo avuto negli ultimi mesi girando il territorio, ascoltando il personale e le parti sindacali. Abbiamo visto tutti l'emorragia di personale, in particolare infermieristico, registrata. Ci sono professionisti che se ne sono andati dopo il periodo pressante del Covid e c'era la necessità di intervenire in maniera importante”.
Lo stanziamento previsto nell'emendamento all'assestamento di bilancio, ha spiegato Tonina, è di 10 milioni e 700 mila euro, in aggiunta ai 3,5 milioni di euro che erano già stati stanziati per il personale sanitario e, in particolare, per gli infermieri.

Un tentativo, fatto dalla Provincia di Trento, di intervenire nell'ambito economico anche per affrontare le differenze che oggi ci sono con la Provincia di Bolzano, che già in passato aveva aumentato stipendi e gratifiche al personale della Sanità per affrontare, a sua volta, i trasferimenti in Austria o in Svizzera.
“Il personale deve essere gratificato anche dal punto di vista economico” spiega Tonina. “Sono state trovate le risorse per il personale, da quello infermieristico ai tecnici radiologi. Ma abbiamo anche previsto – continua Tonina – un'indennità per chi lavora di notte”.
L'assessore è impegnato in questi giorni ad affrontare anche la decisione del dirigente generale del Dipartimento Salute e Politiche Sociali, Antonio D'Urso, di lasciare il Trentino dopo appena 9 mesi dalla nomina. “Manterrà il suo ruolo fino a fine agosto. Nella giornata di mercoledì mi sono confrontato con il presidente e, nei prossimi giorni – spiega Mario Tonina – farò le valutazioni del caso per trovare la soluzione migliore”. L'assessore sembra escludere la necessità di un commissario. “Entro la fine di agosto – spiega – credo che arriverà la nuova scelta”.
“IMPORTANTE SEGNALE CHE DEVE TROVARE PIENA ATTUAZIONE”
Sull'emendamento a esprimere soddisfazione è il presidente degli Infermieri, Daniel Pedrotti. “Si tratta di una misura da tempo sostenuta dall’Ordine – spiega – che rappresenta un passo nella giusta direzione: riconoscere in modo tangibile le competenze, le responsabilità e il ruolo fondamentale che gli infermieri esercitano ogni giorno all’interno del Servizio Sanitario Provinciale” ha spiegato Pedrotti.
“Auspichiamo – continua – ora che questo primo importante segnale trovi piena attuazione, estendendosi a tutto il personale infermieristico della Provincia, compresi gli infermieri di Rsa, e che le direttive della Giunta Provinciale si traducano in un effettivo e sostanziale rafforzamento dell’indennità di specificità infermieristica”. Questa indennità, spiega sempre Pedrotti, istituita con la Legge 178/2020, rappresenta uno strumento giuridico fondamentale per il riconoscimento della specificità della professione infermieristica e del suo contributo insostituibile alla salute dei cittadini e alla tenuta complessiva del sistema sanitario.
A parlare di un “primo importante passo per ridurre il considerevole differenziale stipendiale con la Provincia di Bolzano, che ha fatto notevoli investimenti per la valorizzazione delle professioni sanitarie del comparto” sono Cesare Hoffer e Fabio Lavagnino di Nursing Up Trento. “Auspichiamo una celere approvazione del disegno di legge e un iter accelerato poi in Giunta, per indirizzare velocemente le nuove risorse economiche al tavolo della contrattazione in Apran per le finalità che l’assessore Tonina ha dichiarato. Chiederemo altre risorse nella legge di bilancio a fine anno, molti altri sono gli aspetti normativo-economici che devono essere migliorati nell’attuale contratto della sanità pubblica” concludono.
La Cisl Fp del Trentino, per voce del Segretario Generale Giuseppe Pallanch e della Segretaria del settore Apsp, Cindy Gallizzi, chiede con forza che, “vista l’importanza dell’emendamento sul comparto che mette a disposizione oltre 10 milioni di euro di risorse aggiuntive per la sanità, mantenendo invariate le risorse attualmente in campo, seguano risorse aggiuntive anche per il contratto del comparto Autonomie Locali, con particolare attenzione al settore delle Apsp, al fine di evitare sperequazioni sugli stessi profili sanitari e socio-sanitari”.
Un lavoro, quello del personale delle Apsp, che è “essenziale per la comunità trentina” spiega Pallanch, e per questo si ritiene “fondamentale che l’investimento sulla qualità dei servizi passi anche attraverso un riconoscimento concreto, tramite risorse aggiuntive”.
La preoccupazione non manca. Molti infermieri, infatti, che oggi lavorano nelle Rsa potrebbero decidere di passare nel sistema sanitario provinciale mettendo ulteriore pressione alla gestione delle strutture presenti sul territorio.
Si attende, conclude infine il segretario della Cisl Fp, l’avvio “dell’Osservatorio sul personale, poiché i lavoratori sono in difficoltà a conciliare vita e lavoro e sono in attesa di risposte sulla revisione dei parametri. Continueremo a sollecitare la Provincia affinché vengano previsti stanziamenti adeguati anche per questi lavoratori, nell’ottica di una valorizzazione equa di tutti i comparti del pubblico impiego”.














