Alla Sanità 10,7 milioni di euro, ma le Case di riposo restano a secco ed è allarme. Upipa: "Così esplode l’esodo dalle Rsa"
Il fatto che i colleghi in Apss guadagnassero più di quelli nelle Apsp era un problema grave, che alimentava l’esodo verso gli ospedali creando grandi difficoltà alle Case di riposo. La questione era stata risolta con l’ultimo bilancio provinciale ma ora si rischia di tornare indietro

TRENTO. “Un atto che crea un nuovo divario tra i professionisti che lavorano negli ospedali e i loro colleghi che, con pari professionalità e ruoli, lavorano nelle case di riposo”. Spiazza Upipa la scelta contenuta nell'emendamento sull'assestamento presentato dal governatore Fugatti, in collaborazione con l'assessore Tonina, che prevede lo stanziamento di 10,7 milioni di euro per l’aumento degli stipendi dei professionisti della sanità (QUI L'ARTICOLO).
Una scelta, come avevano già spiegato nelle scorse ore i sindacati, che deve seguire anche una particolare attenzione al settore delle Apsp, al fine di evitare sperequazioni sugli stessi profili sanitari e socio-sanitari. Ed è proprio da questo settore che oggi arriva l'allarme: “Incomprensibile il ritorno della disparità, che rischia di dare nuova spinta all’esodo dalle Apsp all’Apss” viene spiegato in una nota di Upipa.
In sostanza i soldi previsti nell'emendamento non portano alcun beneficio o gratifica al personale sanitario che lavora nelle Rsa e questo comporterebbe trovarsi davanti ad una situazione paradossale: persone con una qualifica uguale ma un trattamento economico diverso.
“Dobbiamo esprimere – spiega Michela Chiogna, presidente di Upipa - tutto il nostro stupore per un atto che crea un nuovo divario tra i professionisti che lavorano negli Ospedali e i loro colleghi che, con pari professionalità e ruoli, lavorano nelle Case di riposo”.
Questa differenza è stata per molti anni un punto debole del sistema e un punto cardine delle rivendicazioni. “Il fatto che i colleghi in Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari) guadagnassero più di quelli nelle Apsp (Aziende pubbliche di servizi alla persona) era un problema grave, che alimentava l’esodo verso gli ospedali – continua Chiogna - creando grandi difficoltà alle Case di riposo e che, dopo tanti anni, era stato risolto con l’ultimo bilancio provinciale. Quel documento, infatti, stabiliva finalmente una parità di salari doverosa e indispensabile”.
Nemmeno il tempo di abituarsi ed ecco che il divario viene ristabilito. “È un caso che ci sorprende perché – e lo abbiamo detto più volte – l’assessore Tonina in questi ultimi anni ha al contrario mostrato, verso le Apsp, attenzione e impegno, con una serie di provvedimenti che hanno affrontato e risolto anche molti aspetti tecnici e organizzativi” affermato la presidente di Upipa che chiede un impegno all'assessorato di colmare la disparità che si rischia di creare.
Questa situazione, continua “rischia di alimentare nuovamente un problema che davamo per risolto dopo anni e anni di istanze portate avanti dal sistema. Cogliamo l’occasione per dire, ma potremo tornarci in futuro, che da questo assestamento noi ci saremmo aspettati anche qualche indicazione per altri temi molto importanti per le Case di riposo, quali il confezionamento automatizzato dei farmaci e l’istituzione di una figura - nelle Apsp - capace di dare continuità di servizio anche al di fuori delle strutture” conclude Chiogna.














