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Trento
27 luglio | 06:00

Pioggia di soldi sulla sanità trentina, ecco a cosa serviranno oltre 14 milioni di euro. Tonina: "Tempi rapidi per misure concrete. Sicurezza? Useremo l'intelligenza artificiale"

Se ora sul tavolo è stato messo questo grosso importo, la sfida è quella di trasformarlo in azioni concrete in tempi brevi. Sulla bocciatura delle borse di studio per gli studenti iscritti al corso di laurea in infermieristica l'assessore spiega: "Mi assumo la responsablità politica. Non c'erano le condizioni, valuteremo nel prossimo bilancio perché è sicuramente un modo per essere più attrattivi"

Pioggia di soldi sulla sanità trentina, ecco a cosa serviranno oltre 14 milioni di euro

TRENTO. Oltre 14 milioni per la sanità trentina, soldi per i medici ospedalieri ma anche per il lavoro notturno degli Oss e tanto altro ancora. Una vera e propria pioggia di milioni sulla sanità trentina, ma la partita vera si gioca adesso: tra promesse, tavoli di contrattazione, contratti da chiudere e personale da trattenere sul territorio.

 

Il Consiglio provinciale, nella notte tra venerdì e sabato, ha approvato l’assestamento di bilancio. Ai 10,7 milioni di euro per il personale dell'Apss si devono aggiungere i 3,5 milioni già stanziati in precedenza. Soldi che dovranno andare ad aumentare stipendi, fermare le dimissioni, ridare dignità a chi regge il sistema.

 

Un'impresa non semplice. Se ora sul tavolo è stato messo questo grosso importo, la sfida è quella di trasformarlo in azioni concrete in tempi brevi. “Non è che, una volta deliberata, la somma vada a finire direttamente nelle tasche del personale. Cercheremo di sollecitare chi di dovere perché non voglio trovarmi a fine legislatura con delibere approvate tre anni prima e senza che abbiano potuto produrre effetti concreti”, ci spiega l'assessore alla Salute Mario Tonina. Gli interventi, per ora sulla carta, sono molti.

 

Assessore, partiamo dall'emendamento che è stato approvato: 10,7 milioni di euro per il personale sanitario dell'Apss. In che modo verranno usati questi soldi?
A questa cifra bisogna aggiungere i 3 milioni e 500 mila euro che erano già stati stanziati inizialmente e arriviamo quindi a 14,2 milioni.
Questi soldi serviranno agli infermieri e per eliminare il divario che c’è con Bolzano, dove già in passato sono intervenuti per trattenere il personale che si trasferiva in Austria o in Svizzera. Ci sono, purtroppo, infermieri che si sono licenziati a Trento per andare a lavorare in Alto Adige e fanno i pendolari. Questa, però, non è l’unica motivazione. A inizio legislatura ho avuto modo di visitare gli ospedali presenti sul territorio e le Rsa. Il personale mi ha chiesto di essere maggiormente valorizzato e considerato. Conoscono benissimo quanto prende oggi un infermiere e comprendo che non è possibile andare avanti così. I professionisti devono essere pagati. Stiamo parlando di un lavoro che è importante per tutta la comunità, con professionalità e umanità. Le parole non sono sufficienti, serve concretizzazione.

 

Scendendo nello specifico degli stanziamenti, quali sono i soldi messi in campo?
I soldi serviranno per arrivare a un aumento dell’indennità di specifica infermieristica da un compenso attuale di 131,02 euro al mese a 250 euro al mese, per un totale di spesa di 8 milioni e 800 mila euro. C’è poi l’aumento dell’indennità tutela del malato per professionisti sanitari, che va da 74 euro al mese a 200 euro al mese, con uno stanziamento di 5 milioni e 900 mila euro.
Infine, l’ultimo punto è l’aumento dell’indennità oraria per il lavoro notturno. Si passa da 2,96 euro l’ora a 4 euro, con una spesa totale di un milione e 500 mila euro.
Nella manovra si è data attenzione a tutto il personale. A partire dalle risorse per l’armonizzazione, con 8 milioni, ai soldi per i medici, con anche l’approvazione di un emendamento (2 milioni) che ha visto come primo firmatario Francesco Valduga. È poi stato approvato anche l’emendamento per 1,5 milioni di euro per il lavoro notturno degli Oss nelle Rsa.

Nei giorni scorsi si è discusso molto sui soldi stanziati e sull’assenza di risorse previste invece per il personale infermieristico che lavora nelle Rsa, con il rischio di un esodo verso il pubblico. L’assestamento è stato approvato e non è stato previsto nulla, perché?
In questo momento non abbiamo previsto nulla. Ma mi sono impegnato a verificare a dicembre se esistono ancora differenze tra gli stipendi degli infermieri che lavorano nelle Rsa e quelli nelle strutture pubbliche. Lo scorso anno avevamo messo 3 milioni di euro per equiparare gli stipendi del personale. Non è stato ancora attuato questo stanziamento perché c’è una contrattazione. La prossima settimana si dovrebbe chiudere e gli infermieri nelle Rsa potrebbero addirittura arrivare a prendere più degli infermieri ospedalieri. Se così non sarà, a dicembre vedremo di equiparare tutto.

 

E come mai non è passato l’emendamento a prima firma di Paolo Zanella, che prevedeva l’istituzione di borse di studio progressive per gli studenti iscritti al corso di laurea in infermieristica, vincolandoli a restare a lavorare in Trentino?
Mi dispiace, l’apertura l’avevo data. Poi, a un certo punto della discussione, purtroppo non c’erano più le condizioni necessarie. Vedremo prossimamente, mi assumo la responsabilità politica perché la cosa non si è concretizzata. Valuteremo nel prossimo bilancio, è sicuramente un modo per essere più attrattivi.

 

Un tema di non poco conto è quello della sicurezza negli ospedali. Nonostante gli interventi promessi in passato, nei giorni scorsi abbiamo assistito a due aggressioni. Cosa si intende fare?
Il protocollo siglato negli scorsi mesi e il decreto del governo ci hanno permesso di mettere in campo delle azioni. Basta pensare all’arresto immediato. È stato dato un segno importante. Al momento non è tutto risolto, ma si è impostato un lavoro e si cercherà nei prossimi mesi di migliorarlo. Il nostro impegno è quello di garantire la sicurezza a chi negli ospedali ci lavora e a chi usufruisce dei servizi. La nostra intenzione è quella di sfruttare maggiormente la tecnologia e anche l’intelligenza artificiale.

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