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Manifestazione a un anno dalla chiusura del Trentino: ''Ferita ancora aperta. Impegni dell'editore disattesi''. La replica della società: ''Fatto tutto il possibile''

Il 15 gennaio 2021 è stato chiuso il quotidiano Trentino e dopo 12 mesi il sindacato regionale e Fnsi sollecitano ancora un intervento della politica e ritornano a chiedere la dovuta attenzione agli amministratori pubblici per il rispetto degli impegni presi. Interviene anche la società editrice: "Decisione presa con grande rammarico dopo tutti gli investimenti fatti, le svariate iniziative messe in campo, le approfondite analisi e le valutazioni delle possibili alternative. Ma il Trentino perdeva 4.500 euro al giorno"

Di Luca Andreazza - 15 January 2022 - 12:28

TRENTO. "Una ferita ancora aperta e impegni disattesi". A un anno dalla chiusura del quotidiano Trentino, il comitato di redazione e il sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige hanno manifestato davanti all'ex sede del giornale in via Sanseverino. "Un colpo al pluralismo: oggi - dice Patrizia Belli di Assostampa - parliamo di monopolio dell'editoria e questo non fa bene all'informazione. Negli anni '70 e '80 ci sarebbero state le piazze piene per la chiusura di un'attività: c'è un venire meno nella lotta per i diritti".

 

Il 15 gennaio 2021 è stato chiuso il quotidiano Trentino e dopo 12 mesi il sindacato regionale e Fnsi sollecitano ancora un intervento della politica e ritornano a chiedere la dovuta attenzione agli amministratori pubblici "per il rispetto del piano di gestione degli esuberi - commenta Rocco Cerone - un impegno preso dalla società editrice Sie al Servizio lavoro della Pat il 9 febbraio 2021 per ottenere la Cigs a 0 ore dal Ministero del lavoro; un impegno finora disatteso: tre i colleghi ricollocati part time al sito web. Da parte nostra siamo pronti in qualsiasi momento a avviare le trattative con la proprietà per trovare una soluzione condivisa".

I giornalisti e collaboratori del Trentino hanno ricevuto la solidarietà e la vicinanza dell'Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige. "E' vergognoso che dopo un anno non sia stato risolto ancora nulla. Si parla della possibilità di aprire un nuovo quotidiano: l'auspicio è che questo avvenga per ristabilire la pluralità dell'informazione e mettere fine a questo dominio altoatesino", dice la presidente Lissi Mair mentre il consigliere Gianfranco Benincasa aggiunge: "Il 2021 è stato un anno tragico per l'editoria: il Trentino è stato chiuso e si è deciso di tagliare la terza edizione del Tg regionale della Rai. E' necessario riformare la legge  del '63 altrimenti questa professione è destinata a sparire". Per l'Ordine presente anche Alessandra Saletti.

 

Una delegazione è stata ricevuta in piazza Dante dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, e subito dopo la manifestazione i rappresentanti del quotidiano sono stati accolti dal sindaco di Trento, Franco Ianeselli.

Il sindacato e il Cdr del quotidiano hanno ripercorso la vicenda che ha portato all'improvvisa chiusura del Trentino. "L’affermazione della Sie, presieduta da Orfeo Donatini, di proprietà di Michl Ebner, secondo la quale il giornale - aggiunge Cerone - non è stato chiuso dalla sera alla mattina è temeraria e smentita dal Giudice del lavoro di Trento, Giorgio Flaim che, con sentenza del 18 giugno 2021, ha condannato la società editrice per comportamento antisindacale proprio per non aver fornito al comitato di redazione il tempo per consentire l’informativa necessaria per potere esprimere pareri e formulare proposte, una sentenza passato in giudicato perché non appellata".

Un momento per raccogliere anche diverse testimonianze per ricordare come la chiusura del quotidiano sia arrivata all'improvviso e dopo una serie di rassicurazione da parte dell'editore. "Si commenta da solo il riferimento da parte di Sie che i collaboratori non avrebbero perso il posto di lavoro - prosegue Cerone - in quanto appunto solo meri collaboratori. Ebbene, si può dire che l'azienda conferma quanto il sindacato dei giornalisti afferma da anni: chi lavora per una testata come collaboratore e spesso con compensi minimi non ha un posto di lavoro".

 

Solidarietà è stata espressa agli 11 giornalisti rimasti in cassa integrazione a zero ore e agli altri collaboratori rimasti senza lavoro anche da Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl), Walter Alotti (Uil) e Luca Oliver (Acli) intervenuti alla manifestazione: "E' importante tenere alta l'attenzione su questa vicenda. Oltre ai posti di lavoro andati persi, c'è stato un depauperamento per la società. L'ipotesi che possa aprire un nuovo quotidiano con nuove modalità per reggere il mercato è importante".

 

Nelle scorse ore la società Sie è intervenuta per "confermare il grande rammarico per la difficile e sofferta decisione presa, dopo tutti gli investimenti fatti, le svariate iniziative messe in campo, le approfondite analisi e le valutazioni delle possibili alternative". L'editore propone un riepilogo e ricorda "il lungo e travagliato processo che ha portato alla chiusura della testata".

 

 

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