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| 28 feb 2023 | 19:50

Protesta di anestesisti e rianimatori, la replica: “Non è vero che Apss non sta dando risposte, nella finanziaria assegnate somme necessarie per la chiusura del contratto”

L'Azienda provinciale per i servizi sanitari ha replicato alla nota del sindacato Aaroi Emac Trento, che ha annunciato oggi l'avvio di una protesta nella quale anestesisti e rianimatori del Trentino rinunceranno alle attività aggiuntive a pagamento: “Apss ha più volte dato segnali di apertura e di confronto”

Protesta di anestesisti e rianimatori, la replica: “Non è vero che Apss non sta dando risposte
di Redazione

TRENTO. Protesta di anestesisti e rianimatori in Trentino, dall'Azienda sanitaria arriva la replica al sindacato Aaroi Emac Trento: “Apss ha dato più volte segnali di apertura e di confronto e nella finanziaria del dicembre scorso sono state già assegnate le somme necessarie per la chiusura del contratto”. Come anticipato infatti (Qui Articolo), anestesisti e rianimatori hanno annunciato oggi una “protesta legittima che si è resa necessaria a causa del mancato dialogo da parte di Apss: dopo oltre un anno di trattative fumose con l'Azienda sanitaria, infatti, gli anestesisti rianimatori del Trentino hanno deciso di rinunciare alle attività aggiuntive a pagamento per ottenere il rispetto delle norme contrattuali nella formulazione dei turni di lavoro e chiedere l'atteso adeguamento del contratto 2016-2018, fermo da anni e già scaduto”. Una situazione i cui effetti si stanno già vedendo (Qui Articolo), con alcuni pazienti che avrebbero già ricevuto la sospensione di interventi programmati.

 

In merito, proprio alla nota del sindacato Aaroi Emac, dice l'Azienda sanitaria (“uscita sorprendentemente alcune ore prima della convocazione già prevista per oggi alle ore 16”): “Preme fare alcune necessarie precisazioni. Innanzitutto Apss ha dato più volte segnali di apertura e di confronto con tutte le organizzazioni sindacali, tra cui anche il sindacato maggiormente rappresentativo degli anestesisti con i quali, non ultimo nel tardo pomeriggio di oggi, si è incontrata concordando la definizione di una linea di confronto per il mese di marzo che sarà declinata nei prossimi giorni, a fronte di alcuni approfondimenti che entrambe le parti si sono riservate di fare”.

 

Per le autorità sanitarie dunque: “Non corrisponde al vero, quindi, l’affermazione che Apss non stia dando risposte alle istanze del sindacato Aaroi Emac. A fronte di una specifica richiesta inoltrata la scorsa domenica 19 febbraio con cui il sindacato ribadiva una sua un’interpretazione dell’orario di

lavoro contrattuale chiedendo un celere riscontro, Apss il 24 febbraio chiariva che l’interpretazione non poteva essere accolta e ciononostante si rendeva disponibile già per il 1° marzo, data in cui era pianificata una riunione sindacale su un’altra tematica, ad aprire un tavolo di confronto con tutte le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, trattandosi evidentemente di materia riguardate tutti i professionisti medici di Apss”.

 

Inoltre, continua l'Apss: “Va evidenziato che per Apss il confronto svoltosi con i rappresentanti sindacali della maggior parte degli anestesisti nel corso del 2022 è tutt’altro che fumoso, in quanto si sono cercate soluzioni condivise per rispondere alle richieste del sindacato, avendo però come elemento centrale la garanzia della continuità e qualità dei servizi erogati e quindi la salute della popolazione trentina”.

 

L'azienda sanitaria tocca poi il tema della richiesta di adeguamento del Ccpl 2016-2018 al contratto nazionale: “Precisato che si tratta di una competenza della Provincia autonoma di Trento e di Apran, Aaroi ben sa che venerdì scorso la Giunta provinciale ha approvato la delibera 332 con cui ha fornito le direttive che avviano la trattativa in Apran, avendo già assegnate nella finanziaria del dicembre scorso le somme necessarie per la chiusura del contratto. Lo stanziamento consente al contratto provinciale di tornare ad essere complessivamente migliorativo rispetto al contratto

nazionale”.

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