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| 28 feb 2023 | 11:42

Sanità, la protesta di anestesisti e rianimatori in Trentino: “Rinnovo del contratto e turni extra, l'Apss ci dia risposte". Stop alle attività aggiuntive a pagamento

Le richieste degli operatori: “Ottenere il rispetto delle norme contrattuali nella formulazione dei turni di lavoro e l'atteso adeguamento del contratto 2016-2018, fermo da anni e già scaduto”

Sanità, la protesta di anestesisti e rianimatori in Trentino: “Rinnovo del contratto e turni extra, l'Apss ci dia risposte

TRENTO. “La nostra protesta inizierà il primo marzo e proseguirà finché non otterremo risposte concrete dall'Azienda sanitaria”. Sono queste le parole con le quali il presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani ed emergenza area critica di Trento, Luca Filetici, annuncia l'iniziativa degli operatori nelle strutture ospedaliere del territorio provinciale, in attesa “di un segnale di apertura e di dialogo da parte dell'Azienda sanitaria”, con la quale è in programma un primo incontro sulla questione nella giornata di oggi (martedì 28 febbraio).

 

“E' bene sottolineare – precisano subito dall'associazione – che non si tratta di uno 'sciopero', ma di una protesta legittima che si è resa necessaria a causa del mancato dialogo da parte di Apss: dopo oltre un anno di trattative fumose con l'Azienda sanitaria, infatti, gli anestesisti rianimatori del Trentino hanno deciso di rinunciare alle attività aggiuntive a pagamento per ottenere il rispetto delle norme contrattuali nella formulazione dei turni di lavoro e chiedere l'atteso adeguamento del contratto 2016-2018, ferma da anni e già scaduto”.

 

L'obiettivo alla base della 'protesta', dicono anestesisti e rianimatori, è chiaro: “Pretendere che la qualità e la sicurezza assistenziale, soprattutto negli ospedali di valle, venga garantita. Ad oggi, infatti, la sicurezza assistenziale e la qualità del servizio è stata sempre garantita aumentando il carico di lavoro degli anestesisti rianimatori, con gli operatori che hanno dimostrato una disponibilità costante a farsi carico di lavoro aggiuntivo per tappare ogni falla nel sistema. Questo ha prodotto stanchezza, nervosismo e frustrazione per il trattamento ricevuto”.

 

Proprio per questo gli operatori nelle strutture ospedaliere trentine hanno messo in campo la loro forma di 'protesta' dopo aver espresso il loro disagio “in tempi non sospetti”, rinunciando ad ogni impegno aggiuntivo a pagamento “mantenendo altresì inalterato l'impegno al lavoro contrattualmente previsto, al fine di non mandare a collasso il sistema. La richiesta all'Apss è sempre la stessa: adeguare la formulazione dell'orario di lavoro alla normativa contrattuale di lavoro e permettere agli operatori di operare in totale sicurezza". Gli anestesisti rianimatori, attraverso Aaroi Emac, confermato altresì la disponibilità a garantire l'attività di urgenza/emergenza e le attività chirurgiche indifferibili al fine di "non mettere in difficoltà i colleghi e garantire la continuità di cure alla popolazione".

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