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| 23 set 2024 | 20:07

Sciopero della sanità privata, Cisl e Uil: "Da anni chiediamo la revoca dell'accreditamento alle aziende che non rinnovano i contratti"

I sindacati sollecitano Aris, Aiop e Aris Rsa a riprendere le trattative. "In Trentino si parla di oltre 1.500 lavoratrici e lavoratori operativi quotidianamente nelle strutture convenzionate: servizi che permettono di ridurre le lista di attesa e garantire le cure a costi accettabili"

Sciopero della sanità privata, Cisl e Uil: Da anni chiediamo la revoca dell'accreditamento alle aziende che non rinnovano i
di Redazione

TRENTO. "E' da anni che chiediamo che si revochi l'accreditamento alle aziende che non rinnovano i contratti o che interpretano in maniera temeraria gli accordi". Queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, e di Giuseppe Varagone, segretario della Uil Sanità. "Le parti datoriali utilizzano le lavoratrici e i lavoratori per strappare termini migliori, senza però alcun beneficio per gli operatori. Si deve dire basta a questo meccanismo".

 

Oggi, lunedì 23 settembre, le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata hanno scioperato per manifestare contro il blocco, ormai decennale, dei contratti. "Una manifestazione molto partecipata dalle nostre sigle", proseguono Cisl e Uil. "Sintomo del malessere che serpeggia nel comparto, un settore che ormai boccheggia in attesa di risposte".

 

I sindacati sollecitano Aris, Aiop e Aris Rsa a riprendere le trattative. "In Trentino si parla di oltre 1.500 lavoratrici e lavoratori operativi quotidianamente nelle strutture quali San Pancrazio e San Camillo, Eremo, Villa Regina, Villa Bianca, Solatrix, la Cooperativa Villa Maria e il Centro Franca Martini: servizi che permettono di ridurre le lista di attesa e garantire le cure a costi accettabili".

 

Nonostante la professionalità e il grande impegno, "però i contratti sono fermi con una forte disparità verso i colleghi. E' una situazione inaccettabile. E' ora che la politica intervenga e che revochi l'accreditamento se una parte datoriale è inadempiente. Non ci può essere una concorrenza sleale interna", concludono Pallanch e Varagone.

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