Ospedale San Camillo in crisi? I sindacati confermano le difficoltà economiche e chiedono trasparenza: “Non accetteremo tagli ai posti di lavoro”
I sindacati confermano lo sciopero del 22 maggio con la manifestazione che sosterrà anche a Trento il diritto di veder rinnovato il contratto collettivo fermo da ben 6 anni

TRENTO. “Confermiamo le preoccupazioni sulla tenuta dell’ospedale San Camillo”. A dirlo Alberto Bellini (Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl) e Giuseppe Varagone (Uil Fpl) a seguito dell'intervento di un dipendente sulla stampa, Marco Maines, che ha parlato di notizie false sul defoult della struttura.
L'allarme era stato lanciato nei giorni scorsi dai sindacati (Qui l'articolo) spiegando che “l'attuale crisi finanziaria del San Camillo, non è responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori. Il contratto non viene ormai rinnovato da sei anni e ci sono state scelte discutibili da parte della governance".
A fronte di chi tenta di smentire la situazione ad intervenire nuovamente sono i sindacati. “E’ stato durante l’ultimo incontro con i vertici della congregazione che sono state confermate le tensioni finanziarie e una pesante situazione che di bilancio che hanno richiesto il coinvolgimento di un team di esperti e di un procuratore per gestire la situazione”.
Cgil, Cisl e Uil spiegano di prendere atto “dell’intervento di un dipendente Marco Maines che non era presente alla riunione e non capiamo a quale titolo sia intervenuto ma confermiamo le nostre preoccupazioni e la necessità di salvaguardare l’organico e un presidio importante per la città”.
Nell’ultimo incontro le difficoltà finanziare sono state confermate dai vertici del San Camillo, così come l’aver predisposto un piano di rientro per cercare di fronteggiare l’esposizione. “Purtroppo tante domande sono rimaste senza risposta”, evidenziano Bellini, Pallanch e Varagone. “Il danno di immagine viene prodotto da chi gestisce male una struttura e mette a rischio, senza rinnovare i contratti, i salari”.
Il rischio ulteriore è “il ricorso a processi razionalizzazione dei posti di lavoro. Non possiamo accettare questa possibilità. Non ci stiamo e chiediamo che l’ospedale renda conto alle istituzioni politiche e ecclesiastiche della situazione”.
Anche per questo “confermiamo lo sciopero del 22 maggio con la manifestazione che sosterrà anche a Trento il diritto di veder rinnovato il contratto collettivo fermo da ben 6 anni. Una vergogna senza fine. Altro che danno di immagino”, concludono Bellini, Pallanch e Varagone.














