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Trento
20 dicembre | 08:20

Ospedale San Camillo, l'ordine religioso in difficoltà economiche? Interviene la Pat e compra l'immobile a 25,8 milioni di euro

Rimane il nodo del personale sottolineato già nei giorni scorsi da parte dei sindacati. Il consigliere Walter Kaswalder: "La qualità delle strutture e dei servizi non si misura solo dalle facciate o dalle certificazioni, ma dal rispetto effettivo dei diritti di chi vi lavora"

TRENTO. L'ordine religioso proprietario della struttura è in difficoltà economica? Arriva la Provincia. E' il caso dell'ospedale San Camillo di Trento. 

La Giunta provinciale nelle scorse ore, ha approvato la delibera proposta dall’assessore al patrimonio Simone Marchiori per l’acquisto dell’immobile che si trova in via Giovanelli. Stiamo parlando di 25,8 milioni di euro che la Pat ha deciso di pagare. 

“Una scelta maturata con l’obiettivo primario di garantire, anche a fronte delle difficoltà economiche affrontate dall’ordine religioso proprietario della struttura, la permanenza e la continuità dei servizi al cittadino offerti da un presidio ospedaliero fondamentale per la città di Trento e il Trentino, sia oggi con il Santa Chiara in funzione che in futuro con il nuovo Polo ospedaliero universitario” ha spiegato l’assessore Marchiori in conferenza alla presenza dell’assessore alla salute e politiche sociali Mario Tonina, nonché dei dirigenti generali Mauro Groff e Andrea Ziglio. 

 

Ad oggi la gestione è in capo all’Istituto delle Figlie di San Camillo e continuerà a rimanere tale. “La struttura privata accreditata continuerà ad erogare i propri servizi sulla base degli accordi in vigore con Apss, senza alcuna interruzione. L’acquisto riguarda infatti solo l’aspetto immobiliare della struttura”.

 

Nelle scorse settimane i sindacati avevano sottolineato come "la grave situazione economica dell'istituto, che ha portato al rischio default, non è una novità: l'allarme era già stato lanciato con forza lo scorso maggio” (QUI L'ARTICOLO). Ribadendo che non si tratta solo di una transazione immobiliare ma del futuro dei lavoratori e delle lavoratrici che operano nella struttura e che vivono da troppo tempo nell'incertezza.

 

Oltre quelle mura ci sono persone, professionisti e cittadini che attendono risposte da troppo tempo. La politica deve tornare a essere garante della dignità del lavoro” afferma attraverso una nota anche il consigliere provinciale Walter Kaswalder. 

 

Per il consigliere “La qualità delle strutture e dei servizi non si misura solo dalle facciate o dalle certificazioni, ma dal rispetto effettivo dei diritti di chi vi lavora. E' inutile mostrare facciate splendenti o strutture d'eccellenza se al loro interno si ignora il valore umano e si calpesta il diritto a un contratto giusto”.

 

Kaswalder chiede che la Pat si faccia “garante della stabilità occupazionale e degli accreditamenti, che devono essere legati indissolubilmente alla qualità del lavoro e non solo a parametri burocratici. Il coinvolgimento diretto di chi rappresenta i lavoratori è l'unica via per evitare che queste operazioni diventino solo speculazione”.

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