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Lettera al ministro per la Transizione Ecologica da Bruxelles per una maggiore tutela dei lupi

L'invito dell'eurodeputata dei Verdi Eleonora Evi è stato accolto dalla commissione del Parlamento Europeo che ha incontrato anche i rappresentanti della petizione per la protezione di questi animali 'Save our Wolves International'. Il tutto mentre Trento e Bolzano chiedono all'Ispra nuove linee guida per la gestione per poter arrivare anche al prelievo o all'uccisione di alcuni esemplari (salvo godere di scarsa credibilità per come sono state gestite le vicende legate agli orsi e a M49, M59, gestione danni e Casteller in particolare)

Pubblicato il - 26 febbraio 2021 - 12:54

BRUXELLES. ''Il ministro per la Transizione Ecologica Cingolani, porti avanti la tutela dei nostri lupi e rispetti gli impegni richiesti dalla Commissione europea nella Strategia sulla biodiversità 2030''. Questa l'eurodeputata dei Verdi, Eleonora Evi su Twitter che ieri è intervenuta in commissione al Parlamento Europeo chiedendo "l'invio di una lettera alle autorità italiane, in particolare al nuovo ministro per la transizione ecologica perché la tutela del lupo in Italia possa avanzare senza battute d'arresto". 

 

La commissione, come spiega l'Ansa, ha condiviso l'iniziativa di Evi mentre ha analizzato la petizione dell'organizzazione per la protezione dei lupi 'Save our Wolves International'' che già nel 2017 avevano raccolto 170,000 firme contro il piano dell'ex ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. Stefania Falcon, una delle rappresentanti dell'organizzazione di difesa del lupo, ha sottolineato che i rischi maggiori per questi straordinari e importantissimi, per la biodiversità dei luoghi in cui vivono, animali restano bracconaggio e ibridizzazione della specie, dovuta alla diffusione dei cani randagi ma rischiosa per il patrimonio genetico dei lupi.

 

Insomma l'intenzione da Bruxelles sembra quella di aumentare le tutele per i lupi italiani non certo ridurle come invece hanno chiesto in pompa magna, pochi giorni fa, le provincie di Trento e Bolzano che hanno inviato all'Ispra nuove linee guida per la gestione che prevedono, come già per il lupo, la possibilità di prelievo e abbattimento come extrema ratio. Un primo minuscolo passo perché se per l'orso esiste già un Pacobace chiaro in tal senso, per il lupo andrebbe comunque strutturato un piano condiviso di gestione con livelli di guardia, criteri e azioni da intraprendere (QUI APPROFONDIMENTO).

 

E c'è da sottolineare che la pessima gestione della Provincia di Trento dell'orso negli ultimi due anni di governo leghista, con M49 che viene catturato, scappa, riviene catturato, riscappa etc., l'imprigionamento di M59, i mandati di cattura per orsi sconosciuti e altri con cuccioli al seguito, le polemiche sulle modalità di reclusione di questi animali e, comunque, l'assenza di tutele per le attività agricole e di allevamento, non giocano a favore di una riforma della gestione che parta proprio da certi amministratori.

 

Tutto questo mentre la civiltà e il mondo tendono sempre di più a tutela e rispetto dalla natura e addirittura è stato creato un ministero ad hoc per la transizione ecologica. Forse sarà davvero il caso che le amministrazioni locali si spendano per il loro territorio mettendo in atto operazioni di tutela delle attività di montagna con sistemi di prevenzione, informazione e risarcimento lasciando un minuscolo spiraglio anche a drastiche soluzioni come abbattimento e prelievo in casi davvero estremi ma che ad oggi non sono nemmeno preventivabili vista l'assoluta assenza di pericolo per l'uomo legata alla presenza degli attuali esemplari.

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