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| 26 apr 2023 | 17:04

Dai corridoi faunistici, al piano comunicazione, dal monitoraggio con radiocollari ai cassonetti anti-orso: ecco cosa hanno proposto al ministro Lav e Oipa

Di fatto le associazioni animaliste che oggi al ministero dell'ambiente hanno discusso del caso orsi in Trentino hanno portato una serie di proposte che ricalcano quanto non ha fatto in questi ultimi anni di gestioni Fugatti la provincia di Trento: ''Nei rappresentanti del ministero sponda motivata e interessata alla tutela della fauna sinora malgestiti dalla Pat''

Dai corridoi faunistici, al piano comunicazione, dal monitoraggio con radiocollari ai cassonetti anti-orso
di Redazione

TRENTO. ''Abbiamo trovato nei rappresentanti del Ministero una sponda motivata e interessata alla tutela della fauna e in particolare dei grandi carnivori, sinora malgestiti della Provincia autonoma di Trento, come le tristi cronache attestano''. Così l'Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) traccia un bilancio più che positivo dell'incontro avvenuto al Ministero dell’Ambiente per discutere del caso orsi in Trentino con le associazioni ambientaliste e animaliste. E all'Oipa si aggiunge la Lav (Lega anti vivisezione) che aggiunge: ''Abbiamo portato al tavolo numerose proposte concrete che possono essere applicate fin da subito sul territorio provinciale, fra cui quelle che la Provincia avrebbe dovuto realizzare da tempo e che invece ha tenuto in un cassetto con l’obiettivo di prevenire quanto più possibile gli incidenti fra orsi e cittadini''.

 

Nel dettaglio l'Oipa era rappresentata da Alessandro Piacenza (responsabile Fauna selvatica) e Claudia Taccani (avvocato responsabile dell’Ufficio legale). L’Oipa, come anticipato nel corso della riunione, invierà a breve le proprie osservazioni e analisi, redatte anche sulla base delle informazioni e delle proposte dei propri delegati trentini, in vista della messa punto del Piano strategico per la gestione degli orsi e di tutti gli animali selvatici che il Ministero ha intenzione di realizzare in tempi brevi attraverso una propria task force.

 

''Siamo molto soddisfatti dell’incontro di oggi - si legge in una nota dell'Oipa - Il tema della convivenza con gli animali selvatici è cruciale e noi contribuiremo a questo fondamentale lavoro sulla base di valutazioni scientifiche, com’è giusto che sia. È ora di voltare pagina e auspichiamo che questo incontro sia solo il primo nell’ambito di un’interlocuzione necessaria che rappresenti gli interessi degli animali selvatici. Le associazioni a tutela degli animali, e i selvatici sono un “bene demaniale”, rappresentano interessi diffusi in capo a tutta la collettività''.

 

Poi le considerazioni più strettamente legate alla gestione della Provincia di Trento. La Lav spiega che in questi giorni in cui l’Amministrazione trentina dimostra tutta la sua impreparazione e incapacità nel rispondere alle legittime preoccupazioni dei suoi concittadini, aizzando lo scontro frontale fra trentini e resto del mondo, la Lav ha risposto proponendo al Ministero dell’Ambiente fra le diverse possibili azioni anche un intervento immediato  per l’attuazione del progetto di comunicazione che ha l’obiettivo generale dichiarato di “aumentare l’accettazione sociale nei confronti dell’orso”, redatto nel 2016 dal Parco Adamello Brenta in collaborazione con il Muse e il settore Grandi Carnivori della Provincia di Trento che non è mai stato implementato.  

 

''Finora - aggiunge l'Oipa - il presidente della Provincia di Trento Fugatti, troppo preso a compiacere una minoranza che rappresenta il suo bacino elettorale, sembra essersi mosso con estrema “disattenzione”. Il risultato è stata un’inefficiente armonizzazione delle istanze della comunità con il compito di tutela della fauna che è in capo a qualsiasi amministratore. Che l’opinione pubblica sia dalla parte degli orsi lo testimonia il sondaggio Swg che proprio oggi attesta che per il 64% non è giusto abbattere JJ4, l’orsa attualmente al Casteller di Trento a seguito della morte di Andrea Papi. È ora di aprire un nuovo capitolo, etico e scientifico, a difesa anche della vita della fauna selvatica. Gli strumenti ci sono, basta applicarli''.

 

Tra questi, cita l'Oipa, i corridoi ecologici che consentano una naturale dispersione degli esemplari, una capillare raccolta dei rifiuti tramite cassonetti anti-orso, una corretta informazione e comunicazione alla popolazione, residente e non, un serio monitoraggio in tempo reale tramite radiocollari.

 

''Ora - conclude Massimo Vitturi, responsabile Lav, Animali Selvatici - chiediamo che il Ministero dell’Ambiente dia seguito quanto prima alle nostre proposte facendosi carico delle aspettative che tutta Italia ripone per salvare gli animali e garantire la sicurezza di tutti. I cittadini e gli orsi trentini non possono più essere ostaggio di improvvisazioni o peggio di lassismo che riattizza posizioni estremiste e ideologiche anti-orsi. Solo adottando comportamenti consapevoli si può ridurre il rischio di incontro con un orso e le possibili conseguenze, ma è anche necessario che il Ministero collabori con la Provincia di Trento perché siano finalmente sviluppati i “corridoi ecologici”, quelle infrastrutture ambientali, cioè, che favoriscono lo spostamento degli orsi in maniera naturale facilitando la dispersione nei territori limitrofi''. 

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