Mattarella concede la grazia all'attentatore altoatesino Oberleiter. Urzì: "Esempio di sconfitta della rabbia antitaliana e della follia secessionista''
Nell'adottare il provvedimento il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha tenuto conto del fatto che i suoi atti criminosi non hanno provocato decessi, del ravvedimento del condannato. Il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia: "La lettera di pentimento e di ripudio della violenza da parte di Oberleiter, le scuse alle vittime, sono l’ammissione di una sconfitta personale e politica del secessionismo, quello armato ma anche di quello politico”

BOLZANO. A Oberleiter Heinrich Sebastian, nato nel 1941, è stata concessa la grazia relativa alla pena dell'ergastolo che aveva ricevuto per la partecipazione ad atti terroristici compiuti in Alto Adige tra il 1966 e il 1967.
Oberleiter è uno dei superstiti del gruppo dei cosiddetti "bravi ragazzi della valle Aurina" ritenuti responsabili di alcuni dei più gravi atti di terrorismo compiuti dagli irredentisti sudtirolesi negli anni '60. Oberleiter aveva presentato formale richiesta di grazia, a cui la Procura di Brescia alcuni anni fa ha dato parere positivo.
Nell'adottare il provvedimento il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha tenuto conto del fatto che i suoi atti criminosi non hanno provocato decessi, del ravvedimento del condannato che, in una dichiarazione allegata alla domanda di grazia presentata dai figli, ha espresso ripudio della violenza e forte rammarico per le vittime di tutti gli attentati di quel periodo e per il dolore arrecato alle loro famiglie, della sua età, del parere favorevole del Procuratore Generale competente e del perdono concesso dalle due persone offese che è stato possibile interpellare nel corso dell'istruttoria, nonché della condizione di generale concordia da tanto tempo raggiunta a distanza da quella stagione.
Sul provvedimento di grazia ad intervenire è stato Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia. “Nessuna grazia, in Italia, senza pentimento e senza ripudio del metodo violento usato negli anni della strategia della tensione secessionista: è la lezione che ha dato il Capo dello Stato graziando Heinrich Sebastian Oberleiter, condannato per la partecipazione ad azioni terroristiche antitaliane compiute in Alto Adige tra il 1966 e il 1967”.
Ora che il provvedimento è stato assunto, spiega Urzì, è lo stesso Quirinale “a rendere noto che il Presidente della Repubblica (non lo si sapeva precedentemente) ha tenuto conto del 'ravvedimento del condannato'. Esattamente quello che chiedevamo da anni”.
Oberleiter si è rivolto alla più alta carica della Repubblica Italiana, “ossia quella Repubblica contrastata negli anni della sua giovinezza con la violenza, un atto di riconoscimento politico che condanna definitivamente la stagione del secessionismo politico. La clemenza del capo dello Stato italiano è la espressione pura della superiorità italiana di fronte all’odio ed alla rabbia cieca che animò le follie secessioniste del tempo. La lettera di pentimento e di ripudio della violenza da parte di Oberleiter, le scuse alle vittime, sono l’ammissione di una sconfitta personale e politica del secessionismo, quello armato ma anche di quello politico” con continuato il coordinatore di Fratelli d'Italia.
“Con questo atto Oberleiter – conclude Urzì - smette di essere un simbolo del radicalismo e si trasforma in un esempio della sconfitta della rabbia antitaliana e della follia secessionista. Unico rammarico: il sapere mai scontato nemmeno un giorno di carcere. Ma la vita lo ha condannato egualmente ad un destino che lo ha portato a ripudiare la propria intera storia, quasi peggio”.


















