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Bolzano
18 febbraio | 13:25

''Grazie a magistrati e polizia che mi hanno fermato in tempo'', a 15 anni pianificava l'omicidio di un senzatetto con una setta neonazista, ora è uno studente modello

Oggi 16enne, il giovane era finito incastrato da una setta nel dark web, costruiva ordigni e progettava violenze sui più fragili. ora frequenta una scuola ad indirizzo agrario ed è uno studente modello

Grazie a magistrati e polizia che mi hanno fermato in tempo''

BOLZANO. Da membro di una setta che pianificava attentati e omicidi ad agricoltore, da satanista, neonazista, suprematista a 16enne pentito che cerca di costruirsi un futuro lontano da tutto quello che ha conosciuto in giovanissima età.

 

Il percorso di recupero del sedicenne della Val d'Isarco, che venne arrestato poco più di un anno fa con accuse pesantissime legate al terrorismo internazionale, (la cronaca della vicenda è raccontata in QUESTO articolo) ha segnato un punto di svolta decisamente positivo: attualmente detenuto in un istituto minorile del sud Italia, il giovane ha intrapreso un percorso di studi a indirizzo agrario, dimostrando un impegno e una condotta tali da spingere i giudici a sospendere il procedimento nei suoi confronti e a fissare una nuova udienza per il prossimo settembre.

E' uno dei migliori della classe, è grato per tutto ciò che sta facendo e scoprendo, per nuova vita che sta vivendo. E' stato proprio il ragazzo, nel corso dell'udienza svoltasi negli scorsi giorni, ad esprimere profonda gratitudine verso la magistratura e verso le forze dell’ordine per essere stato “fermato in tempo”.

Il ragazzo pianificava un omicidio, aveva costruito e fatto esplodere ordigni ed era pronto a compiere qualsiasi gesto la setta gli chiedesse. La vicenda era emersa nel corso di un'indagine condotta dalla Digos di Bolzano, che aveva svelato la militanza del giovane nella cellula “Rage Section 764”.

 

Secondo l’accusa, il gruppo pianificava un omicidio rituale durante la cosiddetta “Settimana del Terrore”: l’obiettivo era selezionare una persona vulnerabile, come un senzatetto o un disabile, per ucciderla in un impianto sportivo della provincia, videoregistrare l’atto e pubblicarlo su siti russi del Dark Web.

Al momento del fermo, avvenuto mentre il minore inviava l’ultimo messaggio in chat avvertendo della presenza della polizia alla porta, gli inquirenti avevano rinvenuto un arsenale inquietante composto da asce, ordigni rudimentali e una vasta mole di materiale pedopornografico e di richiamo neonazista.

 

Il giovane utilizzava persino l’intelligenza artificiale per studiare le sensazioni dei terroristi durante gli attentati, dimostrando un livello di coinvolgimento ideologico altissimo. Sebbene le accuse di partecipazione ad associazione terroristica e fabbricazione di esplosivi rimangano gravi, il tribunale ha stabilito che per i prossimi 18 mesi il ragazzo dovrà proseguire questo cammino intrapreso.

L'importante, come è stato stabilito dai giudici, è che il ragazzo stia lontano dalle vecchie frequentazioni e che riscopra una socialità nuova che non aveva mai vissuto. Attraverso il suo avvocato, Karl Swienbacher, il ragazzo ha ribadito il proprio sincero pentimento e la volontà di redimersi e soprattutto di proseguire lungo questo percorso intrapreso, lontano da tutto il male conosciuto fino ad ora.

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