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Maxi operazione dei carabinieri, trovati a Brescia 24 bancali di vino trentino rubato del valore di oltre 46 mila euro. Ritrovati anche 300 quintali di alluminio rubato

C'erano anche diversi bancali di vino trentino nascosto nel capannone di una ditta di rottamazione di Mazzano in provincia di Brescia che i carabinieri hanno rinvenuto durante una perquisizione 

Pubblicato il - 19 ottobre 2021 - 07:48

TRENTO. Sono stati ritrovati anche 24 bancali di vino di una nota azienda trentina nell'ambito di una maxi operazione portata avanti nelle scorse ore dai carabinieri della Compagnia di Fano congiuntamente ai colleghi del Nucleo Investigativo di Pesaro e che ha portato all'esecuzione ad un decreto di sequestro penale emesso dalla Procura della Repubblica di Pesaro nei confronti di un 54enne bresciano, indagato in concorso con altri due soggetti – un 50enne e un 45enne sempre originari della provincia di Brescia – per concorso in ricettazione aggravata dall’ingente valore di oltre 300 tonnellate di alluminio puro di proprietà  di una azienda di Fano.

 

I fatti hanno inizio il 14 settembre scorso, quando all’interporto di Rivalta Scrivia (noto come interporto di Genova a circa 75 km dal capoluogo ligure), giungevano da Singapore oltre 300 tonnellate di alluminio puro, acquistate dalla società, che ne commissionava il trasporto ad una ditta di Urbania.

 

Quest’ultima, impossibilitata da sola a dare corso all’intero trasporto della merce, incaricava attraverso una piattaforma internet, altre due ditte per procedere al ritiro del carico. Per il prelievo del materiale, le targhe degli autoarticolati, in tutto quattordici, interessati dal trasporto e in uso alle due ditte incaricate, venivano comunicate all’interporto di Rivalta Scrivia.

 

Gli autoarticolati, grazie alle credenziali fornite dalla ditta incaricata, prelevavano il materiale senza però farlo mai giungere ai magazzini della società fanese.

 

In data 28 settembre scorso, dopo vari tentativi da parte della società di capire dove la merce si trovasse, la società titolare e la società incaricata al trasporto, non ricevendo riscontri dai titolari delle ulteriori due ditte subappaltatrici, decidevano di sporgere formale denuncia ai carabinieri di Fano.

 

E’ a questo punto che scattano le indagini, avviate da subito dai militari della Compagnia di Fano congiuntamente ai colleghi del Nucleo Investigativo di Pesaro, sotto la direzione della Procura della Repubblica pesarese.

 

Dai primi accertamenti sulle società autostradali, è emerso che gli autoarticolati, dopo aver prelevato il materiale, anziché dirigersi verso sud, avevano interessato tratte della Regione Lombardia. Si appurava contestualmente che le due società che avevano ricevuto l’incarico, erano fittizie ed erano riconducibili a soggetti campani gravati da precedenti per reati contro il patrimonio.

 

Gli accertamenti sulle targhe dei mezzi facevano inoltre emergere come gli autoarticolati fossero stati utilizzati in passato per reati della stessa specie, con danni altrettanto rilevanti per le società committenti.

 

Le indagini hanno subito una svolta grazie ad un lettore di targa che si trovava tra i comuni di Mazzano e Prevalle nell’interland bresciano, che immortalava il passaggio di uno degli autoarticolati.

 

La zona risulta caratterizzata da molte ditte dedite alla lavorazione dell’alluminio, ma gli elementi raccolti grazie a servizi di ocp e all’ascolto di soggetti del luogo, indirizzavano da subito i sospetti su una ditta di rottamazione del comune di Mazzano (BS), tanto da portare l’Autorità Giudiziaria inquirente, sulla scorta delle risultanze acquisite, ad emettere apposito decreto di perquisizione con eventuale sequestro da eseguirsi presso la predetta ditta.

 

All’alba di venerdì i carabinieri della Compagnia di Fano e del Nucleo Investigativo di Pesaro, con la collaborazione dei carabinieri della Compagnia di Brescia, hanno dato corso alla perquisizione alla ditta. In due capannoni e nel piazzale di pertinenza della ditta, occultati da bancali in legno, e coperti da teloni in plastica, i militari hanno trovato 256 pile di lingotti di alluminio per un peso complessivo di oltre 300 tonnellate e un valore di mercato di circa un milione di euro. Le etichette e i numeri identificativi posti sui lingotti di alluminio consentivano da subito di accertare che si trattava proprio di quello sottratto dalla società Profilglass.

 

 

Nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti 12 bobine di acciaio del valore di mercato di circa 4000 euro cadauna provenienti da una ditta tedesca, 24 bancali di vino di una nota azienda produttrice del Trentino, e un ingente carico di tondini da edilizia in ferro, materiale tutto di verosimile provenienza furtiva. La merce sarà oggetto di ulteriori accertamenti a cura dell’Arma locale, che provvedeva a sottoporla a sequestro, al pari dell’autovettura in uso al rappresentante della ditta di rottamazione del valore di oltre 60.000 euro.

 

All’esito degli accertamenti, oltre al 54enne bresciano, titolare della ditta, risultato essere di fatto il custode del materie illecitamente trafugato, sono stati denunciati per ricettazione in concorso tra loro, aggravata dall’ingente danno patrimoniale, altri due bresciani di 45 e 50 anni, risultati aver posto in essere comportamenti inequivocabilmente finalizzati alla vendita del materiale asportato.

 

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