Contenuto sponsorizzato

"Mi dicevano, vattene via'', la storia di Sajjad arrivato in Trentino attraverso i Balcani. Le sue parole per il lancio della campagna ''Cambiamo rotta''

L’obiettivo è richiamare l’attenzione dei trentini su un dramma alle porte di casa, eppure nascosto ai più. A soli 500 chilometri dalla nostra Provincia, infatti, centinaia di migranti, soprattutto dal Medio-Oriente, tentano di approdare nel Vecchio Continente, ma ad attenderli trovano quasi sempre confini sbarrati

Di G.Fin - 27 maggio 2021 - 11:12

TRENTO. “Mi dicevano che vuoi qui? Vattene via”. Sajjad è un ragazzo che oggi vive a Nanno di Trento. E' un migrante arrivato attraverso la rotta balcanica e sono sue le parole riprese in un video realizzato per la campagna “Cambiamo rotta” che sarà presentata sabato e che sarà lanciata dalla Diocesi, Ipsia (Acli), Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa/CCI, Forum Trentino per la Pace, CNCA, Movimento dei Focolari.

 

“Per arrivare qui ho messo a rischio la mia vita specialmente in Bosnia” racconta Sajjad. “Non avevo un posto per dormire e a volte non trovavo nemmeno da mangiare, la polizia non è gentile”. Sajjad è uno dei centinaia di giovani che scappano dalle violenze e che scelgono la terribile rotta balcanica.

 

Proprio nelle scorse ore le forze dell'ordine hanno rintracciato in Friuli Venezia Giulia 34 giovani migranti pakistani. Sono stati identificati e sarebbero tutti maggiorenni. Sono arrivati in Italia dalla Slovenia attraverso la valle dell'Ospo, uno dei numerosi terminali della cosiddetta rotta balcanica. Ma sono migliaia quelli che percorrono questa difficile rotta trovando confini sbarrati e violenze di ogni genere. Non mancano i migranti che proprio attraverso questa rotta arrivano anche in Trentino. La “rotta balcanica” da anni è espressione di una vera e propria tragedia umanitaria con migliaia di migranti che vivono condizioni difficilissime, persecuzioni e violenze. (QUI L'ARTICOLO)

 

“Occuparsi della rotta balcanica è importante – ha spiegato don Cristiano Bettega - perché comunque il nord Italia è la porta con la quale confina questa rotta. Ma è importante perché è una questione di scarsa visibilità, se da una parte quando parliamo di migranti si fa riferimento soprattutto al Mediterraneo e a chi arriva per via mare, si parla molto meno di chi arriva per via terra. Tanto pericolosa è una attraversata per via mare altrettanto rischiosa è quella fatta per i Balcani che dura mesi e settimane”.

Proprio in Trentino è partita una campagna di sensibilizzazione sul dramma dei migranti sulla rotta balcanica. La propongono sei realtà, coordinate dalla Diocesi. L'evento-lancio verrà fatto sabato. “Cambiamo rotta!” è lo slogan utilizzato e l'obiettivo è quello di sensibilizzazione sulla situazione dei migranti che attraversano la rotta balcanica nel tentativo, per lo più vano, di raggiungere l’Europa.

E' importante richiamare l’attenzione dei trentini su un dramma alle porte di casa, eppure nascosto ai più. A soli 500 chilometri dalla nostra Provincia, infatti, centinaia di migranti, soprattutto dal Medio-Oriente, tentano di approdare nel Vecchio Continente, ma ad attenderli trovano quasi sempre confini sbarrati. E un destino da profughi nei campi di accoglienza, dove operano anche volontari trentini, coordinati da Ipsia.

 

La campagna di sensibilizzazione si pone l’obiettivo di suscitare maggiore consapevolezza su questa ferita aperta nel cuore dell’Europa, negli stessi territori insanguinati dalla guerra degli anni Novanta. Nel concreto poi, la campagna punta a raccogliere fondi per sostenere l’attività di accoglienza in particolare nel campo profughi di Lipa, in Bosnia Erzegovina. Con i finanziamenti si vorrebbe anzitutto realizzare una lavanderia, fondamentale per garantire un’igiene basilare e scongiurare la diffusione della scabbia.

 

Il 29 maggio non è una semplice data. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione 57/129 del 2003 ha scelto proprio questa data per celebrare la Giornata internazionale dei Peacekeepers, i promotori di pace.

 

Il 29 maggio è una data significativa anche per la storia del Trentino. I primi evangelizzatori di questa terra - Sisinio, Martirio ed Alessandro, uccisi in val di Non il 29 maggio 397 -, provenivano dalla Cappadocia, nel cuore dell’attuale Turchia. Per arrivare in Anaunia si trovarono di fatto pure loro ad attraversare i Balcani, più di 1600 anni fa. L’arcivescovo Lauro li ricorderà con una Messa a Sanzeno sabato 29 alle ore 20. L'evento lancio della campagna si potrà seguire sul canale YouTube della Diocesi di Trento (Servizio Comunicazione), sulle pagine Facebook di Vita Trentina e OBC Transeuropa e in TV su Telepace Trento.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 27 novembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
27 novembre - 20:26
Trovati 188 positivi, 2 decessi nelle ultime 24 ore. Registrate 112 guarigioni. Sono 44 i pazienti in ospedale. Sono 833.300 le dosi di [...]
Politica
27 novembre - 19:46
Le attiviste hanno ricordato anche la recente aggressione avvenuta in centro, e arrivata dopo un evento che serviva per autofinanziare la [...]
Cronaca
27 novembre - 19:29
Il genoma è stato sequenziato al laboratorio di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco. Il [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato