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Muore a causa del Covid e gli animali vengono abbandonati: “Una decina di carcasse, un cimitero di ossa”. L’intervento dell’Oipa e la segnalazione alla Asl

I volontari dell’Oipa sono intervenuti in un terreno privato dove decine di animali sono stati abbandonati a loro stessi, molti sono morti di fame e di stenti: “Quando siamo arrivati ci siamo trovati davanti una situazione orribile, l’odore delle carcasse era nauseabondo. Abbiamo segnalato tutto all’Asl”

Di Tiziano Grottolo - 23 febbraio 2021 - 16:49

VILLA LAGARINA. “Ci saranno state una decina di carcasse di animali morti, sembrava di camminare su un cimitero di ossa”. È una scena agghiacciante quella che si è presentata davanti agli occhi dei delegati dell’Oipa che questa mattina, 23 febbraio, si sono recati in un appezzamento di terreno tra la frazione di Castellano e il lago di Cei, nel territorio del Comune di Villa Lagarina.

 

Si tratta di un terreno privato dove sono presenti almeno una ventina di capi, fra pecore e capre (quelle che sono rimaste in vita seppur in precarie condizioni di salute), mentre una decina di animali sarebbero morti di stenti. Stando a quanto riferito da Jessica Bagatta, vice-delegata trentina dell’Oipa, fra le prime a intervenire sul posto, gli animali appartenevano a un’anziana signora del posto deceduta dopo aver contratto il coronavirus. A quel punto però nessuno si sarebbe preso cura degli animali che di fatto sono stati abbandonati a loro stessi. “Quando siamo arrivati – racconta – c’era un odore nauseabondo anche i residenti hanno segnalato da tempo la situazione e da quanto sappiamo la forestale aveva già effettuato dei sopralluoghi”.

LE FOTO. In un terreno privato sono state trovate diverse carcasse di animali morti di stenti: l’intervento dell’Oipa che fa scattare la segnalazione alla Asl

In stato di totale abbandono gli animali, affamati e assetati, sono usciti dal recinto e in diverse occasioni hanno frugato nei bidoni dell’immondizia in cerca di cibo, oppure hanno saccheggiato orti e campagne. Gli attivisti dell’Oipa, oltre a ricondurre gli animali fuggiti dentro il recinto (che è stato riparato), hanno portato cibo e acqua. “Pecore e capre si trovano davvero in pessime condizioni – ribadisce Bagatta – quelli che sono morti fuori dal recinto sono stati divorati dagli animali selvatici”. Una situazione che evidentemente è sfuggita di mano anche se in tutto questo tempo nessuno (tranne l’Oipa) è intervenuto.

 

“Da parte nostra abbiamo segnalato la situazione all’Asl e chiesto l’intervento di un veterinario”, sottolinea Ornella Dorigatti, delegata dell’Oipa che ora chiede che gli animali siano portati in un posto sicuro. “Il fatto è che ci preoccupiamo di lupi e orsi quando il Trentino è pieno di queste situazioni. Morire di fame e di stenti credo che sia una delle morti peggiori a cui un animale può andare incontro. Mi piacerebbe – conclude Dorigatti – che la Giunta attivasse tempestivamente la forestale anche per contrastare questi fenomeni di abbandono che purtroppo non sono rari sul nostro territorio”.

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