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Nei masi o nei boschi, ''scuole clandestine'' per i figli dei 'No vax'. Preoccupa la situazione, l'assessore all'istruzione: ''Forme organizzate per evitare di seguire le regole''

Stanno nascendo in diverse zone d'Italia e anche in Alto Adige dove esiste uno zoccolo duro di chi è contrario alla vaccinazione. A Gais in un maso vengono portati bambini di diverse età per forme di istruzione parentale organizzate dove, spiega il sindaco: ''Nessuno sa come viene portata avanti la formazione''.  Achammer: "I genitori hanno tolto i loro figli da scuola per non obbedire alle misure anti- Covid"

Di Giuseppe Fin - 16 ottobre 2021 - 09:56

BOLZANO. Bambini strappati dall'istruzione pubblica per essere messi in strutture private dove ad oggi nessuno riesce a controllare quello che accade all'interno delle mura. Sono ben lontane dall'essere delle scuole private ma vengono definite da alcuni una sorta di “scuole clandestine” che stanno spuntando come funghi su diversi territori dall'Alto Adige al Veneto. Sono decine e decine negli ultimi mesi i genitori no-vax che hanno deciso di togliere i propri figli dalle scuole per seguire un'istruzione parentale  con l'obiettivo di sottrarsi alla maggior parte delle regole dello Stato.

 

La situazione sembra preoccupare in Alto Adige, territorio da sempre con una presenza di no-vax abbastanza forte. Sul territorio di Gais esiste una di queste strutture. Si trova all'interno di un maso dove da alcuni mesi vengono portati i bambini strappati dall'istruzione pubblica.

 

“E' una situazione davvero triste – ci conferma il sindaco di Gais Christian Gartner - perché per noi quella non è una scuola. E' una struttura privata dove non possiamo entrare e non sappiamo quello che sta succedendo. Quello che posso dire è che sappiamo di diversi bambini che sono stati tolti dalla scuola pubblica per l'istruzione parentale. La legge lo prevede ma la mancanza di controlli ci preoccupa”.

 

Il Comune di Gais, ci spiega il sindaco, ha immediatamente avvisato l'assessorato all'istruzione della Provincia di Bolzano. “Di più non potevamo fare. Il mio parere personale – spiega Gartner - è che mi dispiace per i bambini che vengono tolti dalla nostra società e finiscono coinvolti loro malgrado in certe opinioni. Non è una cosa giusta”.  All'interno di questo maso arrivano bambini non solo da Gais ma anche da altre parti del territorio. “Questa situazione l'abbiamo notata nel momento delle iscrizioni e ci sono bambini e bambine di diverse età che arrivano anche da altri comuni. Sappiamo solo che vanno in questo maso privato ma non sappiamo come viene fatta questa istruzione”.

 

L'assessorato all'istruzione della Provincia di Bolzano sta seguendo la situazione che non sembra l'unica.  L'homeschooling è previsto dalla legge ma quello che sta succedendo è ben diverso.  “Ci sono persone che per evitare le norme anti-Covid fanno andare i figli a lezione in mezzo al bosco” dice a ilDolomiti.it Philipp Achammer assessore provinciale all'istruzione e alla cultura tedesca.

 

I controlli non sono sufficienti ed è proprio per questo che di recente il Consiglio provinciale ha approvato un articolo di legge che prevede alcuni interventi importanti. “Prevediamo – spiega Achammer - più controlli per l'istruzione parentale perché per noi tutelare il diritto del bambino all'istruzione deve venire dappertutto. Sappiamo di alcune situazioni in cui i genitori hanno tolto i loro figli da scuola per non obbedire alle misure anti- Covid e dove la tutela, purtroppo, dei bambini e la loro istruzione non avviene”.

 

Per l'assessore all'istruzione e cultura tedesca la normativa italiana non è abbastanza è per questo che ci si è mossi a livello provinciale con la richiesta, per esempio, ai genitori che decidono per figli l'istruzione parentale, di prevedere dei brevi rapporti scritti sugli obiettivi formativi raggiunti oltre a determinati controlli.

 

“Ci sono delle forme organizzate che non possiamo nemmeno definite scuole private – spiega l'assessore - ma sono delle forme parallele, nascoste, di istruzione che non prevedono misure da rispettare. Per alcuni genitori il motivo di strappare il proprio figlio dalla classe per portarlo in queste strutture è stato, per esempio, l'obbligo di mascherina”.

 

Non solo masi ma, come già detto, anche lezioni nei boschi. “Non so – ci spiega Philipp Achammer - come potranno farlo questo inverno. Controllare è difficile perché parliamo di spazi privati. Ma il nostro impegno è massimo per cercare di salvaguardare i diritti di questi bambini”.

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