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| 29 dic 2021 | 18:19

No-vax, dopo la sospensione di Casagranda dall'Usb a Trento arriva un nuovo sindacato: ecco la Confederazione Unitaria di Base

Fra gli iscritti della sezione trentina dell’Usb sta circolando un messaggio dove si annuncia l’imminente apertura di una sede della Confederazione Unitaria di Base, il primo nucleo di questa nuova sezione dovrebbe essere formato da alcuni membri del coordinamento che faceva capo a Ezio Casagranda

di Tiziano Grottolo

TRENTO. In queste ore fra gli iscritti della sezione trentina dell’Usb sta circolando un messaggio dove si annuncia l’imminente apertura di una sede trentina della Confederazione Unitaria di Base (Cub). Si tratta di un sindacato presente a livello nazionale ma che non aveva ancora aperto una sezione in Trentino. Sempre stando al messaggio spedito a molti iscritti Usb il primo nucleo della Cub trentina dovrebbe essere formato da alcuni membri del coordinamento che faceva capo a Ezio Casagranda, recentemente sospeso dai vertici nazionali per via delle sue posizioni troppo vicine a quelle dei No-vax.

 

A quanto pare per la nuova sede della Cub c’è già un indirizzo: piazza General Cantore a Trento, poco distante da quella dell’Usb. La sede, viene spiegato nel messaggio, sarà disponibile a partire dal primo gennaio 2022 mentre per il personale la nuove sezione si deve ancora organizzare. L’obiettivo però è attivare anche i servizi Caf e Patronato.

 

Secondo alcune voci a prendere le redini delle neonata sezione della Cub dovrebbe essere Paolo Goffo da molti considerato il braccio destro di Ezio Casagranda, nonché presenza fissa durante le manifestazioni dei No-vax a Trento. Dal canto suo Goffo, contattato da Il Dolomiti, ha fatto sapere di non voler rilasciare dichiarazioni in merito. Ora resta da capire cosa farà Casagranda (che nel 2014 era stato espulso pure dalla Cgil) anche se l’allontanamento dall’Usb sembra ormai scontato.

 

A differenza dell’Usb, la Confederazione Unitaria di Base in merito ai vaccini ha una posizione molto più ambigua. In un comunicato diramato dalla Cub Sanità Veneto si legge “è vergognosa la campagna diffamatoria messa in atto contro medici, infermieri e operatori che non si vogliono vaccinare per i più disparati motivi: nei posti di lavoro e sulla stampa sono additati come untori e sbeffeggiati con epiteti come ‘No-vax’. Ebbene molti di loro, se avessero la certezza che il vaccino proposto contro il Sars-Cov-2 garantisse realmente l’immunità, sarebbero i primi a vaccinarsi. In realtà siamo in presenza di un vaccino sperimentale che non tutela il vaccinato da ulteriori contagi e quindi, proprio per per evitare di trasmettere il contagio, a sua volta deve continuare a utilizzare i dispositivi di sicurezza”.

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