''Non riconosco più Mattarella come presidente. Campo di concentramento a cielo aperto'', città blindata e il corteo No vax e No pass (FOTO e VIDEO) gira fuori dal centro
L'ennesimo corteo per protestare contro l'obbligatorietà del Green pass, il primo dopo la decisione nazionale, recepita anche in Trentino, di non permettere l'ingresso nei centri storici. Lunedì è prevista un'altra manifestazione: "Davanti a Confocommercio. Non interessa la salute pubblica ma la cieca obbedienza al potere e ricevere contributi"

TRENTO. "Non riconosco più Mattarella come presidente quando dice che queste manifestazioni diffondono la malattia". Così Ezio Casagranda prima della partenza del corteo No vax e No pass a Trento. Nel mirino anche il premier Mario Draghi, la ministra Luciana Lamorgese e il virologo Roberto Burioni.
L'ennesima manifestazione per protestare contro l'obbligatorietà del Green pass, la prima dopo la decisione nazionale, recepita anche in Trentino, di non permettere l'ingresso nei centri storici dopo il vertiginoso aumento dei casi a Trieste e le tensioni in varie città italiane.
Anche il centro di Trento è blindato, le forze dell'ordine presidiano i vari varchi: il corteo parte da piazza Dante, entra in via Pozzo e poi il percorso vira verso via Roma e via Prepositura.

Ogni angolo è coperto dalle forze di polizia. Ma questo non scoraggia No vax e No pass che assicurano di voler continuare a manifestare perché "siamo confinati in un campo di concentramento a cielo aperto".

La prossima iniziativa è in agenda per lunedì 15 novembre. A un mese dall'entrata in vigore dell'estensione della certificazione verde il sindacato di base multicategoriale e l'Usb hanno proclamato uno sciopero generale di 24 ore: "Contro le scelte antipopolari e liberticide del tecnocrate Draghi e della Giunta provinciale 'tappetino' di Maurizio Fugatti affinché evochino con effetto immediato il Green pass per accedere nei luoghi di lavoro. A sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità e della scuola, su quest'ultimo punto serve un ragionamento, sospesi e privati della retribuzione per aver rifiutato di sottostare alla vergognosa norma".
A supporto di Dario "in sciopero della fame dal 15 ottobre scorso, degli autisti di Trentino Trasporti e di tutti i lavoratori pubblici e privati". Una manifestazione che si snoda tra piazza Dante, via Gazzoletti, via Torre Verde, via Manzoni, Largo Nazario Sauro, via Brennero, via Marconi e via Solteri per fermarsi davanti al palazzo di Confcommercio.

"Perché ricevono i contributi dal governo e rispondono alle sue esigenze. Non interessa la salute pubblica ma la cieca obbedienza al potere. Noi non molliamo: andiamo a urlare la nostra rabbia, andiamo a urlare vergogna", conclude Casagranda. Poi il corteo parte e sfila ai margini del centro.













